Modestino Picariello
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Francia: l’indagato Sarkozy reagisce alle accuse

Perché proprio così si sente l’ex presidente francese Nicolas Sarkozy. L’accusa rivolta ai magistrati è la medesima: strumentalizzazione politica.

Francia: l’indagato Sarkozy reagisce alle accuse
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Anche la Francia ha il suo “Berlusconi” o se preferiamo il perseguitato politico.

Perché proprio così si sente l’ex presidente francese Nicolas Sarkozy che afferma di essere profondamente scioccato e umiliato. Certo, nulla a che vedere con il 20 anni di inseguimento della magistratura italiana verso l’ex-cavaliere, ma l’accusa rivolta ai magistrati è la medesima: strumentalizzazione politica.

Il effetti se è vero che la magistratura dovrebbe essere imparziale, questa è comunque composta da uomini di Stato e prima ancora da individui che come tali possono sbagliare o “tifare”.

RIDE BENE CHI RIDE ULTIMO – Ad Arcore qualcuno starà dicendo “chi ride bene, ride ultimo”, a pensare a quando dalla Francia e dalla Germania si ricevettero apprezzamenti alquanto ironici sulla vicenda giudiziaria italiana e oggi tocca all’ex presidente francese gridare all’accanimento giudiziario al solo fine di per dare un’immagine che non è conforme con la realtà”. Intervistato da Europe 1 e TF 1, sostiene di non voler rinunciare alla presidenza dell’Ump e annuncia di aver posticipato a fine agosto la decisione se tornare in politica o meno: “Amo appassionatamente il mio Paese e non mi scoraggio davanti alle villanie e alle manipolazioni politiche”. Le accuse però non si sono limitate a Sarkozy, ma il terremoto è arrivato a tutto il sistema di potere che sotto il presidente della destra neogollista era stato costruito: avvocati, amici, ministri, consiglieri, collaboratori. Tutti travolti da sette inchieste che negli ultimi mesi hanno visto emergere il nome di Sarkozy e accanto a lui una galassia di “eccellenti”.

SARKOZY: ACCUSA E CONTROACCUSA – E’ un fiume in piena Sarkozy, che ha definito le accuse che gli sono state fatte “grottesche”, sostiene di non avere “mai commesso un atto contrario ai principi repubblicani o allo Stato di diritto…È scandalosomi vogliono umiliare, bloccare e diffamare. I loro metodi sono indegni”. E ancora: “Non ho nulla da rimproverarmi. Vi sembra normale che da mesi vengo intercettato anche nelle mie conversazioni telefoniche più intime?”. L’ex presidente è quindi tornato ad attaccare le due donne magistrato che indagano sul caso, accusandole di essere orientate politicamente. ”Tutti hanno diritto a un giudice imparziale”, ha continuato Sarkozy, chiedendosi se sia normale essere stato convocato dalle due toghe alle due di notte, dopo 15 ore di fermo in commissariato.

Non risparmia neppure il premier, Manuel Valls, che questa mattina ha detto che i fatti imputati a Sarkozy “sono gravi”. ”Che ne sa? Come li conosce?”, si è chiesto retoricamente Sarkozy.

Ovviamente non si è fatta attendere la replica del sindacato francese della magistratura (SM) che in un comunicato diffuso dopo l’intervento di Sarkozy in tv, il Syndicat de la Magistrature afferma: “Ormai è un classico, ogni volta che una personalità politica è coinvolta in una vicenda giudiziaria cerca di deviare l’attenzione accusando i giudici di accanimento o punizione personale. Nel 2014 equiparava la polizia e la giustizia francese alla Stasi – continua il sindacato francese. Oggi, indagato per fatti di particolare gravità, la sua strategia di difesa resta la stessa: gettare discredito su chi lavora per la verità”.

Cristiano Gianmaria Fabris

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