Luca Parenti
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Tour de France 2014: una corsa all’ultimo ritiro

Tante, troppe cadute, Froome e Contador su tutti, questo Tour verrà ricordato per i ritiri eccellenti

Tour de France 2014: una corsa all’ultimo ritiro
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Mark Cavendish, caduto nella prima tappa del Tour de France 2014

Mark Cavendish, caduto nella prima tappa del Tour de France 2014

Sono partiti in 198, e all’inizio della seconda settimana già in 18 si sono ritirati. Quando non siamo neanche al giro di boa, il Tour de France deve fari i conti con ritiri e cadute, molte clamorose, che hanno fatto perdere interesse e motivazioni sia a chi corre sia chi segue la regina delle corse.

I RITIRI – La prima tappa è passata indenne da ritiri, ma dobbiamo ricordare la caduta in volata di Mark Cavendish, che nello sprint finale tra una testata e l’altra è caduto rovinosamente, e nella seconda tappa ha alzato bandiera bianca e se n’è tornata a casa. Ritiro anche per il nostro Sacha Modolo (attacco virale). Terza tappa che miete ancora vittime di alto livello, il lussemburghese Andy Schleck cade e rimedia dei problemi ai legamenti del ginocchio, finisce la tappa ma il giorno dopo torna a casa anche lui, insieme a Greg Henderson, caduto nella quarta tappa, torna a casa con un taglio di 12 centimetri sul ginocchio.

Nella quinta frazione finisce il Tour del campione in carica Chris Froome, caduto più volte il giorno prima, ha assaggiato l’asfalto ancora un paio di volte anche nella frazione numero cinque, sale in ammiraglia e torna a casa con alcune contusioni al gomito destro, al polso destro e all’anca destra, più ovviamente escoriazioni su molta parte del corpo. Si ritira anche Maxi Richeze corridore della Lampre, ovviamente anche lui è stato costretto a tornare alla base perché è caduto più volte durante queste tappe, ma l’ultima sul pavè gli ha procurato un taglio sul ginocchio.

Nella sesta tappa il copione non cambia, anzi peggiora e aumenta il “cast” delle cadute; una quindicina di corridori hanno avuto bisogno delle cure mediche, ma i peggiori che poi si sono ritirati sono stati Xabier Zandio (contusioni al costato) Egor Slin (rottura della clavicola), Jesus Hernandez torna in patria dopo essere caduto e aver perso conoscenza per qualche secondo. Settima tappa altri tre ritiri, Stef Clement molteplici contusione e abrasioni, sempre per cadute; Darwin Atapuma, frattura del femore, caduto per ben due volte; Danny Van Poppel per una tendinite; Mathias Frank conclude la tappa, ma si ritira per una frattura del femore. Nell’ottava tappa lascia il Tour Bart De Clercq, che ha resistito dalla quarta tappa con un problema alla caviglia sempre per colpa di una caduta. Nona frazione che perde il corridore Egoitz Garcia, che si ritira anche lui per una caduta. Ma (per ora) il ritiro più shokkante è quello di Alberto Contador, ritiratosi durante la decima tappa, per (ovviamente) una caduta che gli ha procurato una microfrattura alla tibia della gamba destra.

ERRORI O FATALITA’ ?- Ora la domanda è: su 18 ritiri si può dire che 14/15 sono stati causati da cadute, servono più norme sulla sicurezza dei corridori o sono i corridori che esagerano nelle loro azioni personali, magari non mantenendo una concentrazione adeguata per una corsa del genere? C’è da dire che le condizione meteo non hanno aiutato molto i corridori a “dormire sonni leggeri” però se si vuole competere per vincere un Tour de France non puoi e non devi ritirarti per una caduta, la concentrazione deve essere al 1000 x 1000 e da corridori esperti come Froome e Contador ti aspetti che usino anche l’esperienza per non incappare in questi spiacevoli inconvenienti. Troppa superficialità può rovinare una carriera intera.

Luca Parenti

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