Enrico Steidler
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L’Inter cambia il logo…per stuzzicare l’Ego?

“Il bello è il nuovo logo” scrive la società nerazzurra presentando l’insegna…del nuovo corso

L’Inter cambia il logo…per stuzzicare l’Ego?
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Ben vengano i cambiamenti. A due condizioni, però: 1) – che se ne senta il bisogno; 2) – che siano in meglio. Cambiare tanto per dare una “rinfrescata” (o per lasciare un segno visibile del “nuovo corso”) non è una ragione sufficiente, e non sempre stucco e pittura fan bella figura. Prendiamo lo stemma dell’Internazionale Football Club, ad esempio. Nel corso della sua secolare storia, il simbolo (o meglio il logo…che fa più chic) dei nerazzurri è cambiato parecchie volte, senza però discostarsi quasi mai di molto dal bellissimo archetipo disegnato da Giorgio Muggiani nel lontano 1908. Sotto questo aspetto, il new look dello stemma interista è il classico “cambiamento nel solco della tradizione”, o, per dirla con altre parole, un restyling sostanzialmente superfluo.

Vecchio logo dell'Inter

Vecchio logo dell’Inter

GUARDA ‘O LOGO QUANT’E’ BELLO, SPIRA TANTO SENTIMENTO“Provate a immaginare” – scrive la società nerazzurra (colta da un raptus poetico) presentando il nuovo logo dell’Inter sul sito ufficiale – “Vostra moglie che vi sorride, vostro marito che vi abbraccia. Un amico con cui confidarsi, una cena in un posto speciale. Immaginate la musica, l’arte. Immaginate il gol più emozionante dell’Inter, la partita che vi ha regalato più sensazioni. Insomma, immaginate il bello. Quello che per voi è assoluto. Ecco, ora che nella vostra mente scorrono quei suoni, quei sapori, quei colori, ora che – dunque – avete tra i vostri pensieri la cosa più bella che ci sia, associatela ai nerazzurri. All’Inter. Alla squadra che vi fa battere il cuore. L’immagine che appare si compone pian piano, vero?” – azzarda il poeta-imbonitore di corso Vittorio Emanuele cercando il consenso del popolo – “Prima delle linee semplici, poi dei cerchi che si uniscono. Il bello, dunque, prende forma – conclude ispirandosi alla filosofia di Lapo Elkann“Il bello è il nuovo logo. Che accompagnerà la società a partire da oggi. Un’immagine coordinata, come viene definita con parole tecniche. Un’immagine usata a tutto tondo: nella comunicazione, sui pullman, nel settore giovanile”.

Primo stemma dell'Inter (1908, da Wikipedia)

Primo stemma dell’Inter (1908, da Wikipedia)

TU DIMMI PERCHE’ – Ora, c’è qualcuno – fra i numerosissimi innamorati della Beneamata – che sentiva l’impellente necessità di quei sapori, di quei suoni e dei cerchi che si uniscono? Era così diffuso il bisogno di “assoluto” e il desiderio di mettere le mani su uno stemma davvero molto armonioso ed elegante? Mah… E siamo così sicuri, poi, di aver cambiato in meglio, e che il bello che ha preso forma è indubbiamente più bello del predecessore? La perplessità, al riguardo, è d’obbligo. Capiamoci: il nuovo logo dell’Inter non è brutto, o perlomeno non così brutto come viene descritto da molti tifosi inviperiti. Più semplicemente, è inutile. Modificare il percorso della stanghetta superiore della lettera F, o confinare la I all’interno della C – le lettere sono 4 e sono la I(nter), la F(ootball), la C(lub) e la M(ilano) – non evoca alcun suono in particolare, se non quello delle pernacchie di chi disapprova, e lascia in sospeso una domanda cui non sembra facile rispondere: perché…?

E’ CADUTA UNA STELLA – E perché togliere il simbolo degli scudetti? Questa, in fondo, è l’unica grossa differenza rispetto al vecchio logo, e infatti si nota…Che fine ha fatto la stella? La sua rimozione, che alcuni percepiscono come un vero e proprio affronto, è forse un messaggio “subliminale”, una sottile “frecciata” rivolta a chi attribuisce tanto significato a certi astri e trae godimento dalla loro ostentazione? E’ una prova di modestia, una scelta esclusivamente stilistica oppure il segno – come insinua il Giornale – che la religione (islamica) del presidente Thohir vuole la sua parte? La stella a cinque punte, infatti, è un simbolo molto importante e carico di significati per i musulmani, e il tentativo di conquistare i mercati (anche quelli dove l’Islam è diffusissimo) potrebbe essere molto favorito da un logo privo di elementi potenzialmente “urticanti”. Dietro alla sua sparizione, quindi, ci sarebbero ragioni sia di fede che di marketing…

Mah, chissà. Comunque sia, l’Inter ha un nuovo imperatore, e il suo nuovo corso è già stato immortalato in una nuova insegna. Questione di money, certo, ma anche di ego.

Enrico Steidler

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