Walter Molino

Nba 2012: I Miami Heat di Lebron James sono campioni

Nba 2012: I Miami Heat di Lebron James sono campioni
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I Big Three di Miami

MIAMI – I Miami Heat hanno battuto gli Oklahoma City Thunder nelle Finals NBA 2012 per 121 a 106  chiudendo la serie sul 4-1. Decisiva la Gara 5 giocata nella notte italiana in cui James e compagni si sono assicurati l’anello, festeggiandolo davanti ai propri tifosi all’American Airlines Arena.

SCHIACCIANTI – La vittoria di Miami, non lascia spazio ad obiezioni. Scott Brooks non potrà trovare alibi nella bassa percentuale realizzativa, nella sfortuna, o altro. L’unico vero alibi può essere l’età media troppo giovane di OKC, ma questo per il futuro può essere un vantaggio. Dopo Gara 1, in cui ad Oklahoma i Miami ne erano usciti sconfitti, Coach Spoelstra deve aver lavorato molto anche psicologicamente. Motivare questo gruppo di campioni era l’unica cosa migliore da fare, ed Erik ci è riuscito perfettamente. Chris Bosh tornato dall’infortunio è stato di fondamentale importanza. Ma prima di parlare di Wade e Lebron (ormai gli aggettivi per loro si sprecano) una importantissima menzione va fatta a Shane Battier. Nella serie, tra enormi prestazioni difensive ed una serie innumerevoli di triple messe a segno è stato senz’altro il fattore a sorpresa che Durant e compagni non avevano messo in conto. James, invece, ha viaggiato su medie spaventose, ieri addirittura ha messo a segno una tripla doppia (26 punti, 11 rimbalzi e 13 assist) proprio a testimoniare il suo impegno su entrambi i lati del campo. Anche il dinamismo di Wade si è rilevato essenziale, la sua esperienza e la sua determinazione hanno spianato la squadra alla franchigia di Pat Riley. La vittoria di Miami nella partita di ieri notte è stata umiliante per i campioni dell’Ovest che si sono piegati con ben 15 punti di svantaggio. La partita è finita in realtà molto prima del 48° minuto, e addirittura a 3 dalla fine gli allenatori hanno inserito le riserve, regalando gloria ad i panchinari. In particolare Turiaf, Harris e il capitano “morale” degli Heat Howard hanno dovuto interrompere il loro torneo di briscola di questa serie per entrare in campo e fare la loro parte. Alla fine è festa totale, con James che ha sorriso ed esultalto come non si era mai visto, grandi abbracci con Spoelstra ma soprattutto con il suo grandissimo amico Kevin Durant. Per Miami è il secondo titolo NBA dopo la vittoria nel 2006.

FINALMENTE JAMES – Lebron James è riconosciuto come il Messi del Basket. Ma fino a ieri di certo i palmares dei due non erano confrontabili. LBJ Gioca in NBA dal 2003 con i Cleveland, ma in 9 anni non era mai riuscito a vincere un anello. Il trasferimento a Miami due stagioni fa, sicuramente è servito al fuoriclasse originario di Akron che ha giocato in due anni due finali consecutive, vincendo però solo quest’anno. I riflettori erano già da prima della regular season tutti puntati su di lui, e si sono man mano amplificati via via che Miami andava avanti nella competizione. Arrivati alle Finals la pressione è stata massima, e l’obiettivo di KingJames era quello di scrollarsi di dosso l’etichetta di grande perdente. Durante la serie il suo sguardo è sempre stato concentratissimo e non ha battuto ciglio. Risultato ottenuto, primo anello vinto nella sua storia. Il numero 6 è stato anche eletto come MVP delle Finals (dopo essere stato eletto MVP della Regular Season). Tutti insomma si sono dovuti inchinare difronte a questa forza della natura.

OKC, NON FINISCE QUI – Le sconfitte servono. Non pensate che le Finals perse nel 2007 e nel 2011 non siano servite a James per alzare l’anello ieri notte. Sono momenti che ti rimangono impressi nella mente. Ti fanno crescere. E senz’altro stanotte i Big Three di Oklahoma avranno avuto molto da pensare, ed avranno dormito davvero poco. La sconfitta in questa serie si può spiegare facilmente guardando le loro carte di identità. Kevin Durant e Russel Westbrook sono entrambi del 1988 mentre James “Il Barba” Harden è addirittura dell’1989.  70 anni circa in 3. Ciò significa che tra qualche anno molto probabilmente li ritroveremo nelle Finals e magari l’anello potrebbe anche spostarsi ad Ovest sponda arancione blu. Diamo tempo a questi fenomeni di crescere un altro po’.

A cura di Walter Molino

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