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La top 10 degli album più venduti nella UK: Coldplay e Nutini i migliori

La classifica dei 10 album più venduti da gennaio in Gran Bretagna. Stravincono i Coldplay, Paolo Nutini e Ellie Goulding.

La top 10 degli album più venduti nella UK: Coldplay e Nutini i migliori
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Paolo Nutini, al secondo posto, subito dopo i Coldplay, con l'album "Caustic Love"

Paolo Nutini, al secondo posto, subito dopo i Coldplay, con l’album “Caustic Love”

Nel Regno Unito è già tempo dei primi bilanci per le aziende discografiche. La Official Charts Company, infatti, ha stilato una classifica semestrale degli album più venduti, appunto, da gennaio al mese di giugno. Tra sorprese, conferme e musica di qualità, nella top 10 è evidente come per gli anglosassoni la propria musica, il sound che loro stessi per decenni hanno esportato nel mondo, resti ancora un punto fermo degli artisti d’oltre manica, per fortuna.

LA CLASSIFICA – 8 su 10 sono album britannici, i due restanti provengono dagli USA. Nella “lotta” per la vetta non ci poteva essere un avversario più temibile: i Coldplay, infatti, hanno sbaragliato la concorrenza in un solo mese. Con l’album Ghost Stories, il gruppo britannico afferma ancora una volta la propria supremazia. Con stupore, invece, troviamo al secondo posto l’italo-scozzese Paolo Nutini con Caustic Love, mentre l’ultimo a salire sul podio è l’album Halcyon dell’ormai celebre Ellie Goulding, pubblicato nel 2012, ma riproposto con un’espansione, che ha riportato e riconfermato le vendite. E’ di un’altra donna l’album classificato al quarto posto, ovvero Paloma Faith e il suo A perfect contradiction, mentre quinto e sesto sono occupati rispettivamente da Sam Smith con In the lonely hour e dall’americano Pharrel Williams con Girl. A seguire c’è Bad Blood dei Bastille ed If you wait dei London Grammar, mentre a chiudere questa speciale classifica sono il disco Beyoncé, omonimo della pop-star americana, e AM degli Arctic Monkeys.

UN’ANALISI – E’ chiaro che la musica in Gran Bretagna non si è mai lasciata fortemente influenzare dai successi discografici esteri: niente rap, niente Pitbull, house o strepitosi DJ. Di esempio sono i Coldplay, celebri ormai in tutto il globo, che hanno decorato il classico “Britpop” con un sound che li categorizza soprattutto come “Alternative rock”. Il gruppo di Chris Martin ben conosce ciò che il pubblico apprezza di loro e riescono continuamente a riproporlo senza stancare. Per esser malevoli, potremmo accusarli di scadere, seppur raramente, nella ricerca di una sorta di “psichedelia-soul” della quale, sinceramente, talvolta dovrebbero fare a meno. Perché, invece, giudicare il giovane Paolo Nutini una sorpresa in questa top ten? Il suo nuovo album riporta ai grandi fasti degli anni 60’ e 70’, a quel sound blues, soul e rock che tanto l’United Kingdom ha amato e mostrato con orgoglio. Il video di “Iron Sky” ci riporta dentro gli studi di Abbey Road, ricordando nostalgicamente i Beatles, il suo sound, invece, sembra essere un vero e proprio tributo al “Rhytm and Blues” tanto in voga nei due grandiosi decenni riportati sopra. Solo la voce graffiante di Nutini permette di tornare alla realtà, purtroppo. Il merito di Ellie Goulding non è invece solo il successo di Burn e la sua avvenenza; La Goulding è riuscita a inserire nel suo album tracce pop e decisamente melodiche, in contrasto a un rock più originale, non solamente radiofonico. Nel podio c’è tutto ciò che gli inglesi vogliono, ma non sono da meno i Bastille, evidenti fautori dei Coldplay, e gli Arctic Monkeys, che si proclamano un punto fermo della musica britannica, con gli americani Williams e Beyoncé a interrompere l’egemonia britannica con a capo i Coldplay. Perché anche nella UK è giusto accogliere, alle volte.

Alessandro Triolo

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