Antonio Casu
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Lionel Messi, il tanghèro senza dame

Un uomo solo con una nazione sulle spalle. Sarà la notte più importante della sua carriera

Lionel Messi, il tanghèro senza dame
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Lionel Messi ha sulle spalle un’intera nazione. Se la finale di oggi sarà un sogno di gloria o un incubo di una notte di mezza estate, dipenderà dalle sue giocate. Come spesso accade nel mondo del calcio, corsi e ricorsi storici si intrecceranno in una trama romantica. Lionel Messi è solo come lo fu Maradona ventotto anni fa. Sarà abbracciato e circondato da milioni di persone, ma il silenzio sarà comunque assordante.

Lionel Messi insegue il suo primo Mondiale

Lionel Messi insegue il suo primo Mondiale

L’UNICA FONTE DI LUCE – Sia chiaro, Messi non dovrà dimostrare nulla oggi, è e sarà comunque un grande campione, ma una finale dei Mondiali non è un semplice esercizio sportivo, è un universo che ti si apre improvvisamente davanti agli occhi: essere fenomenali non è sufficiente, si deve essere leggendari. L’Argentina ha raggiunto la finale del Maracanà tra mille difficoltà, mettendo in gioco caratteristiche anomale rispetto alla sua storia. La nazionale sudamericana, solitamente devastante nel gioco offensivo e ballerina in difesa, ha invece sovvertito le due caratteristiche. Il portiere Romero non ha subito neanche un gol nella fase ad eliminazione diretta, mentre l’attacco ha stentato non poco per trovare la via della rete. La difesa argentina, considerata l’anello debole della squadra alla vigilia del Mondiale, ha dato le garanzie necessarie, mentre l’attacco delle grandi stelle ha deluso tutti. Higuain si è acceso solo a tratti, Aguero è stato condizionato dalla forma fisica precaria, Lavezzi ha agito senza una chiara identità tattica e Palacio è stato poco più di una comparsa. L’unico ad accendere la luce è stato Messi, deludente in semifinale ma decisivo in diverse occasioni.

IL TANGHÈRO SOLITARIO – Dopo l’infortunio di Di Maria (oggi potrebbe giocare, ma non è al meglio), Messi è rimasto solo, trasformandosi in un tanghèro senza dama. La Pulga danza tra gli avversari, danza sul pallone, regala arte e poesia, ma nessuno accompagna i suoi movimenti, tanto eleganti da far arrossire la dea Eupalla. Non saranno le difese a vincere il Mondiale, ma un episodio, forse due, probabilmente un lampo di genio che illuminerà la notte della Rio più malinconica di sempre. Messi ballerà da solo come fece Maradona nella notte dell’Azteca di ventotto anni fa. L’avversario sarà lo stesso e saranno uguali le trepidazioni di una nazione alla ricerca di un sorriso. È arrivato il momento degli eroi, si sente già in lontananza l’eco delle note di Roxanne.

Antonio Casu

@antoniocasu_ 

 

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