Alex Rivolta
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Brasile-Germania: l’ultimo nella lista dei “cappotti” mondiali

Il tracollo del Brasile di ieri sera è l'ultimo di una serie di risultati tennistici nella storia dei mondiali, anche se si tratta di un record per una semifinale

Brasile-Germania: l’ultimo nella lista dei “cappotti” mondiali
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Il 7 a 1 che la Germania ha rifilato al Brasile ieri a Belo Horizonte entrerà sicuramente nei libri di storia sia per il risultato che per la squadra che lo ha subito oltre al fatto che si trattava di una semifinale di un campionato del mondo che di solito è sinonimo di equilibrio assoluto tra le due contendenti.

Klose miglior marcatore della storia dei Mondiali

Klose protagonista in due goleade mondiali con la sua Germania

PRECEDENTI STORICI – La debacle verdeoro non è però l’unica goleada nella storia della Coppa del mondo, i precedenti sono innumerevoli e riguardano anche la nostra nazionale. Proprio gli azzurri sono stati protagonisti di un sette a uno nel mondiale del 1934 quando liquidarono, agli ottavi di finale, gli Stati Uniti d’America. Per quanto riguarda le semifinali invece il risultato più largo risale al 1930 quando Uruguay e Argentina sconfissero 6-1 rispettivamente Jugoslavia e USA.

GOLEADE TEDESCHE – Spesso protagonista di questi risultati tennistici è stata la Germania sia in positivo che in negativo. Nel 1954 vennero travolti dall’Ungheria subendo otto reti (i magiari sconfissero nella stessa edizione anche la Corea del Sud segnando 9 reti e in generale detengono il record di gol per singola partita nella fase finale di un mondiale quando nel 1982 sconfissero 10 a 1 El Salvador), mentre nel 2002 dilagarono 8 a 0 contro la malcapitata Arabia Saudita nella fase a gironi, gara in cui Miro Klose – protagonista anche ieri sera – segnò una tripletta.

Ciò che però segna la differenza di questa partita nella storia dei “cappotti mondiali” è che il massacro di Belo Horizonte è stato perpetrato ai danni del Brasile, la squadra di casa e soprattutto la compagine con più mondiali vinti nella storia di questo sport. Di certo non possono bastare come giustificazioni i limiti tecnici di giocatori come David Luiz e Dante che per quanto possano essere sopravvalutati sono comunque giocatori di caratura internazionale abituati a battagliare contro i migliori giocatori del mondo e come loro così anche i loro compagni di squadra. Le ragioni di tale fallimento probabilmente vanno ricondotte a un blocco di natura psicologica, gli undici brasiliani in campo erano paralizzati, totalmente in balia delle offensive tedesche, terrorizzati dal fatto di aver tradito le speranze e le aspettative di un popolo che si aggrappava alla sua nazionale per avere una gioia in un momento di forte tensione sociale.

Alex Rivolta

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