Dario Fratoni
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Messi: dottor Barça e mister Albiceleste

Messi strega con i blaugrana mentre delude puntualmente con la maglia dell'Argentina. Ma cosa c'è dietro questa trasformazione?

Messi: dottor Barça e mister Albiceleste
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Ci risiamo, è sempre la stessa storia, Messi stecca una partita ed il tormentone ricomincia: Tutti bravi con il Barcellona! e ancora: Sbaglia ogni partita decisiva! Tutto questo sembra cosi comico! ma stiamo parlando dello stesso Messi? quello che ha vinto 21 trofei, 4 Palloni e 3 scarpe d’oro?  Ok, probabilmente stiamo parlando di due Messi diversi, il piccoletto con la maglia del Barça  è forte, (bella scoperta) basta vederlo dieci minuti con il pallone fra le gambe e siamo magicamente tutti d’accordo, non a caso ha portato il suo Barcellona in cima al mondo più volte,  354 goal in 425 presenze sono numeri impressionanti, da record. Ma allora di chi stai parlando? Racconto dell’altro Messi, della brutta copia che ogni tanto indossa la dieci e uccide la reputazione del quattro volte pallone d’oro.

Lionel Messi, attaccante dell'Argentina

Messi con la maglia dell’Argentina

DOTTOR BARCA E MISTER ALBICELESTE – E’ appena terminato il terzo mondiale della Pulce, nelle due edizioni, disputate in Germania e in Sudafrica, la trasformazione è avvenuta sotto gli occhi di tutti, ZERO goal in due mondiali sono numeri che parlano, anzi strillano chiaro. Messi si presentò al mondiale africano con alle spalle già 214 presenze, 127 goal, 12 titoli vinti, un pallone ed una scarpa d’oro. Numeri non da tutti, anzi, da pochissimi: solo gli eletti possono possedere un palmarès del genere, solo i giocatori che il Dio del calcio ha plasmato con le sue stesse mani e poi gettato fra un rettangolo verde posso vantare di una carriera cosi. Ma, nonostante la discendenza divina Messi deluse ancora, stessa competizione, stessa maglia, stesso epilogo: l’Argentina è fuori e Messi non segna.  L’edizione brasiliana sembrava potesse cambiare qualcosa, l’asso argentino sembrava aver buttato via la pozione maledetta e indossato le scarpette magiche: pronti via e Messi segna quattro goal contro Bosnia, Iran e Nigeria trascinando la sua Argentina alle fasi ad eliminazione diritta. MESSI E’ TORNATO! Ha scacciato via i brutti incubi mondiali, ora è pronto a trascinare la sua nazione ed ha vincere finalmente il paragone con Diego Armando Maradona! Già, quel Maradona che solo contro tutti porto l’albiceleste sul tetto del mondo. Contro la Svizzera mostra ancora il suo talento, inventando un assist per il goal decisivo di Di Maria. Dai quarti in poi, il nulla: Messi si spegne ma l’Argentina va comunque avanti, grazie alla solidità difensiva ed alle strategia di Sabella. Grazie al penalty siglato in semifinale ci ricordiamo della sua esistenza, Toh gioca Messi! ma per il resto il nulla assoluto.

QUESTIONE DI STOMACOLa finale poteva essere la grande occasione della Pulce, sovvertire i pronostici e alzare la coppa del mondo. Come è andata invece lo sappiamo tutti, la Merkel in piedi ad esultare e Messi in ginocchio insieme ad un paese intero. Il grande sogno svanisce, insieme alla definitiva consacrazione di uno dei talenti più cristallini di sempre che anche ieri sera rimette in campo, mostrando ancora tutte le sue fragilità caratteriali.

Prossimo episodio Russia 2018, sperando che Messi lasci Mister Celeste nello spogliatoio del Maracanà e possa mostrarsi solo come il Dottor Barça.

Dario Fratoni (@DarioFratoni)

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