Orazio Rotunno
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Wimbledon 2014, terzo turno: Berdych e Janowicz perdono, il buio e la pioggia vincono

E' impensabile che in uno Slam giocato a Londra, dove ogni giorno c'è almeno un 1% di probabilità di pioggia, dopo anni ancora non si riesca ad organizzare per garantire il regolare svolgimento delle partite.

Wimbledon 2014, terzo turno: Berdych e Janowicz perdono, il buio e la pioggia vincono
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Sarà Federer-Murray il big match dei quarti di finale agli Australian Open.

Wimbledon 2014

E’ impensabile che in uno Slam giocato a Londra, dove ogni giorno c’è almeno un 1% di probabilità di pioggia, dopo anni ancora non si riesca ad organizzare per garantire il regolare svolgimento delle partite. O almeno ad evitare la buffonata del Middle Sunday. Tradizione un cazzo! Noi per non rovinare la tradizione avremmo più voluto vedere i campi in erba, non in questa roba verde indefinibile dove ormai si può giocare esattamente come sul cemento ipergrippato, praticamente sulla terra. Questo vuol dire mantenere le tradizioni, non bloccare forzatamente un torneo e falsare intere fasi di gara obbligando i tennisti al doppio turno perché costretti a tornare in campo due giorni dopo. Oppure ok, tenetevi le vostre inutili tradizioni, ma garantite almeno il regolare svolgimento delle partiter nei giorni stabiliti. Nemmeno per sogno.

Morale della favola, tra pioggia e buio, lunedì si devono terminare i match Lisicki-IvanovicShvedova-Keys e Bolelli-Nishikori, mentre invece Wawrinka-Istomin e Lopez-Isner devono ancora vedere la luce. Ma essendo lunedì il Big Monday, l’intenzione è quella di terminare tutti gli ottavi in un giorno. Ovviamente non ce la faranno, se non dando riposi miseri, facendo giocare i tennisti su campi di patate laterali e in ogni caso falsando il torneo. Ah, visto che li abbiamo nominati, non stiamo rivelando la ricetta dell’acqua calda, ma i campi secondari sono visibilmente più veloci del Centrale e Court 1. E visto chi gioca regolarmente nei primi e chi nei secondi, non sappiamo fin quanto sia un caso… Sì, oggi ci siamo alzati polemici, ma non è possibile che anno dopo anno ci venga tolto anche ciò che (non) resta di Wimbledon!

La parte alta di tabellone, dopo il terzo turno presenta solo una sorpresa, che poi così tanto clamorosa non è: Cilic ha battuto Berdych. L’avevamo detto che i due giocano a specchio, l’unica differenza era la fede da un lato e Satorova dall’altro. Quindi pensavamo che avrebbe avuto la meglio il ceco. Peccato non calcolassimo che con l’arrivo di Ivanisevic nella panchina del croato, era impossibile che il fanciullo Marin non fosse stato istruito con la storiella delle api, fiori, nettare, cavoli e cicogne. La risultante di questa botta di figa è stata una vittoria in tre set con un Cilic ormai indemoniato. E anche qui ci sarebbe da spendere qualche riga sul fatto che i due hanno giocato in condizioni di luce talmente scarsa che non funzionava l’occhio di falco. E’ inutilizzabile una tecnologia migliorabile con filtri e accorgimenti ipertecnologici e due esseri umani devono giocare a tennis a ritmi improponibili senza poter vedere bene? Ma vaffanculo Wimbledon.

Per il croato ci sarà in dono Chardy, vincente su Stakhovsky. I due si giocheranno l’accesso ai quarti contro Djokovic Tsonga. Il primo è approdato al lunedì dopo il match con ritmi da terra contro Simon, mentre l’altro ha sfruttato il bye Wang. Quella tra Nole e il pugile potrebbe essere una partita, solo se il francese si dovesse svegliare bene. In caso contrario sarà la solita passeggiata di salute per il serbo.

