Enrico Steidler
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La Figc come Jurassic Park: chi vincerà fra Macallosauri e Agnelliraptor?

La lotta per la presidenza della Figc sembra fatta apposta per ispirare l'ennesimo sequel del film di Spielberg

La Figc come Jurassic Park: chi vincerà fra Macallosauri e Agnelliraptor?
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Federcalcic Park, riassunto delle puntate precedenti. A pochi giorni dall’estinzione (provocata dal meteorite Ruiz-Godin) del famelico Abetedàttilo, l’astuto predatore che spadroneggiava sull’Isola Perduta del calcio italiano da tempo immemorabile, la lotta per il controllo del territorio si fa sempre più avvincente e cruenta. Furibondo per l’attacco subito dal suo amico Archeotavècchius, candidato numero uno a prendere il posto dell’estinto carnivoro, il Macallosaurus si scaglia contro l’insolente aggressore (un giovane esemplare di Agnelliraptor che aveva ferito a sangue l’aspirante sovrano definendolo “espressione del vecchio sistema e figura non autorevole”) e lo tempesta di graffi e morsi (“Deve offendere meno perché lui non è unto dal Signore, anzi ha solo un cognome, senza il quale andrebbe ogni mattina su un tornio e poi voglio vedere quanti pezzi farebbe in un’ora. Io lavoro, pago le tasse e mangio a casa mia, non con i soldi del governo, mentre lui e la sua famiglia hanno spolpato l’Italia”). Nel frattempo, le altre specie presenti sull’Isola temporeggiano in attesa di capire da che parte tira il vento, oppure si gettano a testa bassa nel conflitto schierandosi al fianco dei Raptor spolpatori (è il caso, ad esempio, della bella Barbaràtopa e di quasi tutti i giornali) o sposando la causa dei Veterosauri Tavècchidi (oltre ai Macallosauri, spiccano i Lotitocèphali e i Gallianodonti).

Mario Macalli, presidente della Lega Pro dal 10 gennaio 1997

Mario Macalli, presidente della Lega Pro dal 10 gennaio 1997

TRA FICTION E REALTA’ – Siamo alle solite, quindi, e il Belpaese che nel medioevo faceva da sfondo alla guerra fra Guelfi e Ghibellini è lo stesso che oggi assiste impotente alla faida sanguinosa fra Macallosauri e Agnelliraptor. Un’alternativa, rispetto a due schieramenti ugualmente impresentabili, non c’era e non c’è: tertium non datur, purtroppo, e comunque vada a finire…finirà male. Certo, fra la fazione dei Veterosauri (contraddistinta da un’età media che si misura in ere geologiche e simbolo stesso di quel passato che vorremmo tutti cestinare) e la credibilità la distanza è davvero abissale: questione di curriculum, naturalmente, ma anche di logiche (ammuffite) e di visione (miope) del calcio. Sotto quest’ultimo aspetto, e al di là di un fatto meramente anagrafico, la coalizione guidata dall’Agnelliraptor sembra avere una marcia – e dieci diottrie – in più, e questo basta a guadagnarle il caloroso sostegno dei media e dei più autorevoli commentatori.

Ma se guardiamo alla credibilità, le differenze si azzerano. Sei solo chiacchiere e distintivo: ecco il succo del garbato messaggio inviato da Macalli ad Agnelli, e che si tratti di un’insolenza immotivata sono i risultati conseguiti dal presidente della Juve a dimostrarlo. E tuttavia come possiamo ritenere credibile lo schieramento che si raccoglie intorno al rampollo di una famiglia che è stata coinvolta assai di recente nel più grande scandalo della storia dell’Isola Perduta? E che domina il calcio italiano fin dalla notte dei tempi? Sarebbe questo il “nuovo che avanza“? Come possiamo pensare che un Raptor spolpatore scenda in campo non per piacer suo ma per il bene del calcio”? Ma che è? E’ realtà o…la solita fiction? In ogni caso, tertium non datur.

Enrico Steidler

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