Matteo Masum
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Germania, non solo Gotze e Muller: la rinascita del ciclismo tedesco

Kittel e Martin i fenomeni del nuovo corso tedesco. Manca solo uno scalatore

Germania, non solo Gotze e Muller: la rinascita del ciclismo tedesco
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Tony Martin, il vincitore della nona tappa del Tour de France

Tony Martin, il vincitore della nona tappa del Tour de France

Negli ultimi giorni, la Germania è stata al centro dell’attenzione dei quotidiani sportivi di tutto il globo, grazie alla vittoria nella finale mondiale contro l’Argentina. Un successo, come è stato esaurientemente illustrato dal bravo Luca Porfido in un altro articolo, frutto di una sapiente gestione delle risorse, nonchè una lungimiranza negli investimenti, sia in termini di strutture, che di persone. Oltre al calcio, sport in cui la Germania ha conquistato l’egemonia, sembra essere tornato in auge anche il ciclismo tedesco, che, dopo qualche anno di appannamento, causato dal vuoto creato dai ritiri di Jan Ullrich ed Erik Zabel, nonchè dallo scioglimento dello squadrone della T-Mobile, ha trovato in Tony Martin e Marcel Kittel i due nuovi fenomeni, in grado di far rivivere i fasti di un tempo.

IL DOMINATORE- In principio era Erik Zabel, due volte medaglia d’argento mondiale, vincitore di più di duecento corse in carriera, tra cu ben 4 Milano-Sanremo. Dopo il suo ritiro, avvenuto nel 2008, la Germania ci ha messo un po’ per ritrovare uno sprinter in grado di competere con i migliori. Poi è arrivato Marcel Kittel, classe ’88, l’assoluto dominatore delle volate. Quando c’è lui, lo sprint finale ha un solo possibile esito. Nell’ultimo anno e mezzo ha vinto 21 corse, di cui 7 tappe al Tour de France e 2 al Giro d’Italia. Altro ciclista giovane e temibile è John Degenkolb (classe ’89), meno velocista puro rispetto a Kittel, ma ottimo per le classiche. Quest’anno ha vinto la Gand-Wevelgem, l’anno scorso ha conquistato una tappa al Giro, mentre due anni fa vinse ben 5 tappe alla Vuelta.

IL FENOMENO- Meno giovane, ma ormai nella piena maturità, è Tony Martin, 29 anni, il più forte cronoman del mondo. Ben 5 titoli mondiali a cronometro, 3 dei quali individuali, ed un argento olimpico nel 2012, battuto solo dal miracolato Bradley Wiggins. In questo Tour de France ha già conquistato una tappa fantastica, mettendo in mostra una grande capacità anche in salita. La sfida dei prossimi anni sarà quella di trasformarsi in corridore adatto per le corse a tappa, perchè è proprio questo che manca alla Germania per esercitare la propria egemonia anche nel ciclismo.

IL VUOTO- E’ l’assenza di uno scalatore che penalizza la Germania. Dopo Jan Ullrich e Andreas Kloden, nessun ciclista tedesco è più riuscito ad emergere per essere competitivo nelle grandi corse a tappe. Senza la T-Mobile, vera e propria fucina di talenti, oltre che squadrone in grado di attirare i migliori corridori al mondo, la Germania sta soffrendo di un vuoto di potere, che, al momento, non sembra poter essere colmato. Tony Martin è solo una speranza, perchè per battere i vari Froome, Nibali, Quintana, per non citare i più giovani, servirà lavorare, e sodo. Nessun problema. La storia, ed il calcio, ce l’hanno già mostrato. La Germania sa come si fa.

Matteo Masum

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