Orazio Rotunno
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Wimbledon, ha vinto il tennis: Djokovic alza il trofeo, ma anche Federer sorride

E' stata una bella finale. Punto. Un ultimo atto Slam di queste dimensioni non si vedeva da anni. Un match che verrà sicuramente ricordato a prescindere da chi ha alzato il trofeo

Wimbledon, ha vinto il tennis: Djokovic alza il trofeo, ma anche Federer sorride
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E’ stata una bella finale. Punto. Un ultimo atto Slam di queste dimensioni non si vedeva da anni. Un match che verrà sicuramente ricordato a prescindere da chi ha alzato il trofeo. Sì, perché in questi ultimi tempi eravamo abituati a dire il nome del vincitore del torneo, ma a ringraziare un incontro del turno X, tra due indeterminati Y e Z, pur di trovare ad ogni costo tracce di tennis che giustificasse l’utilizzo di una racchetta. A questo giro invece la parola finale coincide col miglior tennis visto nell’evento. Era ora. E così Novak Djokovic, dopo due anni a secco, può nuovamente affacciarsi dalla terrazza del centrale e mostrare a tutti la coppa di Wimbledon 2014.

djokovic wimbledon

djokovic e federer

C’era tutto quello che si richiedeva a una finale: umanità, sportività, agonismo, rispetto e tennis. I due non hanno mai mollato, ci hanno creduto fino alla fine, combattendo contro l’avversario e se stessi, utilizzando tutte le armi disponibili fino all’ultimo punto. Federer è riuscito a portare al quinto set un incontro solo col servizio e lo slice di rovescio, visto che il dritto, nonché il suo corpo più forte, era già in vacanza. Djokovic ha lottato contro la superficie e la paura di cadere nel tunnel del runner up Slam. Si pensi solo che mentre serviva per il match nel quarto è stato breakkato dall’elvetico, che per l’occasione è entrato in super grazia divina, e quindi il serbo è stato costretto a riassestarsi per affrontare un quinto set, che chiunque altro avrebbe perso in 20 minuti, soprattutto dopo i match point annullati nel parziale precedente. Ad oggi la rivalità Federer-Djokovic è senza dubbio quella più valida, capace di regalare sorprese la maggior parte delle volte e lasciar spazio all’immaginazione, perché ancora sospesa nel 50 e 50, proprio come il conto degli scontri diretti 18 per Roger e 17 per Nole.

Ma quello che ci interessa di più è che finalmente abbiamo visto giocare a tennis. Certo, ci sono stati erroracci pessimi da vedere. Ma quando un match si basa sul perenne attacco da ambo le parti, gli sbagli passano in secondo piano, si pensa più ad ammirare il gioco e le soluzioni trovate dai due per uscire fuori da una situazione complessa. E’ stato bello essere spettatori. Si è giocato a Wimbledon nel modo più vicino possibile a come l’erba comanda (o nel 2014 permette). Roger ha impostato fin da subito il gioco sull’attacco esasperato. Ogni punto lo portava a rete. Del resto, tra l’essere passato miseramente o perdere un 15 su uno scambio lungo, sicuramente la via migliore era la prima, che gli avrebbe portato via meno energie. Nole, come suo solito, è stato una volpe camaleontica e ha adattato con pazienza il gioco a quello che gli proponeva l’avversario. Il connubio è stato vincente, per noi che guardavamo.

Federer è andato a rete 67 volte concludendo ben oltre la metà dei punti e portando a casa 75 vincenti. Anche Djokovic si è spinto avanti abbastanza frequentemente per i suoi standard incassando oltre il 70% dei punti. Anche per lui c’è una quantità altissima di vincenti (68), ma il dato che ci piace di più è che i gratuiti sono stati appena 27 per il serbo e 29 per lo svizzero. Una nullità, che unita al resto indica appunto quanto si sia giocato per conquistare il punto e non per riceverlo. Questo è tennis. Si aggiunga poi che non si è rimasti in campo nemmeno 4 ore per cinque set con uno score quasi pieno di 6-7 6-4 7-6 5-7 6-4. Cosa chiedere di meglio?

Il sacrifizio di Gasquet pro Kyrgios ha fatto miracoli e chissà per quanto tempo ancora il suo effetto verrà percepito dalle genti del tennis. La classifica ATP ora vede nuovamente Djokovic in testa e Federer terzo davanti a Wawrinka. Raonic è salito fino alla sesta posizione e Murray è appena decimo dietro a Dimitrov nono. E’ una bella ondata di novità, anche in vista del Master di fine anno, che sicuramente ora comincerà ad essere nominato più spesso, a differenza del Master della Compassione che invece non trova mai sosta, la sfida per entrarci inizia dal primo gennaio e si chiude un giorno prima del grande evento!

E così possiamo archiviare anche Wimbledon 2014. Speriamo di non avervi annoiato, ma fatto divertire. Scusateci se ogni tanto vi abbiamo fatto arrabbiare sparlando del vostro paladino, ma siamo un po’ complessi di gusti, quindi in questi tempi è facile farci essere cattivi. Del resto per le sviolinate gratuite esistono gli altri siti di tennis sicuramente migliori del nostro, che vi consigliamo caldamente di andare a visitare se volete trovare l’illusoria pace dei sensi. Ora si riparte subito con un mese di esami di riparazione sulla terra per i pallettari, quindi ci prenderemo una meritata vacanza e torneremo non sappiamo quando, forse per il Fognini Slam, Stoccarda-Amburgo-Umago. Chissà… Per ora è tutto. Goodbye!

A cura di Contro Break 

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