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Olanda: il titolo mondiale potrebbe essere ad un passo

L'Olanda è l'unica tra le semifinaliste a non aver ancora vinto un Mondiale. Pro e contro della Nazionale Oranje in vista della partita contro l'Argentina

Olanda: il titolo mondiale potrebbe essere ad un passo
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Germania ’74, Argentina ’78 e Sudafrica 2010. La storia potrebbe ripetersi anche quest’anno, magari con un esito diverso. In Germania a incantare per il calcio innovativo e spettacolare fu proprio l’Olanda guidata dal superlativo talento di Cruijff, conquistando meritatamente la finale dove, però, la Germania Ovest riuscì a sgretolare i sogni della leggendaria “Arancia Meccanica”, battendola per 2 a 1. I talenti olandesi, nonostante l’assenza del loro numero 14, giunsero in finale anche nell’edizione successiva, sfiorando ancora una volta la vittoria. perdendo contro l’Argentina per 3 a 1. Infine nell’ edizione disputata in Sudafrica  l’Olanda si conferma “eterna seconda”, condannata stavolta dal gol di Iniesta.  Quest’anno tocca ai ventitre di Van Gaal sfatare questo tabù, superando per prima cosa l’Argentina di Messi. L’Olanda, infatti, è l’unica fra le quattro semifinaliste a non aver ancora trionfato in un mondiale.

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Arjen Robben riuscirà a guidare l’Olanda al primo titolo?

PERCHE’ GLI ORANJE POSSONO FARCELA –  1- Van Gaal ha formato un gruppo compatto, dedito al sacrificio ed è stato capace di trasmettere la determinazione adatta sia ai “veterani”, sia ai più giovani. 2) Se nel 1974 l’Olanda ci stupiva per il suo calcio totale, questa, invece, evidenzia con superbia i propri talenti e si fa trascinare da essi, mantenendo un perfetto equilibrio, pressando il portatore di palla e dando pochi spunti per la manovra avversaria. 3) Il suo trascinatore è stato finora un mirabolante Arjen Robben, che soprattutto con Sneijder e Van Persie, ha formato un tandem d’attacco devastante per le difese avversarie (la Spagna ne sa qualcosa). 4) Anche se inizialmente sembrava che la difesa potesse avere problemi, i fatti hanno già contrastato le previsioni. 5) Il “mix” di giocatori giovani con quelli più esperti ha formato un gruppo ottimale per affrontare ogni partita. Come abbiamo visto, infatti, Van Gaal non mostra preferenze anagrafiche e ha già dimostrato di poter far entrare in campo un ormai tretatreenne Kuyt, così come ha impiegato con successo anche il giovane e dinamico Depay. Che ne prenda d’esempio l’Italia. 6) Per finire, dopo tre finali perse sempre amaramente, l’Olanda sa che questa è un’occasione d’oro per tentare di concludere l’impresa al Maracanà, e vincere finalmente il primo Mondiale.

NON È PRONTA PERCHÉ – 1) L’Olanda vista contro la Costa Rica appare già stanca, e ha dimostrato la propria difficoltà nello scardinare la difesa avversaria, nonostante le numerosissime occasioni per sbloccare il risultato. 2) Ha dipeso spesso e fin troppo solamente dall’estro di Robben, con Sneijder e Van Persie ad intermittenza. Inoltre la mancanza di qualità a centrocampo ha impedito una concreta fluidità nel gioco. 3) Nonostante l’impegno e la determinazione, ci sono partite in cui è fondamentale l’esperienza, e per i giovani olandesi potrebbe essere un incubo affrontare una semifinale contro Messi ed Higuain. 4) Sebbene Van Gaal abbia decisamente puntato sulla compattezza della squadra, è evidente una sua fragilità di fondo. D’altronde, non sono pochi i 4 gol subiti, dei quali due incassati dalla modesta Australia. 5) Oltre i pregi e i difetti della Nazionale olandese, bisogna anche guardare le altre tre contendenti al titolo. Il Brasile è accompagnato da un intero paese e di certo non gli manca il talento e la qualità, la Germania ha raggiunto la maturità, il gioco e l’equilibrio per arrivare per una volta fino in fondo, mentre l’Argentina ha mostrato notevoli miglioramenti nell’impostazione della manovra, oltre alla determinazione e al talento di Messi & Co. 6) Se da una parte essere l’unica tra le semifinaliste senza aver vinto un Mondiale può sembrare una garanzia, poiché non manca di certo una motivazione incoraggiante alla base, il ricordo delle tre storiche sconfitte in finale potrebbe gravare sul gruppo, incrementandone un’eccessiva tensione. Se poi si pensa al “trauma” già recato ai componenti della spedizione del 2010, la tensione diventa notevole.

Alessandro Triolo

 

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