Enrico Steidler
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L’Italia del calcio è alla frutta, ma facciamo finta che…

Quinti nel ranking Uefa dietro al Portogallo, quattordicesimi nella classifica Fifa alle spalle della Grecia, nessun italiano nella Top Ten Uefa, eliminati al mondiale con 2 sconfitte in 3 gare, non vinciamo niente dal 2010, Figc nel caos, pochi soldi, poche idee e ancor meno top player, cultura sportiva presente solo in tracce, stadi fatiscenti, ultrà allo stato brado. E mentre la nave affonda, l’orchestra continua a suonare

L’Italia del calcio è alla frutta, ma facciamo finta che…
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“Facciamo finta che…tutto va ben, tutto va ben, facciamo finta che tutto va ben. Ma sì, perché no? Siamo immersi fino al collo nell’elemento di cui è fatta – Niki Lauda dixit – la Ferrari di Alonso e Raikkonen, ma forse ci conviene seguire il consiglio di Ombretta Colli e fingere “che il cielo sia costantemente azzurro, che il sole splenda sempre allegramente, che tutto quanto sia sempre sereno, ruscelli prati verdi e arcobaleno”. A parlare male di quel tugurio che è diventato il calcio italiano, infatti, si rischia di passare per disfattisti, o ancor peggio per cospiratori. Che senso ha, in un Paese già strangolato dalla crisi economica e afflitto da mille problemi irrisolti, prendere di mira una delle poche industrie che ancora riescono a fatturare un po’ di soldini? E perché gettare fango su quel meraviglioso giocattolo così utile a sollazzare il popolo-bue e a distrarlo dalle sue miserie (e da coloro che ne sono la causa)? Sarebbe questo il compito del giornalismo sportivo? “Remare contro” e fare gli interessi del nemico? No, non sia mai.

Souvenir d'Italie

Souvenir d’Italie

IL DECALOGO DEL BUON PATRIOTA – Da che calcio è calcio, questo periodo dell’anno è il più noioso per gli appassionati (tenuti in vita solo dalle notizie di mercato e da sogni di gloria destinati a rimanere quasi sempre tali), e tuttavia si presta magnificamente – per ragioni climatiche – a rendere un buon servigio alla Patria “facendo finta che. Sotto il cielo azzurro, infatti, non si agita ancora alcun ultrà, il sole splende allegramente sui nostri stadi in rovina e i prati verdi evocano l’immagine dei suggestivi ritiri alpini ma non quella delle squadrette che li frequentano. Il momento è il più propizio, quindi, e non possiamo farcelo sfuggire. Basta chiudere gli occhi, turarsi il naso e il gioco è fatto. I soliti critici del malaugurio si accaniscono con le loro osservazioni disfattiste? Ecco, qui di seguito, 10 modi per zittirli e guadagnarsi una decorazione al valor tricolore.

1) Siamo retrocessi al quinto posto nel ranking Uefa – Non è una buona ragione per stracciarsi le vesti. Sappiamo come vengono fatte queste classifiche, infatti, e da chi, così come sappiamo che l’Italia non è amata…Ebbene, amiamola noi, allora: gli altri ci sottovalutano, e ben presto se ne pentiranno.

2) …e sprofondati al quattordicesimo della classifica Fifa – E con ciò? Nel 2010 siamo stati pure sedicesimi, se è per questo, e ciononostante due anni più tardi ci siamo laureati vice-campioni d’Europa. E poi, come sopra: ‘ste classifiche non valgono niente. La fidanzata di M’Vila, invece…

3) Nessun italiano figura nella Top Ten Uefa – Fra i dieci candidati a vincere il premio che l’anno scorso andò a Frank Ribery – Diego Costa (Spagna, Atletico Madrid, ora al Chelsea), Angel Di Maria (Argentina, Real Madrid), James Rodriguez (Colombia, Monaco), Philipp Lahm (Germania, Bayern Monaco), Lionel Messi (Argentina, Barcellona), Thomas Müller (Germania, Bayern Monaco), Manuel Neuer (Germania, Bayern Monaco), Arjen Robben (Olanda, Bayern Monaco), Cristiano Ronaldo (Portogallo, Real Madrid) e Luis Suarez (Uruguay, Liverpool, ora al Barcellona) – non c’è ombra di italiani e neppure di giocatori della nostra Serie A. E va bè, e allora? Questi premi “europei” sono una buffonata, né più né meno: Pirlo 13.mo, Neymar 17.mo e Bale 19.mo. C’è bisogno di aggiungere altro?

