Antonio Fioretto
No Comments

Di Natale e Scuffet: quando il dio denaro fa cilecca

Col denaro si può tutto, di solito...

Di Natale e Scuffet: quando il dio denaro fa cilecca
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page
Scuffet

Simone Scuffet, nuova promessa del panorama nazionale

Esiste una teoria, a questo mondo, secondo la quale il denaro è la più grande forza motrice della società. In realtà, la teoria si è poi rivelata una scienza praticamente esatta. I soldi governano il mondo e ne decidono le sorti, nel bene e nel male. L’ enorme cassaforte che stabilisce chi, dove, quando, come e perchè è riuscita nell’ intento di abbracciare anche un “mondo” apparentemente innocente e spensierato. Un gioco. Il calcio. Si è dunque giunti alla ribalta degli sceicchi, agli acquisti privi di logica, al fair play finanziario che è reso realtà solo da un paio di multine. Eppure, nella nube tetra di questo gioco che di gioco non ha quasi più nulla, capita ogni tanto di incontrare un barlume di luce. Capita di imbattersi in uomini (e solo dopo professionisti) che antepongono un ideale all’ effimero, quanto ghiotto, richiamo dei milioni.

Emblematico, in tal senso, è quanto successo dalle parti del Friuli. L’Udinese dei Pozzo, uno che sul binomio calcio-soldi c’ha costruito un impero, è stata sommersa di offerte per i due top player di casa: Antonio Di Natale e Simone Scuffet. Il primo è stato cercato a grande richiesta da Marcello Lippi, super intenzionato a portarlo in Cina, al suo Guangzhou; il secondo, invece, era praticamente ad un passo dalla firma con l’Atletico Madrid, alla ricerca di un degno erede di Courtois. E invece…

I rifiuti secchi di ambedue i giocatori hanno creato non poco scalpore nei dirigenti dei due club esteri, sorpresi dal fatto che NON ” per tutto il resto c’è mastercard”. Sia Scuffet che Di Natale hanno detto no a due contratti da capogiro. E il motivo è più semplice di quanto si possa pensare. Il rampante portierino ha motivato così la sua scelta : “Soldi e gloria? Quelli verranno poi, ora devo studiare“. L’attenta analisi della famiglia del baby fenomeno (ecco il segreto, la famiglia) ha portato ad una scelta saggia e coraggiosa: nell’anno della maturità, Scuffet rimarrà ad Udine. Poi, si vedrà. Proveremo, col senno di poi, a chiedergli cosa avrebbe preferito tra i cento centesimi al diploma e 4,5 milioni annui.

C’è poi Totò, capitano e simbolo di una generazione calcistica. Che è un abituè del dito medio ai grandi club. Prima rifiutò il Milan, poi la Juventus. Ora, ha mandato a farsi benedire un’offerta che PARTIVA da 10 milioni di euro a stagione. Agli involtini primavera, Di Natale ha preferito un bel piatto di carciofi alle acciughe. Perchè ogni tanto, ci piace dirlo, i ricconi prendono anche porte in faccia.

Antonio Fioretto (@FiorettAntonio)

 

 

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *