Jacopo Bertone
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Juventus, le prime parole di Allegri e Conte: il confronto

Dopo la presentazione di Max Allegri, subito scatta il confronto con quella di Conte. Una sola Juventus, due modi diversi di viverla

Juventus, le prime parole di Allegri e Conte: il confronto
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Allegri e Conte, presente e passato bianconero

Allegri e Conte, presente e passato bianconero

Ieri si è tenuta la prima conferenza stampa di Massimiliano Allegri da allenatore della Juventus, è inevitabile che agli occhi (velati di lacrime) dei tanti tifosi bianconeri sia apparso il confronto con il loro ormai ex condottiero Antonio Conte.

IL BIANCO E IL NERO – L’atteggiamento del nuovo arrivato è quello spavaldo del livornese sanguigno e ben conscio di aver tutti contro, che vede in questo  l’occasione per migliore per dimostrare ancora una volta di aver sempre avuto ragione (vi segnalo che ai tempi del Pescara il suo soprannome era “la sentenza“, non proprio quello di uno che ha paura di dire ciò che pensa), mentre Conte appare più composto, fiero di aver raggiunto il traguardo prefissatosi 7 anni prima e contemporaneamente felice come un bambino che a Natale riceve il regalo tanto desiderato. Dopo l’introduzione di rito del sempre istituzionalissimo accento varesino di Giuseppe Marotta, scatta il primo: Per me è un onore essere qui, incontro tante persone nuove con cui lavorare a partire da domani per andare incontro a una stagione importante e vincente, sono contento e felice, so che importanza ha allenare la Juve”, diametralmente opposte le prime parole del secondo: “Sono contento di ritrovare tante facce familiari, questo per me è un ritorno a casa dopo 7 anni nella nuova veste di allenatore, è un sogno che si realizza”. Da una parte quindi abbiamo l’entusiasmo della nuova avventura, che fa però anche i conti con un passato prossimo molto scomodo “eredito una squadra che ha vinto per tre anni, guidata in modo eccellente da Conte” , dall’altra c’è la consapevolezza di aver raggiunto un traguardo importante ma non definitivo, poichè dopo tante stagioni di insuccessi “c’è da lavorare per costruire qualcosa di importante“. Le conferenze stampa non sono nella maniera più assoluta la sede giusta per snocciolare temi tecnico-tattici, troppo alto il rischio di svelare i propri assi nella manica, eppure la differenza tra i due appare enorme anche in questo caso “lavorerò sulle caratteristiche dei calciatori, non è un problema adattarsi perchè la cosa più importante è creare i presupposti per vincere. Giocare con una difesa a 3, a 4, a 5 o a 2 importa poco…” commenta un prudente ma allo stesso tempo rassicurante Allegri,  “I miei dettami tattici principali sono molto chiari e hanno ovviamente a che fare con la riconquista immediata del pallone e l’importanza di avere una squadra corta e compatta, ma non mi sbottono oltre per non dare dei vantaggi a nessuno” sono invece le incisive parole di Conte, che sembra aver chiaro da anni come ha intenzione di far giocare la sua Juventus.

PUNTI DI INCONTRO – Nel loro essere diversi, i due tecnici assolutamente concordi su due temi cari ai tifosi bianconeri dal momento che, quasi in coro, affermano: “la vittoria fa parte del DNA della Juventus, bisogna assolutamente migliorare e collezionare successi” e inoltre agli eventuali dubbi sull’adattabilità di Pirlo ai propri schemi rispondono prontamente: “Andrea è un professionista serio e un grandissimo calciatore, uno come lui avrà sempre un posto nella mia squadra”. Curiose e sicuramente interessanti queste parole, soprattutto se si pensa alla lontananza dei due momenti della storia juventina in cui sono state dette, che sia di buon auspicio ?

VERUM IPSUM FACTUM – Entrambi questi tecnici, potremmo dire, sono arrivati alla Juventus in un momento difficile, con un gruppo da motivare e una squadra da (ri)costruire, ma se il vantaggio di Conte è quello di aver già fatto tanto per la storia della Juventus, Allegri ha dalla sua la possibilità di essere artefice del proprio destino e dimostrare concretamente di saper zittire quelli che oggi sono gli scettici che tappezzano il Web di ironiche vignette e commenti di disgusto, ma che ieri, probabilmente, facevano parte della folla festante che salutava il ritorno a Torino di capitan Conte. In ogni caso, la notiziapiù bella è che presto dai ragionamenti e dalle analisi si passerà al campo, unico vero giudice di questa surreale vicenda.

Jacopo Bertone

 @JackSpartan92

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