Kuznetsov, dopo aver ripulito Wimbledon dalle tracce di Ferrer, ha ceduto a Leo Mayer, che nel Big Monday si troverà opposto a Dimitrov. Il bulgaro è stato protagonista di quattro set di un più che gradevole tennis, contro Dolgopolov. L’ucraino però, una volta giunto al quinto, ha alzato istantaneamente bandiera bianca, buttando al cesso all’ultimo istante l’ennesima partita giocata alla pari dell’avversario. Senza parole. Sorprendente il fatto che Grigor nell’ultimo parziale continuasse a correre e recuperare tutto. Proprio lui che in passato non riusciva ad terminare il primo set senza i crampi. Qualcosa di muove.

Il campione uscente Murray è ancora in pista in attesa di giocare la prima partita seria. Anche il suo prossimo impegno contro Anderson non pensiamo possa essere molto più di un allenamento. Il sudafricano ha guadagnato il lunedì mandando a casa Fognini, non dopo averlo ringraziato per aver buttato al cesso l’ennesimo incontro nel momento cruciale. Non si smentisce mai (#NSM).

Sulla parte bassa abbiamo i buchi dei martiri costretti domani al doppio turno e quello che più ci gode della disorganizzazione di Wimbledon è Raonic, già tranquillo e riposato a casa, facendosi massaggiare e aggiustare il ciuffo. Dopo aver regolato Kubot in tre set, il canadese deve attendere la fine del quinto tra Bolelli Nishikori, interrotto per oscurità, per sapere chi sarà il suo prossimo avversario. L’azzurro si è comportato molto bene contro il giapponese, portandosi addirittura a due punti dal match. L’erba veloce del suo campo secondario dimenticato dal mondo l’ha aiutato non poco contro il samurai, sicuramente molto più a suo agio sulle superfici lente dove può correre e riprendere tutto.

Quello che in pratica succede a Nadal, che gioca sull’erba esattamente come se fosse sulla terra. E’ inaudito che su un campo verde che non sia Charleston, un giocatore possa comodamente girare sulla palla per prenderla di dritto e avere anche il tempo di fare un vincente. Sono dinamiche complesse anche se si gioca sul rosso, figurarsi quanto sia difficile accettarle a Wimbledon. Eppure succede. Lo spagnolo corre e prende tutto tranquillamente fino ad avere l’errore dell’avversario o riuscire a spingere in difesa fino a cambiare l’inerzia dello scambio. Non esiste. Punto. Dateci l’erba, grazie. In questo giro ad avere la peggio è stato Kukushkin, anche lui portando a casa un set e poi perdendo nettamente gli altri tre. Il big Monday di Nadal sarà super esclusivo: Kyrgios. Ok è l’ousider, sorpresa del torneo, il prodigio, bravo quanto volete. Però c’è un limite alla decenza: qui il bambino australiano, nell’altro Lajovic. Quando un serio tabellone Slam per Rafa? Che poi sicuramente non avrebbe problemi con chiunque altro, ma almeno fare la finta di dover giocare un ottavo degno di essere chiamato tale…

Chiudiamo le danze col compare del sopracitato, Federer, anche lui in attesa di un incontro. Superato Giraldo, ora si troverà opposto a Robredo. E se dobbiamo sentirci dire che è un avversario ostico per lo svizzero, alziamo subito bandiera bianca. Lo stesso che ha fatto Janowicz opposto allo spagnolo, che giunto al quinto, dopo aver recuperato due set, ha dovuto cedere 6-3 e perdere una caterva di punti. E con anche questo bottino mandato all’aria, il polacco tornerà alle sue origini, con una classifica che gli permetterà (forse) di puntare ai 250 senza fare le quali.

E’ tutto anche per il terzo turno. Domani, a partire dalle ore 12.30 italiane, si darà il via al Big Monday di Wimbledon. Intanto, se volete un quadro preciso della situazione, eccovi la nostra perfetta pagine Livescore, dove trovare tutto il necessario sui tornei della settimana e non solo! Che il Middle Sunday vi porti consiglio…

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