Antonio Casu
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Mondiali: la dea Dispalla interviene ad un passo dalla gloria

Traverse all'ultimo respiro, gol mancati per un maledetto centimetro e rigori sparati in bocca al portiere: gli ottavi di finale della rassegna brasiliana hanno raccontato di tutto...

Mondiali: la dea Dispalla interviene ad un passo dalla gloria
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Lo scrittore Stefano Benni narra dell’esistenza di una dea chiamata Dispalla, divinità capricciosa che “govern[a] le sponde e gli spigoli, che con sghemba e beffarda mano [fa] impazzire le traiettorie e sbilenc[a] le parabole, che annebbi[a] la vista ai portieri e appann[a] i riflessi ai difensori, che annod[a] le gambe all’ala in fuga e restring[e] la rete davanti al centravanti”. La sua presenza, costante e malefica, si è manifestata in tutta la sua onnipotenza nel corso degli ottavi di finale appena conclusi nei Mondiali brasiliani. Trionfo e fallimento sono spesso separati da una linea sottilissima, quasi impercettibile.

Mondiali: Pinilla manca di pochi centimetri il "Mineirazo"

Mondiali: Pinilla manca di pochi centimetri il “Mineirazo”

LA MALEDETTA TRAVERSA DI PINILLA – Ne sa qualcosa Mauricio Pinilla, attaccante del Cile, passato, in un attimo, dall’urlo strozzato in gola per un gol che sarebbe entrato nella storia alla disperazione per un rigore fallito. La punta, entrata in campo con spirito da guerriero, aveva ben pensato di giocare un brutto scherzo ai cugini brasiliani, assillati dall’incubo di un’eliminazione che sarebbe stata tragica. L’impresa gli era quasi riuscita al penultimo minuto del secondo tempo supplementare, ma il suo tiro potente ha centrato beffardamente la traversa, negandogli la gioia di entrare negli annali della storia del calcio. Niente da fare, 1-1 finale e tiri di rigore. Il primo dei cileni a presentarsi dal dischetto è stato poi lo stesso Pinilla, che ha fallito il penalty sparandolo in bocca a Julio Cesar. Come tutti sanno, il Brasile ha poi trionfato nella lotteria dagli 11 metri, scongiurando così l’avvento dello spettro del “Mineirazo”. Per “celebrare” la maledizione di Dispalla, Pinilla si è tatuato sul corpo l’immagine della traversa colpita, completata da una didascalia che dice “One centimeter from glory”. La prossima volta andrà meglio, dea permettendo.

INCUBI MONDIALI – L’unica aspetto che potrà rincuorare l’attaccante è quello di non essere solo. I Mondiali sono affascinanti anche perché irrimediabilmente crudeli. Si sono fermate agli ottavi quasi tutte le favole calcistiche espresse nelle ultime settimane. Il Messico ha messo sottosopra l’Olanda per buona parte del match, ma è stato affondato dalle magie di Robben e Sneijder ed il palleggio, degno del miglior LeBron James, di Huntelaar, apparentemente terrorizzato al cospetto dell’eroico Ochoa, ma poi spietatamente freddo nell’esecuzione del rigore decisivo. La Grecia, prima abilissima nell’erigere un muro da opporre ai frizzanti costaricani e poi cinici nel venir fuori dal Cavallo di Troia con un gol all’ultimo minuto dei tempi regolamentari, sono stati traditi dal rigore del vecchio Gekas, mentre l’Algeria, Arancia Meccanica del calcio magrebino, ha alzato bandiera bianca dopo aver tenuto in scacco per centoventi minuti la terribile Germania. Gli Stati Uniti, imbevuti di un’insolita dose di sana umiltà, hanno dato cuore e anima contro il Belgio dei giovani campioni, ma il destino riservatogli da Dispalla è stato lo stesso delle altre presunte Cenerentole.

UNO SCOMODO TAP-IN – L’ultima copertina ha come protagonista il centrocampista della Svizzera Dzemaili, uno che rivivrà la sfida con l’Argentina in tutti i suoi peggiori incubi. A pochi minuti dalla fine dei tempi supplementari, lo 0-0 tra le due compagini sembrava ormai aver scritto la sceneggiatura degli ennesimi tiri di rigore, ma un gol di Di Maria aveva indirizzato l’incontro verso altri binari. Partita chiusa? Macché. La Svizzera non ha mollato, e, lanciatasi in uno stoico forcing finale, ha cercato in ogni modo la via del pareggio. Sugli sviluppi dell’ultima azione dell’incontro, Dzemaili ha prima colpito di testa e preso il palo, e poi ha avuto tra i piedi un comodo tap-in da appoggiare in rete. Niente da fare anche stavolta, il pallone è finito fuori per pochi centimetri. Ancora una volta ha vinto la legge del più forte, e Dispalla se la ride. Alla faccia di Eupalla.

Antonio Casu

@antoniocasu_

 

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