Antonio Casu
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Tour, Nibali è un timido Cannibale: vince ancora e sbaraglia tutti

Lo Squalo trionfa nel giorno di Bartali e Casartelli. Valverde e Pinot a 50 secondi, Porte alla deriva

Tour, Nibali è un timido Cannibale: vince ancora e sbaraglia tutti
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Non ce n’è per nessuno. Vincenzo Nibali trionfa ancora, dimostra per l’ennesima volta di essere nettamente il più forte di questo Tour de France e sbaraglia tutti gli avversari. Il successo a Chamrousse è tuttavia l’emblema della sua umiltà: scattato a 6 km dal traguardo, riprende subito Konig e Majka, scattati in precedenza, ma sembra quasi aspettarli con l’imbarazzo di chi non vuole strafare, senza la volontà di fare il Cannibale. La strada però emette un altro verdetto, Nibali si trova solo senza fare particolari allunghi e unicamente in quel momento si invola in solitaria verso il traguardo.

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Tour: Richie Porte, stamane secondo dietro Nibali, affonda ed esce dalla top ten 

UNA TAPPA ROVENTE – Quella di oggi è stata una giornata calda, caldissima. La tappa è diventata di conseguenza più difficile, prestando così il fianco a colpi di scena, anche in testa alla classifica. A pagarne le conseguenze è stato Richie Porte, fino a stamane secondo della generale, che si è staccato fin dalle prime rampe dell’ultima salita e ha maturato un ritardo di diversi minuti. Il Tour perde in quel momento un altro dei suoi protagonisti. Non manca la solita fuga, che vede tra i protagonisti anche gli italiani Visconti, Oss e De Marchi (l’ultimo ad essere ripreso dal gruppo principale), ma non c’è spazio per arrivare fino al traguardo. Alle pendici della salita del Chamrousse, il quadro generale sembrava poter sorridere agli avversari di Nibali, visto che lo Squalo si è trovato da subito con un solo gregario, in netta inferiorità numerica rispetto agli altri big. Fdj (per Pinot) e Movistar (per Valverde) impongono un ritmo infernale in testa al gruppo, faticano tutti ma non Nibali, che tiene agevolmente le ruote dei primi.

L’ENNESIMO ASSOLO DI NIBALI – Il primo ad aprire le danze tra i grandi è Valverde, che cerca subito di andarsene con uno scatto secco. Nibali perde inizialmente l’attimo giusto, ma si riporta sullo spagnolo con una splendida progressione. Pinot li riprende mentre davanti ci sono Konig e Majka. Tutti gli altri sono già alla deriva. A sei chilometri dal traguardo, Nibali rompe gli indugi e si sbarazza degli avversari, riprendendo in un attimo i fuggitivi. La maglia gialla lascia spazio a loro, avrebbe probabilmente concesso la vittoria ad uno dei due, ma improvvisamente si ritrova solo in testa, senza alcuno scatto. In un primo momento esita e si gira, quasi come se volesse attenderli, ma alla fine decide di partire alla caccia del terzo trionfo. Gli ultimi chilometri sono la cronaca di un’apoteosi. Nibali vince nel giorno dell’anniversario della nascita di Bartali (avrebbe compiuto cento anni, ma il Tour si è dimenticato di lui) e della tragica morte di Fabio Casartelli. Konig e Majka arrivano dopo pochi secondi, Valverde (ora secondo della generale) e Pinot (ora quarto) dopo 50”. Terzo sul podio provvisorio il francese Bardet. Il Tour de France non è ancora finito, ma poco ci manca.

Antonio Casu

@antoniocasu_

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