4) Siamo reduci da due figuracce mondiali consecutive – E’ vero ma…capita. D’altra parte, i tedeschi non vincevano il mondiale da quarant’anni, e con noi perdono sempre, diciamolo. In Russia ci rifaremo, e nel frattempo rifacciamoci gli occhi con una bella panoramica sui glutei delle wags

5) Non vinciamo niente dai tempi dell’Inter del triplete – Ok, ma sono 4 anni, in fondo, mica una vita. L’Italia ha dominato l’Europa per due decenni, una pausa è fisiologica e ci sta.

Demetrio Albertini

Demetrio Albertini

6) La Figc è un museo degli orrori e degli errori – Sì, ma il vento sta per cambiare e il futuro ci sorride: una nuova generazione di leader disinteressati e lungimiranti, infatti, sta per fare piazza pulita delle vecchie gerarchie e delle loro logiche ammuffite. Aspettare per credere. Altre notizie in evidenza: Wanda è solo un po’ ingrassata, o c’è qualcosa di più?

7) Gli altri (spagnoli, inglesi, tedeschi, francesi…) hanno risorse finanziarie che noi neanche ci sogniamo – I soldi, nella vita, vanno e vengono. Oggi a loro, domani a noi. Consigli per gli acquisti.

8) Dalle nostre parti la cultura sportiva è una merce sempre più rara – Ecco le solite esagerazioni esterofile e controproducenti. E’ vero che sotto questo aspetto abbiamo dei problemi, nessuno può negarlo, ma a che serve ingigantirli come fa certa stampa falsamente perbenista? Perché non guardiamo alle nefandezze altrui invece di star sempre a rimestare il coltello nella nostra piaga? Abbiamo solo noi i giocatori che simulano e i dirigenti che strepitano, la maleducazione e le dietrologie? Ma dai…

9) Gli stadi italiani fanno pietà – Pur con qualche lodevole eccezione (vedi lo Juventus Stadium, ad esempio), i nostri impianti sono obsoleti e inadeguati, questo è vero, ma entro qualche anno saranno solo un brutto ricordo. Nuovi stadi super-tecnologici, veri e propri gioielli dell’ingegneria italiana, prenderanno il loro posto, e tutto il mondo ci invidierà. Argomenti correlati: Barbara Berlusconi, che “passerella” in tribuna a Monza.

10) Chi comanda è Genny ‘a carogna – Ennesima e insopportabile gonfiatura giornalistica. Gli ultrà italiani non sono peggio di tanti altri, eppure, chissà perché, sembra che la violenza negli stadi sia un problema che riguarda noi e noi soltanto. Salernitana-Nocerina? I responsabili hanno pagato. Il caso Evacuo? Tanto rumore per nulla. La morte di Ciro Esposito? Anche in Svezia hanno ammazzato un tifoso pochi mesi fa: perché non se ne parla mai?

SUPERCAZZOLA CON VISTA – Ecco, così si fa, e il trucco è semplice: Basta mescolare qualche verità con altrettante ovvietà, aggiungere un po’ di zucchero (belle parole e buoni propositi), shakerare quanto basta per intorbidire il tutto e la realtà virtuale è servita. E se poi ha pure il pregio di avere una bella vista sulla spiaggia e le sue polpose attrattive meglio ancora. Ma sì, dai. Perché rovinarci il fegato pensando alla sostanza che quasi ci sommerge? E’ estate, il cielo è azzurro e il sole splende allegramente: il tempo delle umilianti eliminazioni e degli autogrill sfasciati è ancora lontano. Facciamo finta che, e buone vacanze a tutti.

Enrico Steidler

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