Jacopo Rosin
No Comments

Mondiali 2014: la Top 11 delle sorprese

Da James Rodriguez a Yedlin; ecco le più interessanti rivelazioni messe in mostra dal Mondiale dei Mondiali

Mondiali 2014: la Top 11 delle sorprese
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page

A Mondiali finiti si tirano le somme di quali siano stati i verdetti lasciati da un intenso e meraviglioso mese di calcio. Allenatori che lasciano, federazioni in subbuglio, tifosi delusi e altri in estasi, grandi “vecchi” che lasciano ancora il segno e nuove sorprese in grado di stupire il mondo. Prandelli, Sabella e Scolari sono i maggiori rappresentanti della prima categoria, anche se con storie estremamente differenti. Italia e Brasile, tanto per rimanere nel campo delle “Federazioni in subbuglio”; così come anche tra i tifosi delusi, azzurri e verdeoro avanzano a braccetto. Festa e orgoglio nazionale hanno caratterizzato il percorso di squadre come Algeria e Costa Rica, fino ad arrivare alla celebrazione tedesca con i tifosi meritatamente in visibilio. Applausi a scena aperta per Miro Klose, 36 anni, che supera Ronaldo e diventa il più grande goleador della storia dei Mondiali. Stessa standing ovation per Mario Yepes, capitano/eroe di una stupenda e divertente Colombia, trascinata dal carisma di uno straordinario 38enne che comanda la difesa come pochi altri. Cafeteros che hanno messo in mostra la rivelazione più brillante dei Mondiali, seppur per molti non fosse una vera sopresa: James Rodriguez è letteralmente esploso in questa kermess internazionale, candidandosi come nuovo grande fenomeno e numero 10 di questa speciale formazione. Ecco allora la Top 11 delle sorprese più inaspettate del Mondiale dei Mondiali.

TOP 11

La Top 11 delle sorprese Mondiali, schierati con la tattica più diffusa del momento, il 4-2-3-1

PORTIERE – Il nome per la porta è pressochè scontato: Guillermo Ochoa. Il portierone messicano ha praticamente bloccato da solo il Brasile nel match del Gruppo A, per poi rendere durissimo il passaggio ai Quarti dell’Olanda arrivato solo nei minuti finali, dopo le incredibili parate di quello che in patria chiamano “El Games”, il videogioco, per i suoi interventi da playstation. Attualmente è svincolato dopo lo scadere del suo contratto con l’Ajaccio – retrocesso dalla Ligue 1 francese – è inseguito da numerosi club, tra cui spiccano il Newcastle e l’OM. Una cosa è sicura: dopo questi Mondiali non faticherà a trovare un nuovo club.

DIFESA – Sugli esterni si sono messi in mostra alcuni talenti davvero interessanti. Sulla sinistra il ballottaggio era tra Rojo, finalista con l’Argentina, Matteo Darmian, unica nota positiva azzurra, ma è Daley Blind, figlio d’arte e medaglia di bronzo con l’Olanda ad averla spuntata. l’esterno degli orange è stato protagonista della cavalcata olandese, con prestazioni sempre sopra la sufficienza, giocando tutte le partite della sua Nazionale, segnando una rete nella finalina contro il Brasile e sostituendo l’infortunato De Jong a centrocampo con ottimi risultati. Titolare inamovibile dell’Ajax, Blind, classe ’90, con le sue prestazioni ha sicuramente alzato il suo valore di mercato – attualmente circa 6 milioni di Euro – e aumentato i suoi estimatori in cerca di un ottimo elemento valido sia in fase offensiva che in quella difensiva. A destra, nonostante la concorrenza dell’americano Johnson e del ghanese Afful, stravince il talento e la rapidità di DeAndre Yedlin, 21 anni appena compiuti. Yedlin ha colpito tutti nel match contro il Belgio, costato l’eliminazione al Team USA. Prima dei Mondiali, il laterale dei Seattle Sounders valeva circa 250mila Dollari; ora la sua quotazione si aggira intorno ai 3-4 milioni di Euro e anche Napoli, Inter e Roma si sarebbero messi sulle sue tracce. La madre ha origini lettoni nell’albero genealogico e le tante pretendenti si faranno sicuramente sotto se riuscirà ad ottenere il passaporto comunitario. Al centro, a spuntarla sul costaricano Duarte è Josè Gimenez, 19enne uruguaiano con la personalità di un veterano. Titolare al finaco di Godin, ha impressionato tutti facendo gongolare l’Atletico Madrid che ne ha acquistato il cartellino dal Danubio già nel 2013 intuendone l’affare prima di tutti. Kostas Manolas chiude il reparto. Il centrale greco dell’Olympiakos ha colpito molti osservatori per la buona fisicità, attenzione e senso della posizione, il tutto completato da una discreta tecnica. La sua Grecia si è fermata agli Ottavi contro la sorpresa Costa Rica, ma per il 23enne Manolas si preannuncia un futuro decisamente interessante; cercato in passato dalla Roma, il suo valore di mercato si aggira intorno ai 6 milioni.

