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Heynckes sta al Bayern Monaco come Klopp al Borussia Dortmund, e si vede

Heynckes sta al Bayern Monaco come Klopp al Borussia Dortmund, e si vede
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BERLINO, 22 Marzo – Il Dortmund di Klopp contro il Bayern di Heynckes: il duello finale in coppa e campionato è in mano alle prime due in classifica.

I bavaresi si aggiudicano l’entrata in finale di coppa ai rigori contro un Mönchengladbach che in questa stagione ha “Favre” sognare. Era stato proprio il Mönchengladbach a battere il Bayern Monaco in casa il primo giorno di campionato. I bavaresi dovettero subire anche nel secondo incontro, nessuno però credeva nel terzo miracolo, quando ieri in semifinale di coppa, le due squadre storiche si sono giocate l’entrata in finale ai rigori. Il Dortmund, dal canto suo, accede alla finale con una vittoria all’ultimo minuto contro il Fürth (prima in seconda divisione).

I DUE TECNICI A CONFRONTO – Heynckes, per la terza volta sulla panchina dei bavaresi, è arrivato al Bayern Monaco come pacificatore nel post-van Gaal. Da quest’ultimo ha ereditato una rosa di star in cerca di una squadra. Grande amico di Uli Hoeneß, a differenza del suo predecessore, Joseph detto Jupp, classe ’45, nato a Mönchengladbach, nella sua carriera calcistica, prima da attaccante e poi da allenatore, ha vinto tutto. Come giocatore è stato Campione del mondo nel ’74 e d’Europa nel ’72. Da allenatore ha vinto la Champions con il Real Madrid nel’ 98. Nel Bayern ereditato da van Gaal non ha dovuto fare tanti cambiamenti, ma è stato il motivatore paterno di cui il Monaco aveva bisogno.

Jürgen Klopp, classe ’67, ad oggi non ha vinto quasi nulla. É arrivato al Borussia Dortmund nel 2008 per risollevarne finanze e morale. E cosi fu. Klopp divulga un calcio emozionante, pieno di passione e volontà con una grande propensione alla corsa e alla disciplina tattica. Esige una difesa a zona estrema, cambi di direzione precisi e veloci, flessibilità massima e un gioco rapido. Klopp è autentico. Klopp è coraggioso. Con Mats Hummels e Neven Subotić instaura in Bundesliga la coppia di stopper più giovane di tutti i tempi. Entrambi appena diciannovenni all’epoca. Vuole nella sua rosa Piszczek, in panchina all’Hertha Berlino, subito e titolare. Lo fa giocare a destra e Lukasz Piszczek diventa il migliore difensore di tutto il campionato in quella posizione. Preme per l’acquisto di Großkreutz dalla 2. Bundesliga -nessuno corre più di lui in campionato- e poi per Kagawa, dalla seconda divisione giapponese. Il valore di mercato del Giapponese è passato da 350.000 a 18 milioni di Euro. Klopp è un grande perfezionatore di giovani talenti. Klopp è un innovatore. La grigia Dortmund ritorna a splendere sotto la sua guida. Dopo anni passati a metà classifica raggiunge la vetta e finalmente torna in Europa, prima in Europa League poi in Champions. Ma Klopp è anche poco esperto in campo internazionale: i campioni tedeschi in carica si posizionano all’ultimo posto nel girone di gruppo nella Lega dei Campioni. Troppa euforia, troppa sicurezza. Perdono entrambi gli incontri con il Marseille -prossimo avversario dei bavaresi ai quarti di finale nel massimo torneo europeo- pareggiano in casa con l’Arsenal e perdono tutti gli incontri fuori casa. L’impresa compiuta da Klopp al BVB non ha comunque eguali nella storia recente della Bundesliga se non quella compiuta dallo stesso al Mainz, come giocatore e come tecnico.

LE DUE SQUADRE – Denaro, esperienza e potere. Il Bayern Monaco può vantare Robben e Ribéry, le due ali migliori di tutta la Bundesliga. Franck Ribéry è in strabiliante forma. Kroos e Schweinsteiger formano il miglior centrocampo, Gómez è capocannoniere. Insieme a Heynckes arrivano Neuer, l’eccezionale keeper della nazionale, e sempre in difesa Rafinha e Boateng. Il fratellino di Kevin-Prince Boateng detto il principe del Milan, è stato poco dinamico nella stagione in corso, forte di testa, il difensore centrale rispecchia perfettamente quello che c’è e quanto manca alla difesa bavarese. Il talento c’è manca la costanza. Stesso discorso per Rafinha. Heynckes ha risolto con Lahm a destra e Alaba a sinistra. Scelta ottima visti gli ultimi risultati (3 reti subite e 15 realizzate nelle ultime cinque di campionato). I numeri parlano chiaro: migliore difesa e migliore attacco. Se non fosse che la rosa di Heynckes è numericamente risicata. Se Schweinsteiger continua la sua tendenza all’infortunio, la mancanza di un regista si sentirà sempre di più. Non si può negare che in sua assenza anche le idee mancano. Gómez quest’anno è stato fortunato con gli infortuni ma senza di lui nessuna prima punta a fare da prima donna.

Tifo, costanza e tanta fame. Quando il Borussia Dortmund scende in campo, lo storico Westfalenstadion (adesso Signal Iduna Park) è sempre pieno. Da quando c’è Klopp è tutto amore tra tifosi e squadra. Di Hummels e Subotić abbiamo già detto, insieme formano la migliore difesa centrale, il Dortmund è secondo dietro al Bayern per minor gol subiti e secondo, sempre dietro ai bavaresi, per reti realizzate. Sono alla vetta della classifica con 5 punti di scarto, hanno vinto contro la squadra di Heynckes fuori casa e in casa sembrano quasi imbattibili. Non hanno le grandi star in panchina ma non hanno le beghe della scontentezza che affligge i grandi nelle big (vedi Bayern per esempio) e le big a causa dei grandi (Robben “l’egoista” per esempio). Lo spirito di squadra del Dortmund fa invidia, soprattutto a squadre come il Bayern Monaco (vedi secondo anno di van Gaal al Monaco). Dopo la dipartita di Nuri Şahin verso il Real Madrid sembravo mancassero le idee, la regia, ma il Dortmund è tenace, affamato e infrenabile.

SFIDA APERTA – Tutto dipenderà dal percorso futuro del Bayern in Champions. Il Dortmund ha il vantaggio dell’impegno unico e dei cinque punti di scarto. Eppure in semifinale di coppa, il Dortmund ha seriamente rischiato di perdere, il Bayern soltanto di non vincere.

a cura di Stefania Fort

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3 Responses to Heynckes sta al Bayern Monaco come Klopp al Borussia Dortmund, e si vede

  1. Antonio C. 22 marzo 2012 at 21:27

    …il bayern sta alla germania come la juventus sta all'italia…solo che beckenbauer si presentava un poco meglio di moggi…

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  2. Antonio C. 22 marzo 2012 at 21:28

    …bell'articolo cmq 😉

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  3. agostino 28 marzo 2012 at 12:34

    articolo interessante; spero di leggerne altri sul campionato italiano

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