Patrizia Culmone
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Taormina: ai Nastri d’Argento il film rivelazione è Song’e’Napule

Ai Nastri d'Argento 2014, Song’e’Napule vince quattro riconoscimenti e domina la serata al Teatro antico di Taormina.

Taormina: ai Nastri d’Argento il film rivelazione è Song’e’Napule
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una scena di Song’e’Napule rivelazione dell'anno a Taormina

una scena di Song’e’Napule rivelazione dell’anno a Taormina

Ieri sera il grande cinema è ritornato nella suggestiva cornice del Teatro Antico di Taormina, per l’assegnazione dei Nastri d’Argento 2014. La manifestazione giunta alla 68 esima edizione e realizzata con il sostegno del Mibact  – Ministero per i Beni, le attività Culturali e il Turismo – ha confermato gli esiti dei David di Donatello di quest’anno. Il Capitale umano di Paolo Virzì si aggiudica sei premi, tra cui quello per il miglior film, Pierfrancesco Diliberto si riconferma il miglior regista esordiente con La mafia uccide solo d’estate e ad Alice Rohrwacher va il riconoscimento per il successo internazionale de Le Meraviglie, vincitore del Grand Prix della Giuria a Cannes.

LA PREMIAZIONE – Tra le sorprese della serata Stefano Accorsi, che debutta alla regia con il corto Io non ti conosco, Kasia Smutniak premiata come miglior attrice protagonista per Allacciate le cinture e il film di Daniele Ciprì, Salvo, a cui va il Nastro d’Argento per la miglior fotografia. Ma la vera rivelazione, ieri, a Taormina è stata Song’e Napule, dei Manetti Bros, a cui sono andati i premi per i due miglior attori non protagonisti (Carlo Buccirosso e Paolo Sassanelli), per la miglior colonna sonora e la miglior canzone originale.

SONG’E NAPULE – In una Napoli corrotta e decadente Paco Stillo, giovane pianista disoccupato, grazie alla raccomandazione di un assessore, riesce ad ottenere un impiego in polizia. La sua scarsa attitudine verso il mestiere e il carattere timoroso lo relegano ad un posticino tranquillo al deposito giudiziario, finché,  scoperto il suo talento musicale, il Commissario Cammarota lo coinvolge nella cattura di un pericoloso killer della Camorra. Costretto ad infiltrarsi in una band neomelodica napoletana, che si esibirà alle nozze della figlia del Boss di Somma Vesuviana, sarà obbligato a vestirsi, comportarsi e suonare da coatto, riscoprendo la sua perduta napoletanità e il coraggio dell’uomo d’azione.

IL POLIZIOTTESCO – I due registi romani, attraverso una serie di gag esilaranti che giocano e sovvertono lo stereotipo del napoletano classico, rivisitano i cult poliziotteschi anni’70 riproponendone lo schema ed esaltando, con l’ ironia che li contraddistingue, la figura dell’eroe coatto ( rappresentata dalla star locale Lollo Love). Un omaggio al B movie all’italiana riproposto in un noir comico scandito da una colonna sonora che è, al tempo stesso, tormentone musicale ed espressione di una diffusa cultura popolare.

Patrizia Culmone

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