Alex Rivolta
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Milano: traguardi e sogni di Olimpia, nuova regina del basket

L'Olimpia Milano dopo 18 anni torna campione d'Italia ed eredita lo scettro di Regina del Basket italiano dalla Mens Sana dopo 7 anni di dominio senese

Milano: traguardi e sogni di Olimpia, nuova regina del basket
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Ci sono voluti 18 anni con pochi alti e moltissimi bassi ma l’Olimpia Milano è riuscita a tornare sulla vetta del basket nostrano. Per farlo ha dovuto piegare una coriacea Mens Sana Siena che ha provato fino all’ultimo a portarsi negli inferi delle leghe minori l’ultimo scudetto giocando con la consapevolezza di essere una squadra che da li a pochi giorni sarebbe dovuta ripartire da zero a causa del fallimento societario.

il patron dell'EA7 Olimpia Milano, Giorgio Armani

il patron dell’EA7 Olimpia Milano, Giorgio Armani

PRIMO PASSO – Per la squadra del patron Giorgio Armani però questo non può e non deve essere un punto d’arrivo bensì la spinta decisiva per aprire un ciclo tra i confini nazionali e con il sogno di tornare a battagliare fino in fondo anche in Eurolega. Questo scudetto è arrivato con molto sforzo nonostante l’EA7 fosse etichettata come la super-favorita del campionato, il motivo principale è l’enorme pressione che la squadra aveva sulle proprie spalle a causa del lunghissimo digiuno di successi. Il successo della società di Piazzale Lotto deve essere anche un impulso per tutto il movimento basket italiano che in questo momento versa in uno stato di profonda crisi – sintomatico il fallimento societario della squadra che ha dominato in quest’ultimo decennio – e che grazie al ritorno al vertice della squadra più vincente della storia della nostra pallacanestro deve sfruttare Milano come traino per ravvivare l’interesse per questo sport in tutto il paese.

L’OLIMPIA CHE VERRA’ : I PUNTI FERMI – L’Olimpia nonostante il successo probabilmente quest’estate verrà rivoluzionata dal mercato, però sicuramente in questa stagione ha trovato vari punti fermi da cui ripartire per continuare crescere. Primo fra tutti l’allenatore, Luca Banchi è il primo allenatore nella storia dei milanesi a vincere lo scudetto al primo anno sulla panchina meneghina, durante queste finali non sono mancate le critiche al coach, principalmente legate al gioco dei suoi ragazzi in campo, però è innegabile che la squadra sotto la sua guida abbia trovato una quadratura e un equilibrio che mancavano da lungo tempo. In cabina di regia sicuramente ritroveremo Daniel Hackett, arrivato a Gennaio da Siena tra tanti mugugni dopo il rifiuto dell’estate scorsa, il play pesarese ha dato certezze nel gioco dei biancorossi cosa che con Jerrells ed Haynes fino a fine 2013 era mancata. Altro pilastro dovrebbe essere David Moss, il 31enne veterano statunitense grazie alla sua grande qualità difensiva e alla sua propensione alla vittoria – quello con l’EA7 è il quarto scudetto consecutivo dopo i tre vinti a Siena – continuerà a tornare utile su entrambi i lati del campo. Per quanto riguarda i lunghi, l’unico certo di rimanere sembra essere Nicolò Melli, il classe 91 reggiano quest’anno è stato protagonista di una grande maturazione che fa ben sperare per il futuro.

Alessandro Gentile è stata la 53a scelta al draft

Alessandro Gentile è stata la 53a scelta al draft NBA

LE INCERTEZZE – Sono tanti invece i punti di domanda sulla squadra, primo fra tutti il futuro di Alessandro Gentile, il capitano milanese ha ricevuto la chiamata NBA dopo essere stato scelto al draft 2014 e dovrà decidere se partire già dalla prossima stagione – ha la clausola per uscire dal contratto con l’EA7 in caso di chiamata americana – ed abbracciare il progetto degli Houston Rockets oppure se aspettare ancora qualche anno per puntare a imporsi anche in Eurolega. L’altro grande punto di domanda è quello legato a Keith Langford, il 31enne di Fort Worth da quest’estate sarà free-agent e dovrà scegliere se rifirmare con i milanesi oppure se, dopo la grande stagione in maglia EA7, decidere di farsi ricoprire d’oro da qualche squadra turca o russa. Da valutare anche il futuro di Jerrells che prima di questa serie finale sembrava con la valigia in mano ma dopo la prodezza di gara 6 – già ribattezzata “the shot” – che ha salvato l’Olimpia e l’ottima serie finale, ha riconquistato punti e soprattutto l’affetto dei tifosi milanesi. Probabilmente cambierà molto per quanto riguarda i lunghi, Samuels e Lawal sono sulla graticola, soprattutto il secondo è risultato troppo scarso tecnicamente e impreciso per pensare di puntare su di lui anche in futuro, per quanto riguarda Samuels la brutta serie finale forse lo farà finire sul mercato ma tra i due è quello che ha più possibilità di restare. Quasi sicuramente andranno via sia CJ Wallace che Kangur, entrambi mai realmente un fattore positivo per la squadra.

VOLTI NUOVI DAL MERCATO – In entrata sembra siano quasi sicuri gli arrivi di Joe Ragland da Cantù e di Trevor Mbakwe dalla Virtus Roma. Per quanto riguarda il play canturino è pronto un biennale con l’obiettivo di affiancarlo a Daniel Hackett così da avere una pointguard pura dopo le difficoltà mostrate in cabina di regia da Haynes prima e da Jerrells poi. Mentre Mbakwe prenderà il posto di Lawal dopo le grandi prestazioni nei playoff in maglia Acea sperando che con l’arrivo a Milano non segua le orme dello stesso Lawal che a Roma sembrava un giocatore di gran lunga migliore rispetto a quello che si è ammirato al Forum.

Alex Rivolta

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