Vincenzo Galdieri
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Eppure Allegri in qualcosa è meglio di Conte

Una settimana dopo l'avvicendamento Conte-Allegri, i tifosi hanno metabolizzato. Via il miglior manager emergente italiano, arriva il non apprezzatissimo Max. Eppure, l'ex tecnico rossonero, in alcune cose potrebbe essere superiore ad Antonio Il Grande

Eppure Allegri in qualcosa è meglio di Conte
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Allegri, nuovo tecnico della Juventus

Massimiliano Allegri, alla conferenza di presentazione da nuovo tecnico della Juventus: la sua avventura è cominciata

Ecco, c’è stato il tempo di metabolizzare. Per tutti i tifosi bianconeri. La settimana scorsa si scatenava il ciclone Juve: dimissioni di Conte, insediamento di Allegri, critiche e contestazioni. Oggi c’è un po’ più di tranquillità. Certo, la non sicurezza di trattenere Vidal e Pogba i dubbi sulla gestione di Pirlo ed i vari annessi e connessi rimangono. Ma adesso è tempo di pensare anche un po’ ai pro, e non soltanto ai contro. Per la Juventus è il momento di guardare avanti con fiducia, ed i suoi tifosi non dovranno essere da meno. A fine mercato si tireranno le somme. Intanto, si possono dare i primi giudizi sul nuovo tecnico. E non possono essere soltanto negativi. Perchè, in qualcosa, Allegri ha dimostrato di esser meglio del tanto – giustamente – rimpianto Conte. 

LE POLEMICHE DEL PASSATO ED IL PIGLIO DA LEADER: I TIFOSI ANCORA NON ‘DIGERISCONO’ ALLEGRI – Il dato di fatto è che ad oggi gran parte dei tifosi bianconeri non digerisce Allegri. Colpa delle varie polemiche scatenatesi nella stagione 2011\2012, quella del primo Scudetto di Conte. Dal gol di Muntari in poi, tra l’ex tecnico rossonero ed il mondo Juve fu scontro totale, con tanto di reiterate dichiarazioni vicendevolmente ‘pungenti’. Troppo fresche le immagini, troppo recenti gli scontri: chi segue e sostiene la Juve non si capacita di come sia stato scelto proprio lui, Allegri, per sostituire l’amato Conte. Ma la verità è che nel calcio le cose cambiano: parliamo di professionisti. Non viene accettato di Allegri neanche il fatto che fu lui a mettere alla porta Pirlo: in molti temono che il regista bianconero punti i piedi ed ottenga la cessione. E non convince il carattere di Allegri: un’aziendalista, si dice. Uno che ‘si adegua’, e da molti è considerato sinonimo di scarsa leadership. La grinta, il carisma, il piglio da leader di Antonio Conte sembrano già ricordi lontanissimi. In effetti, Allegri non ha mai dimostrato di essere un leader alla Conte, ma gli va dato il beneficio del dubbio. I tifosi temono che lo spogliatoio possa andare a pezzi dopo la prima sconfitta. Soltanto il tempo dirà chi ha ragione.

TATTICA, TURNOVER E CHAMPIONS LEAGUE: I PREGI DI MAX – Insomma. Allegri parte in quarta fila: non ha il carisma, la capacità di leadership, la grinta, l’ardore motivazionale e soprattutto la juventinità di Antonio Conte. Nemmeno la mentalità vincente, per alcuni. In queste caratteristiche, sicuramente Antonio è superiore, ad oggi: è la storia a dirlo. Ma la storia dice anche che Allegri, in qualcosa, ha fatto meglio di Conte. Ad esempio, Allegri è uno molto arguto a livello tattico. Non che Conte non lo sia, chiariamo: semplicemente Max è più dinamico. Il Bell’Antonio, infatti, dopo un primo anno spettacolare in cui rivoltava la propria squadra come un calzino a seconda della rivale che aveva di fronte, si è un po’ crogiolato sul sistema 3-5-2 che in molte gare clou  ha lasciato a desiderare. Allegri invece non si fa problemi a cambiare da una settimana all’altra: se la gara va affrontata in un modo diverso da quello ‘convenzionale’, preferisce rischiare a differenza di Conte che è più conservatore. E sono interessanti da seguire anche le sue linee di pensiero nel post partita: è uno che racconta, che parla volentieri di tattica, che spiega tutto nel dettaglio persino ai giornalisti. Dopo le sconfitte difficilmente s’inalbera, rimane a ragionare e spiega perchè ha fatto questo o quello. Altra caratteristica che va a suo vantaggio, è quella di saper gestire il turnover prima delle gare decisive: se deve perdere qualche punto in campionato – classifica permettendo – sull’altare di una grande gara in Europanon ci pensa due volte. E questo punto è quello che più è stato contestato nell’era Conte: i tifosi ancora non hanno del tutto digerito il fatto di vedere l’intera squadra titolare col Sassuolo a campionato praticamente stravinto – matematica esclusa – ed a 3 giorni dalla decisiva gara col Benfica in Europa League. Le coppe europee, appunto. Qui Max ha fatto sempre abbastanza bene. Il girone di qualificazione in Champions League l’ha sempre passato: sia col Milan di Ibra e Thiago Silva che con quello più ‘spuntato’ degli ultimi due anni. Ha affrontato varie volte il Barcellona e non ha sfigurato: l’anno scorso, quasi quasi lo eliminava con una squadra nettamente inferiore a quella blaugrana. Non teme i big match, Allegri. Si adatta a seconda dell’avversario e non disdegna le rivoluzioni tattiche ad hoc. Sotto questo profilo, per i tifosi bianconeri potrebbe esserci all’orizzonte un bel po’ di divertimento. Poi è chiaro, Conte è ad oggi il miglior allenatore italiano della nuova generazione e questo è assolutamente innegabile. In molte cose, può già considerarsi un big assoluto. Ma nemmeno Allegri è da buttare. In alcune cose è meglio di Conte. Basteranno per far si che la Juve faccia il salto di qualità in Europa?

Vincenzo Galdieri
Twitter: @Vince_Galdieri 

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