Enrico Steidler
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Inter, Thohir detta la linea: aumentare gli introiti e fare acquisti “intelligenti”

“L’Inter è superiore al Milan nelle entrate – dice il presidente dell’Inter dall’Indonesia – ma è dietro a Borussia Dortmund e Schalke 04. Prima aumentiamo gli introiti e poi pensiamo ai top player. La Serie A ha perso appeal e va aumentata la concorrenza”

Inter, Thohir detta la linea: aumentare gli introiti e fare acquisti “intelligenti”
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Più che da tifoso, Erick Thohir parla da manager, e – fra i tanti – questo è forse l’aspetto che più lo distingue dal suo predecessore Massimo Moratti. Le ragioni del cuore sono fondamentali, sembra dire il magnate indonesiano fra le righe della sua lunga intervista rilasciata a TopSkor, ma se quelle del portafoglio restano inascoltate allora è proprio il sentimento (vedi alla voce sogni di gloria irrealizzabili) il primo a pagarne le conseguenze. “Ho sempre detto che uno degli obiettivi che mi sono prefissato è quello di portare l’Inter tra i primi 10 club del mondo – esordisce il presidente nerazzurro illustrando il suo ambizioso programma – ma per farlo devo rendere la squadra competitiva dentro e fuori dal campo. In campo, il lavoro starà a giocatori e staff tecnico; fuori, invece, è tutto legato al lato degli affari”.

Mazzarri e Thohir

Mazzarri e Thohir

IN BUSINESS WE TRUST“Quello che voglio – sottolinea a chiare lettere Thohir è aumentare gli introiti dell’Inter, per far sì che il club abbia più forza. Se non aumentiamo le entrate, diventa difficile essere competitivi. Prendiamo l’esempio del Real Madrid: il club spagnolo ha un fatturato di circa 518 milioni di euro, mentre quello dell’Inter era crollato a 169 milioni. Ancora oggi, l’Inter è indietro rispetto a club come Borussia Dortmund e Schalke 04, e noi abbiamo avuto perdite rilevanti anche a riguardo della vendita dei biglietti. Ora, è chiaro che vorremmo prendere dei top-player, ma bisogna essere realisti. Con l’aumento delle entrate – ribadisce il tycoon indonesiano tenendo i piedi ancorati al terreno – potremo avere mezzi finanziari più importanti. Piaccia o no, è la parte cui sono rivolti i maggiori sforzi sul piano finanziario. Pertanto, l’aumentare i ricavi può aumentare la stabilità del club e questo si riflette anche sui giocatori. Più alti sono i ricavi, più alta può essere la spesa media per i calciatori. E più alti sono gli introiti, più giocatori possono arrivare. In base a quali criteri? Ovviamente in primo luogo le prestazioni sul campo, ma io stesso mi sono posto dei parametri, come ad esempio il fatto che siano ancora giovani”.

“TRANSIZIONE” NECESSARIA“Questo senza dimenticare il Fair Play Finanziario. Questo è uno dei primi aspetti di cui mi sono occupato quando sono arrivato. Con la dirigenza Moratti abbiamo subito firmato un nuovo contratto con Nike da 200 milioni per 10 anni, poi è arrivato l’accordo con Infront per le sponsorizzazioni in Europa da 80 milioni per quattro anni. Per una maggiore globalizzazione, io stesso sto cercando personalmente contatti nelle nazioni che hanno una grande base di tifosi dell’Inter – prosegue il numero uno nerazzurro – e sto pensando a come aumentare le vendite dei biglietti. Tutto ciò porterà ad un aumento dei ricavi. E se i ricavi aumentano, le perdite diminuiscono, il che ci permetterà anche di rispettare i parametri per partecipare alle competizioni europee. Voglio che per 2-3 anni venga mantenuta questa fase di transizione, per aumentare gli introiti e mantenerli alti. In questo periodo, finché non sarà completato il risanamento finanziario, adotteremo un sistema che io chiamo di ‘acquisti intelligenti’: continueremo a creare una buona squadra, ma sceglieremo con grande attenzione chi acquistare”.

Hernanes, un Profeta per la rinascita dell'Inter.

Hernanes, un Profeta per la rinascita dell’Inter.

Abbiamo preso Hernanes e D’Ambrosio, sono arrivati Vidic a parametro zero e Dodò in prestito biennale. Compreremo ovviamente – si affretta a precisare Thohir – ma non in maniera casuale. Dobbiamo implementare strategie che ci permettano di rispettare il Fair Play Finanziario, ad esempio una spesa per gli stipendi che vada dal 50% fino a massimo il 60% delle spese societarie. Come fanno il Real Madrid e i club della Premier League. Con l’ingresso di nuovi investitori come me e James Pallotta – conclude il magnate dell’editoria – la Serie A ha una nuova visione. Ormai tutti, dai proprietari alla Lega Calcio, si sono resi conto che in questo momento va aumentata la concorrenza” (il campionato italiano è “poco allenante” disse Capello…).

Risanare per vincere, quindi, e il passo non può essere più lungo di una gamba che ora è inevitabilmente abbastanza corta. Il senso del discorso presidenziale, in fondo, è tutto qui, e se è vero che i tifosi della Beneamata si aspettavano (e si aspettano) qualcosa di più dal nababbo venuto da lontano – le stime parlano di un patrimonio personale che si aggira sui 25 miliardi di dollari – è ancor più vero che le sue parole sono quanto mai avvedute, condivisibili e…salutari. Non sono un pirla”, disse lo Special One prima di vincere tutto, e la stessa cosa sembra dire ora Thohir: ccà nisciuno è fesso, e per riportare l’Inter nella Top Ten europea ci vogliono almeno 2 o 3 anni di sacrifici, lavoro e investimenti mirati. Giusto, inevitabile e anche poco, in fondo, considerando quanto è dura la legge della giungla. Peccato, però, che sia tanto (forse troppo) per la pazienza dei tifosi, ormai ridotta ai minimi termini dopo anni di vacche magre e di dominio bianconero. Riuscirà il nostro eroe a far quadrare i bilanci e…il cerchio prima che questa si esaurisca del tutto? Difficile dirlo, ma se ce la fa è davvero Special.

Enrico Steidler

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