Hector Herrera, protagonista ai Mondiali con il Messico

Hector Herrera, protagonista ai Mondiali con il Messico

CENTROCAMPO – Hector Herrea è titolare fisso a centrocampo di questa Top 11 dei Mondiali. Il messicano ha fornito prestazioni di grande qualità e quantità con la maglia del Tricolor. Giocatore completo, è sbarcato in Europa la scorsa estate, quando il Porto – sempre maestro nel mercato – l’ha strappato al Pachuca per circa 8 milioni di Euro. Dopo questo mondiale il 24enne messicano ha attirato le attenzioni di molti club, tra cui il Napoli, ma la clausula rescissoria sul suo contratto parla chiaro: 40 milioni di Euro. Compagno di reparto è Charles Aránguiz, che ha vinto il duello con l’algerino Brahimi. Il cileno è stato uno dei migliori giocatori della sorprendente e sfortunata Roja, sconfitta ai rigori dal Brasile. A gennaio, Aránguiz era stato una delle ennesime scoperte dell’Udinese, sempre molto attenta ai giovani talenti, ma a causa del posto da extracomunitario non disponibile l’ha girato in prestito all’Internacional. I brasiliani, però, hanno inaspettatamente esercitato il diritto di riscatto e per 8 milioni di Euro l’hanno strappato alla società friulana. Peccato per la Serie A non poterlo vedere in maglia bianconera nella prossima stagione.

REPARTO OFFENSIVO – Sulla destra ha colpito molto la velocità di Christian Atsu, esterno ghanese di proprietà del Chelsea. Nella scorsa stagione disputata in prestito in Eredevisie, al Vitesse, aveva già fatto stropicciare gli occhi con alcune giocate di buonissimo livello. A 22 anni è uno dei talenti più promettenti del calcio Europeo, inserito anche nella lista dei migliori calciatori nati dopo il 1991 stilata da Don Balón. Accelerazione devastante, tecnica notevole, ottimo sinistro e buon uso del destro, caratteristica perfetta per un’ala moderna in grado di accentrarsi per andare al tiro o arrivare sul fondo per crossare. Il Chelsea intanto valuta se continuare puntare sull’esperienza altrove oppure fargli fare il salto in Premier con la maglia dei Blues. Sull’altro versante, più del già più noto coreano Son, ha brillato Ivan Perišić, classe ’89, esterno sinistro della Croazia. Perišić abbina fantasia, tecnica e buona visione di gioco. È abile nel dribbling e negli inserimenti, che spesso lo portano a finalizzare l’azione come in occasione del pregevole – anche se inutile – gol nel 1-3 contro il Messico, nell’ultimo match giocato dalla Croazia. Attualmente di proprietà del Wolfsburg, su Perišić hanno messo gli occhi Juventus, Napoli, Roma e molti club di Premier, tra cui in passato anche l’Everton che aveva fatto un sondaggio concreto per portarlo nel Merseyside. Il club tedesco ha fissato il prezzo: 10 milioni di Euro. Al centro non poteva mancare lui, il diamante di questi Mondiali: James Rodriguez, il 10 della Colombia che ha fatto impazzire il mondo con le sue giocate. Non è certo una sorpresa, basti pensare che l’estate scorsa il Monaco l’ha strappato al Porto per circa 50 milioni di Euro, una cifra che si addice ai campioni affermati, non certo alle rivelazioni. In pochi però si aspettavano un livello così alto per il colombiano che chiude il suo Mondiale ai Quarti di finale, da capocannoniere con 6 reti e, a detta di molti, senza quel discutissimo Pallone d’Oro mondiale alzato da Messi dopo la finale contro la Germania. Grande tecnica e visione di gioco che il Real Madrid sogna di portare in Spagna; anche lo United osserva interessato. Prezzo dell’operazione non meno di 80 milioni di Euro.

PUNTA DI DIAMANTE – Tra Enner Valencia, neo acquisto del West Ham, e la coppia gol del Costa Rica formata da Brian Ruiz e Joel Campbell, spunta un giovane belga di nemmeno 20 anni: Divock Origi. L’infortunio di Benteke gli ha aperto le porte dei Mondiali, l’inizio difficile di Lukaku gli ha spalancato quelle della fama, Origi non si è fatto pregare e con la freddezza che appartiene ai bomber di razza ha messo a segno la rete decisiva nella vittoria per 1-0 contro la Russia. Veloce, abile con e senza palla, dotato di grande senso del gol, Origi è uno degli attaccanti più promettenti in circolazione; il classe ’95 era già conteso dalle big d’Europa. A spuntarla è stato il Liverpool che avrebbe chiuso l’operazione offrendo circa 15 milioni di Euro per assicurarselo fin da subito lasciandolo un’altra stagione al Lille, prima di fargli fare il grande salto in Premier League. Anche il Tottenham e il Borussia Dortmund avevano mosso i primi passi, ma le ultime indiscrezioni avevano visto sul giovane attaccante rivelazione dei Mondiali anche un interessamento del Real Madrid, come obiettivo per il dopo-Morata, sempre più vicino alla Juve. Alla trattativa Origi-Liverpool, però, manca solo l’ufficialità.

I Mondiali, ahinoi, sono finiti, ma il calciomercato non ci lascia mai e questa Top 11 profuma tantissimo di mercato.

Jacopo Rosin (@JacopoRosin)

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *