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Italia, Prandelli contro l’Uefa: “Il calendario è un problema”

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Cesare Prandelli, tecnico della Nazionale

CRACOVIA, 25 GIUGNO – All’indomani dell’emozionante vittoria contro l’Inghilterra ai calci di rigore, Cesare Prandelli, commissario tecnico della nazionale italiana, ha parlato in conferenza stampa del cammino degli azzurri verso la semifinale contro la Germania, che avrà dalla sua 48 ore di riposo in più sulle gambe: “È una grande differenza in questo momento. L’Uefa deve valutare questo problema del calendario, i due giorni di riposo in più per la Germania sono una disparità e non sono sinonimo di spettacolo”, l’attacco del ct, che preferirebbe più equità di trattamento nei confronti delle selezioni impegnate nel torneo.

LOEW, TI BATTIAMO COSI’ – La strategia per affrontare al meglio i tedeschi è già chiara nella mente dell’ex allenatore della Fiorentina: “Non dovremo difendere davanti all’area di rigore, preferisco prendere un gol in contropiede che stare a soffrire in difesa per tutta la difesa”. Dopo l’ottima prestazione offerta ieri sera da Alessandro Diamanti, autore del rigore decisivo oltre che di numerose giocate di spessore da quando ha fatto il proprio ingresso in campo, il giocatore del Bologna potrebbe entrare in lizza per un posto da titolare“La partita di ieri era la più difficile per Balotelli e Cassano. Antonio, alla quarta partita, dopo tanti mesi di inattività, può pagare il ritmo gara, ma averne di giocatori con quella qualità”. Anche Super Mario rientra tra i più meritevoli della serata: Balotelli mi è piaciuto tanto, è stato molto ordinato, doveva tenere giù i due centrali dell’Inghilterra. Forse gli è mancato la fortuna nelle conclusioni”.

NESSUNA EMERGENZA GOL Prandelli spegne poi le polemiche relative alla poca concretezza della manovra offensiva, accontentandosi dei numerosi tentativi durante i 120 minuti: “Molti centrocampisti hanno concluso”, puntualizza il ct. In chiusura, qualche considreazione sulla posizione dell’Italia nel ranking Uefa: “Siamo al 17° posto del ranking Uefa giovanile, la situazione è critica. Se non vogliamo che fra 3 o 4 anni si vedano gli Europei o i Mondiali in tv dobbiamo darci una mossa”.

FATTI, NON PAROLE – In pochi si sarebero aspettati che gli azzurri arrivassero fino alle semifinali, entrando tra le prime quattro del continente, ma il tecnico lombardo continua a scegliere la strada del silenzio: “A me piace tenere i sassolini nelle scarpe per tanto tempo. Ma sui takle siamo bravi, qualche calcione ci piace tirarlo”, le parole riporate dal sito del Corriere dello sport’.

Alessio Tuveri

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