Jacopo Rosin
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El Shaarawy, che sia l’anno della rinascita?

Il Faraone è pronto a riprendersi il Milan dopo la stagione passata in infermeria; Stephan ha più fame che mai

El Shaarawy, che sia l’anno della rinascita?
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Era la prima amichevole pre-stagionale e non la finale di Champions, il campo era quello di Solbiate Arno, tutt’altra cosa rispetto all’Old Trafford o al Camp Nou, ma per El Shaarawy il gol messo a segno contro il Renate – formazione della Lega Pro – profuma di speranza. L’attaccante del Milan ha cominciato la stagione con delle nuove consapevolezze, maggiore carica e grande voglia.

Stephan El Shaarawy insieme all'amico Mario Balotelli

Stephan El Shaarawy insieme all’amico Mario Balotelli

PRE E POST BALOTELLI – In molti sostengono che l’inizio del calvario di Stephan El Shaarawy sia coinciso con l’arrivo dal Manchester City di Mario Balotelli nel gennaio 2013. Fino a quel momento il Faraone aveva illuminato San Siro, trascinandola con i suoi spunti e i 14 gol fatti nel solo girone di andata, in 19 gare. Con l’arrivo di Super Mario, El Shaarawy ha iniziato un percorso involutivo che l’ha visto smarrire la cattiveria sotto porta e la straordinaria vena realizzativa, rischiando persino di uscire dai radar della Nazionale che lo seguivano quale probabile futura stella in maglia azzurra. Il girone di ritorno di quella stagione, con Balotelli al centro dell’attacco, vide Il Faraone passare praticamente inosservato, oscurato dai 12 gol in 13 presenze del numero 45 rossonero e solo 2 reti firmate da El Shaarawy tra cui la sua prima nel Derby, nell’1-1 del 24 febbraio 2013. Al termine del campionato, al Faraone venne consegnato il Pallone d’Argento da parte dell’USSI – Unione Stampa Sportiva Italiana – come premio per le straordinarie prestazioni messe in mostra, più che altro però, prima dell’arrivo di Balotelli.

L’INFORTUNIO E LA FAME – La Champions gli regala la gioia del gol contro il PSV Eindhoven ad agosto, nel preliminare, con quel colpo di testa ad incrociare sul bel cross di Abate. Purtroppo per El Shaarawy quella sarà l’unica vera soddisfazione della stagione perchè neanche un mese dopo inizia un calvario che lo vedrà assente con la maglia del Milan per praticamente tutto il campionato. Prima l’infortunio al bicipite femorale della coscia sinistra che gli costa due settimane di stop, poi la microfrattura al quarto osso metarsale del piede sinistro che lo tiene ai box fino alla fine di novembre. A causa del riacutizzarsi del dolore al piede, alla fine di dicembre del 2013 si decide per l’operazione per stabilizzare il quarto osso metatarsale con il conseguente periodo di riabilitazione che dura 10 settimane. L’11 maggio 2014, a 5 mesi di distanza dall’ultima gara disputata, El Shaarawy riassapora la maglia del Milan subentrando ad Honda contro l’Atalanta. Corre, scatta, cerca il gol, dando l’impressione di essere tornato il Faraone che tanto è mancato ai tifosi rossoneri per tutta la stagione, dando un calcio anche a quelle ignobili dicerie che avevano associato la sua assenza all’uso nascosto di stupefacenti. Purtroppo però, gli infortuni non gli costano solo la maglia del Milan, ma anche il Mondiale in Brasile non lo vede protagonista. Il gol di ieri contro il Renate profuma di rivincita: “Siamo ancora all’inizio, c’è tanto da fare però sicuramente c’è tanto entusiasmo e tanta voglia di fare. Ho voglia di ricominciare a giocare: è arrivato il gol e sono molto contento devo solo continuare così. Il 4-3-3 è il modulo che preferisco e sento la fiducia di mister Inzaghi. Il mio gol oggi – ha concluso – è stata una liberazione: spero che sia il primo di tanti“. Le premesse per la rinascita del Faraone ci sono tutte, dal modulo del nuovo allenatore, alla fame di vittoria e di gol di cui si nutre un attaccante. El Shaarawy è pronto a riprendersi il Milan, con o senza Balotelli.

Jacopo Rosin (@JacopoRosin)

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