Jacopo Rosin
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Un fenomeno di nome James Rodriguez

Il numero 10 colombiano sta letteralmente decidendo le sorti della sua Nazionale. Un nuovo fenomeno alle porte del calcio mondiale

Un fenomeno di nome James Rodriguez
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Il nome di James Rodriguez è sulla bocca di tutti, la sua faccia da bravo ragazzo è ormai nota come quella della più grande e bella rivelazione di questo Mondiale dei Mondiali. La sua Colombia naviga a vele spiegate verso il prossimo obiettivo con negli occhi di tutti il gioco veloce, organizzato e vincente espresso dai Cafeteros nelle prime quattro partite in Brasile, ma soprattutto con un numero 10 che inventa ad ogni tocco di palla ammaliando non solo i tifosi colombiani. Un nuovo fenomeno si affaccia ai piani alti di questo spettacolo chiamato calcio.

James Rodriguez e Quintero, dall'Envigado alla Nazionale

James Rodriguez e Quintero, dall’Envigado alla Nazionale

DALL’ACADEMIA TOLIMENSE AL MONACO – La storia di James Rodriguez, classe ’91, inizia con un torneo giovanile nel quale brilla più di tutti gli altri suoi coetanei. La maglia è quella dell’Academica Tolimense, una piccola società di Ibaguè, città di mezzo milione di abitanti nel Dipartimento di Tolima dove James vive con la madre. Le sua abilità calcistiche impressionano gli osservatori dell’Envigado Fútbol Club, squadra dell’area metropolitana di Medellín che disputa la massima serie. L’Equipo Naranja lo acquista senza pensarci due volte. Nelle giovanili dell’Envigado il giovane James forma una coppia d’oro con Juan Fernando Quintero, da allora suo inseparabile amico. A 15 anni il debutto in prima squadra: non una cosa da tutti. Nel 2008 il Banfield decide di puntare su quel giovane – ormai 18enne – per rinforzare la squadra. In Argentina vince il Torneo de Apertura in maglia bianco-verde, gioca la Libertadores e convince il Porto – sempre molto attento ai talenti sudamericani – a fargli fare il grande salto in Europa. 5,3 Milioni di Euro spesi per portarlo in Primeira Liga, dove gioca al fianco di Fredy Guarin e Radamel Falcao. Il palcoscenico della Champions League e i tre titoli di Portogallo da protagonista lo catapultano nella lista dei desideri del ricchissimo presidente del Monaco, Dmitrij Rybolovlev, che stacca un assegno da 45 milioni per averlo in maglia Rouge et Blanc. Il Porto lo ha sostituito con l’amico di sempre, l’ex pescarese Juan Fernando Quintero. Storia di un destino incrociato fin dall’inizio.

PAROLA DI VALDERRAMA – Un sinistro sopraffino, una tecnica da fuoriclasse e il colpo di genio che contraddistingue solo i grandi campioni. La colombia ha trovato il suo fenomeno, sedici anni dopo il ritiro dalla nazionale del grande simbolo del calcio colombiano, “El Pibe” Carlos Valderrama. «James Rodriguez è l’erede che la Colombia mi stava cercando da più di dieci anni, anche se ha caratteristiche diverse da quelle che avevo io. Lui è il campione di questa Nazionale, il giocatore ideale per comandare questa squadra – ha commentato Valderrama, aggiungendo – James Rodriguez è il nuovo “Pibe”». In patria molti preferiscono chiamarlo in un altro modo, “El Dies”, e attenzione, perchè in Sudamerica è un appellativo che non viene assegnato tanto alla leggera. Basti pensare che a meno di 5000 km di distanza da Bogotà – capitale colombiana – c’è Buenos Aires, dove è nato “El Dies” orignale. Nessun paragone di sorta, ci mancherebbe, quello argentino era una cosa, mentre James Rodriguez deve ancora fare molta strada, ma i 5 gol in 4 partite al suo primo Mondiale e il premio di “Miglior giocatore della Prima Fase” sono sicuramente un ottimo biglietto da visita, anche se James Rodriguez non sembra volersi accontentare. Di sicuro in Colombia si coccolano il loro nuovo fenomeno, continuando a sognare. L’ostacolo adesso si chiama Brasile: una nazione intera che spera di non rivedere altre magie de “El Pibe”, o “El Dies”; scegliete voi.

Jacopo Rosin (@JacopoRosin)

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