Simone Viscardi
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Mondiale, ritorno al futuro: chi sarà la favorita di Russia 2018?

Archiviate le notti brasiliane, occhi puntati sul prossimo Mondiale. Scopriamo chi è pronto e chi dovrà lavorare per essere protagonista anche in Russia

Mondiale, ritorno al futuro: chi sarà la favorita di Russia 2018?
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Il Mondiale è finito domenica sera, ma la mente di tutti i tifosi è già rivolta al prossimo appuntamento iridato. Nel 2018 la Coppa del Mondo si disputerà in Russia, e i quesiti di tutti gli appassionati sono sempre gli stessi: i tedeschi si confermeranno campioni? Il Brasile sarà capace di trovare una punta degna di questo nome? Spagna e l’Italia riusciranno a rigenerare delle squadre ormai bollite? Quattro anni sono tanti ma qualche previsione si può comunque fare.

LA MEGLIO JUGEND – La favorita d’obbligo, salvo stravolgimenti, sarà ancora la Germania. I tedeschi si sono finalmente scrollati di dosso l’etichetta di perdenti nelle fasi calde, e la sensazione è che potrebbero instaurare nel calcio continentale e mondiale un’egemonia simile a quella della Spagna. L’ossatura della squadra è ancora giovane, eccezion fatta per i veterani Lahm e Schweinsteiger. Kroos, Gotze, Reus, Schurrle e Muller saranno nel pieno della forma, mentre i vari Ozil, Khedira, Hummels e Boateng arriveranno all’appuntamento russo tutti intorno alla trentina. Neuer si candida ad essere il capitano della squadra, e a 32 anni sarà al top della condizione psico-fisica per un portiere. Attenzione però, dietro di lui scalpita il giovanissimo Husic, un talento tra i pali che il Bayern ha già precettato per sostituire quello che al momento è il miglior estremo difensore in circolazione.

Isco e Morata saranno protagonisti nella Spagna di Russia 2018.

Isco e Morata saranno protagonisti nella Spagna di Russia 2018.

CANTERANI ALLA RISCOSSAIsco, Thiago Alcantara, Morata, Koke, Muniain e Rodrigo. Questi sono i nomi dai quali ripartirà la Spagna. Delle grandi deluse Mondiali la nazionale iberica è quella che può stare più tranquilla: archiviata la stagione (irripetibile) del Tiki Taka una nuova generazione di fenomeni si affaccia alla ribalta. A far loro da chioccia probabilmente ci saranno ancora senatori come Pique e “nonno” Iniesta (34 primavere nel 2018). Anche tra i pali si può star tranquilli, l’erede di Casillas sarà il Red Devil De Gea.

LE ALTRE – Mentre Inghilterra e Olanda hanno già iniziato il loro processo di ricambio generazionale (anche se con risultati diversi), le “Big” che dovranno faticare di più saranno le sudamericane. Il Brasile e l’Argentina sono costrette a congedare la stragrande maggioranza degli uomini di questo Mondiale. Le basi per ripartire ci sono, e i fari dovranno essere i rispettivi numeri 10. Neymar non avrà addosso tutta la pressione del paese, mentre Leo Messi sarà chiamato al presumibilmente ultimo tentativo iridato. Discorso diverso per la Francia, il cui obiettivo sarà rendere una difesa (Varane a parte) ultratrentenne allo stesso livello di freschezza della mediana, che attorno al perno Pogba vedrà esplodere i talenti di Coman e Rabiot.

E NOI? – Il processo di rinascita della Nazionale italiana non dovrà passare solo da una nuova generazione di giocatori, ma anche da una nuova mentalità. Mentre gli altri paesi – Spagna e Germania su tutti – hanno incentivato le politiche in favore dei settori giovanili, nel nostro paese, nonostante la crisi economica, si preferisce importare vecchi stranieri imbolsiti. Qualche talento dal quale ripartire c’è, si pensi ai vari Verratti, Insigne, Destro, El Shaarawy, Florenzi, Romagnoli e Berardi. Finchè però gli altri potenziali azzurri saranno relegati in panchina o in squadre di second’ordine da forestieri alla caccia dell’ultimo contratto, le prospettive saranno tutt’altro che rosee.

Simone Viscardi (@simojack89)

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