Dario Fratoni
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Caos FIGC: tutti contro tutti

Non si placano le polemiche intorno alla candidatura di Tavecchio, anche Pallotta e De Laurentis si schierano al fianco di Agnelli

Caos FIGC: tutti contro tutti
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Venghino signori venghino! Le polemiche continuano senza sosta, ogni giorno si aggiunge una nuova puntata  e una nuova dichiarazione! Ma cerchiamo di fare un po di ordine, da cosa è dovuto tutto questo caos? Semplice! Dalla candidatura di Tavecchio nel ruolo di presidente della Figc, ma chi è costui? Carlo Tavecchio è un venerante dirigente sportivo con alla spalle 71 primavere, presidente dal 1999 della Lega Nazionale Dilettanti. E’ stato proprio il consiglio direttivo di quest’ultima a chiedere all’unanimità al buon vecchio Tavecchio di candidarsi nel ruolo di presidente della Figc.

ROUND 1: AGNELLI –  Il primo a far sentire la sua voce è stato il presidente della Juventus, richiedendo un uomo ricco di “autorevolezza, come Platini e Rummenigge“. Il patron juventino rincara la dose, tracciando l’identikit di “una persona con capacità e numeri“, numeri che evidentemente il presidente della Lega Nazionale Dilettanti non  possiede. Ma Secondo voi Tavecchio è rimasto a guardare? Ovviamente no! Il presidente si difende con le unghie e con i denti, tirando in ballo un certo Stalin: “Lui diceva che contano solo i fatti. Io ho dei fatti, se ce ne sono altri che hanno dei fatti, li mettiamo sul tavolo e vediamo!” Gonfiando il petto poi, racconta uno dei suoi personali trionfi: “Sono stato il primo democristiano che ha fatto una giunta con un comunista” Insomma Tavecchio sa come difendersi, sfidando Agnelli a candidarsi. Dopo questo primo scontro, si sono susseguite diverse dichiarazioni: chi ha condiviso l’idea di Agnelli, come Malagò e Lady B (ma non ditelo a Galliani) e chi invece ha difeso a spada tratta Tavecchio, come il presidente della Serie B Abodi e quello della Lega Pro Maccalli, il quale ha anche trovato il tempo di consigliare ad Agnelli di non parlare, a causa del cognome che porta.

ROUND 2: GLI ALLEATI –  Sono di ieri invece, le dichiarazioni di due dei presidenti più influenti e innovatori del nostro calcio, ovvero Pallota e De Laurentis, il patron americano chiede un “rinnovamento di governance, regole e uomini”, Pallotta vorrebbe affidarsi a personaggi autorevoli e distanti dalle logiche che fin qui non hanno prodotto soluzioni.” E’ dello stesso avviso il vulcanico presidente De Laurentis che propone “un presidente giovane di testa, pronto ad aprire la porta a un futuro nuovo”. Il patron del Napoli vorrebbe imitare il modello Tedesco e Inglese, cosi da sconfiggere il cancro che affligge il calcio italiano.

Attendiamo con estrema curiosità l’evoluzione della vicenda, augurandoci una soluzione che possa mettere d’accordo tutti ma sopratutto che possa risollevare le sorti del nostro calcio.

Dario Fratoni (@DarioFratoni)

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