Luca Porfido
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Milan: dopo le parole i fatti

Buoni propositi e perle di saggezza elargite nella conferenza stampa di ieri. Alla luce della rosa attuale, può questo Milan ritornare ai fasti del passato?

Milan: dopo le parole i fatti
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Nella conferenza stampa di ieri, per la presentazione ufficiale di Inzaghi come nuovo allenatore, un’unica cosa non è mancata: l’autocelebrazione del nuovo Milan che sta nascendo.
Al di la delle belle parole espresse dal neo-allenatore (“chi non lotta non può giocare nel mio Milan”), e di quelle di Galliani sul mercato e di Barbara Berlusconi sugli investimenti, l’obiettivo della società è fissato, ovvero arrivare in Champions. Può questo Milan, allo stato attuale, arrivare tra le prime 3 in classifica?

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DIFESA, MANCA QUALCOSA – Con l’arrivo di Rami, la difesa ora conta 11 elementi: Abate, Albertazzi, Bonera, Costant, Alex, De Sciglio, Mexes, Vilà, Zaccardo, Zapata. Allo stato attuale i titolari, anche se non è cosi scontato, dovrebbero essere Alex e Rami, 2 difensori molto fisici ma che, giocando il solo campionato, potrebbero garantire al Milan una fase difensiva solida, considerando l’eventuale Zapata come riserva. Unica penuria quella sugli esterni, dove il solo De Sciglio non può reggere per un’intera stagione e Constant ed Abate, non ce ne vogliano, non sono sicuramente all’altezza della situazione.
Anche in porta la situazione non è rosea, perché Agazzi, tanto celebrato da Galliani, non è sicuramente uno dei migliori portieri in giro e con Ochoa a parametro 0 le alternative c’erano e come.

CAOS ATTACCO – In attacco le cose non sembrano chiare. Si vuole giocare col 4-3-3 ma manca un esterno destro titolare che dovrà fare coppia con El Sharaawy (sempre se il faraone riesca a tornare ai livelli di un tempo). Con Menez come ricambio, e Niang che dovrebbe rimanere al Milan, il mercato porterà di sicuro un nome nuovo in rossonero, ma la questione punta centrale è tutta da dirimere, anche perché Balotelli ha più volte deluso in quella posizione, anche se Pazzini sarebbe l’attore giusto in mezzo ai 3 d’attacco.

SOLITO CENTROCAMPO – Il settore più debole è sicuramente il centrocampo. La poca qualità che ha devastato la manovra del Milan nelle ultime 2 stagioni, non ha fatto cambiare idea a Galliani. Con De Jong, Muntari e Poli, in mezzo al campo i rossoneri hanno tanti muscoli ma “poco cervello”, considerando che Montolivo recupererà forse per novembre. Inzaghi vorrebbe schierare Saponara e Honda come mezz’ali, mentre Cristante, e forse Modic, dovrebbero assumersi la responsabilità di registi, anche se molto giovani. L’idea è che però il centrocampo milanista va rinforzato in qualità, non in numero, concedendo ad Inzaghi dei giocatori congeniali al loro ruolo, non solo trequartisti adattati.

Purtroppo il mercato del Milan è ostaggio di giocatori con ingaggi enormi che sono restii a lasciare i rossoneri, e tutto questo pone un blocco enorme alle manovre di mercato. Insomma al di la dell’organizzazione tattica che Inzaghi potrà dare, la rosa ha mancanze in ogni reparto, e guardando le avversarie per la Champions come Napoli, Juventus, Roma, Inter, e Fiorentina, il Milan dovrà fare un campionato senza errori per poter riascoltare la musichetta dell’Europa che conta.

Luca Porfido

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