Matteo Masum
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Renzi, la flessibilità e l’Unione Europea. Ma chi ci crede?

Il Presidente del Consiglio finge di svolgere il ruolo del leone in Europa, ma è solo una manovra per rafforzare il consenso in Italia

Renzi, la flessibilità e l’Unione Europea. Ma chi ci crede?
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Matteo Renzi, Presidente del Consiglio

Matteo Renzi, Presidente del Consiglio

Quella che sta per concludersi è stata una settimana importante per Renzi e per l’Italia (come se la immagina Renzi). Il 2 luglio è iniziato ufficialmente il semestre italiano alla guida del Consiglio dell’Unione Europea, apertosi con il discorso di Renzi al Parlamento di Bruxelles, che ha raccolto, a quanto è sembrato, un discreto consenso. Un evento che, nelle mani del presidente del consiglio e del suo apparato mediatico, si è trasformato da una semplice procedura formale, al punto di volta per le sorti dell’Europa e dell’Italia (come se la immagina Renzi).

PUNTO DI SVOLTA?- Non per svolgere il ruolo, spesso ingrato, di Bastian Contrario, ma, diciamocelo chiaramente, questo incarico in Europa non ha alcun valore. Non sono cambiate le sorti della Grecia o della Francia, che pur hanno sperimentato la guida del Consiglio dell’UE, e, come è facile prevedere, stessa cosa accadrà all’Italia. Ovviamente, il discorso fila se ci riferiamo alla situazione socio-economica che riguarda le classi lavoratrici dei paesi menzionati. Tutto muta, invece, se consideriamo la portata propagandistica che Renzi riuscirà a ricavare da questo ruolo di responsabilità, buono soprattutto per rafforzare la propria posizione, già particolarmente solida, in politica interna.

LA FLESSIBILITA’- E’ chiaro, l’ex sindaco di Firenze tiene molto a far vedere che in Europa le cose stanno cambiando. Ha alzato, infatti, la bandiera della flessibilità (senza abbassare di un millimetro quella del rigore), solo e soltanto per presentarsi agli occhi del popolo italiano come un leader forte e carismatico, ma anche premuroso e amorevole padre, nel più classico esempio di gestione bonapartista del potere politico. Ovviamente, al buon Renzi non interessa minimamente allentare i vincoli di bilancio stabiliti dei patti criminali che Popolari, Socialisti e Liberali hanno imposto a tutta l’Europa (cosa che, infatti, non farà), se non quanto basta (pochissimo) per proseguire sulla falsa riga delle elemosine concesse al popolo italiano fino ad ora (leggasi 80 euro).

IL CONTROSEMESTRE- Nel frattempo, il 28 giugno l’Usb, insieme ad altri sindacati di base e a tutti i partiti comunisti, hanno dato inizio al Controsemestre popolare con una manifestazione a Roma. In vero, una manifestazione non molto partecipata, ma che ha mostrato tutte le intenzioni bellicose della sinistra dura e pura (per chi scrive, due splendide qualità) nei confronti del governo Renzi. Un’occasione, comunque, per vedere chi sarà l’avanguardia dell’opposizione al PD ed al PSE in Italia ed in Europa, e chi invece starà a guardare (infatti, Sel non c’era). Al momento Renzi è l’Intoccabile per almeno un quarto degli italiani, ma quanto durerà questa luna di miele? La lotta, insieme al semestre, è appena iniziata.

Matteo Masum

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