Francesco Lorusso
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Il re vuole il suo scettro, Pro Evolution Soccer 2015 è qui

Giappone contro America, Konami contro EA, Pro Evolution Soccer contro Fifa : lo scontro calcistico mondiale è alle porte

Il re vuole il suo scettro, Pro Evolution Soccer 2015 è qui
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Il panorama calcistico videoludico degli ultimi anni è stato un po’ come la nostra Serie A da 3 anni a questa parte: Fifa di EA come la Juventus di Conte, una squadra solida e compatta, che quando scende in campo travolge gli avversari. E proprio come nell’ultima edizione del campionato nostrano, vinto da una Juventus senza reali avversari, da diversi anni a questa parte la produzione calcistica di Electronic Arts non ha rivali; o meglio, LA rivale di sempre arranca, e non regge più il passo.
Perché Pro Evolution Soccer non è più in forma ormai da anni, da quel fatidico cambio generazionale che ha fatto la fortuna di Fifa, ed è costato a PES il trono del migliore simulatore calcistico. Ma la situazione potrebbe cambiare.
Dopo anni di egemonia americana, la giapponese Konami sembra voler fare sul serio, ed è pronta a schierare in campo una squadra in grado di vincere uno scontro che si preannuncia memorabile.

Il comparto tecnico è migliorato rispetto al passato

Il comparto tecnico è migliorato rispetto al passato

LA BELLEZZA DEL CALCIO – Ad una prima occhiata, quello che salta subito all’occhio è il comparto tecnico, che si è mostrato solido e ben curato, anche grazie alla maggiore potenza degli hardware di Playstation 4 e Xbox One. Nulla che faccia gridare al miracolo, per carità, ma i giocatori, così come lo stadio e il pubblico, appaiono decisamente curati – Tevez mantiene tutto il suo sex appeal anche qui – e le movenze in campo rispecchiano quelle delle controparti reali, donando maggiore realismo al titolo. C’è da dire che per esprimere un giudizio più accurato sul comparto tecnico bisognerà aspettare nuove immagini e trailer, dal momento che per adesso si è potuto dare uno sguardo più meticoloso solo ai tesserati della Juventus e del Bayern Monaco, che comunque erano veramente ben fatti.

PALLA AL CENTRO, SI COMINCIA – Per quanto riguarda il gameplay, il titolo di Konami continua a percorrere la strada tracciata con lo scorso capitolo. La stessa software house giapponese si è detta decisa a migliorare quanti di buono si era già visto l’anno scorso, dando molta importanza al feedback dei fan della saga e di tutta la community.
Le partite rimarranno sempre spettacolari, come PES ci ha abituato negli ultimi anni, con un accento posto sulla fase offensiva e più in generale sulla coralità della manovra di squadra. Proprio per favorire quest’ultima, gli sviluppatori stanno lavorando affinché non ci siano problemi con l’intelligenza artificiale, che nell’ultima produzione aveva mostrato qualche neo, soprattutto nelle fasi difensive: dite addio a svarioni dei centrali difensivi e portieri fin troppo intraprendenti, perché proprio in questo campo si è fatto un deciso passo in avanti.

Anche gli stadi e il pubblico ora sono più curati

Anche gli stadi e il pubblico ora sono più curati

TUTTI A PRENDERE UN TE’ CALDO – Novità anche per quanto riguarda il commento tecnico delle partite. Dopo che nell’ultima edizione la telecronaca delle partite era stata affidata a Pierluigi Pardo – quest’ultimo proprio nella giornata di ieri ha pubblicato un video in cui afferma che sarà il commentatore di Fifa 15 – e Luca Marchegiani, Konami ha deciso di cambiare. Molto probabile l’arrivo di Fabio Caressa – non si sa ancora se in compagnia di Beppe Bergomi – che per diversi anni ha effettuato la telecronaca delle partite calcistiche di EA; se il tutto venisse confermato sarebbe quantomeno uno scambio di coppie divertente, che inevitabilmente farà storcere il naso a qualcuno.
Per quanto riguarda le licenze, invece, PES mantiene ancora una volta quelle che riguardano le competizioni UEFA – Champions ed Europa League insieme alla Champions League cinese e la Copa Libertadores – mentre rimane una incognita il numero di licenze delle squadre e dei campionati.
La nostra speranza è quella di trovare anche un maggiore numero di stadi e la reintroduzione dei fenomeni atmosferici – ancora inspiegabile la loro assenza nello scorso titolo – in questo capitolo.

Francesco Lorusso
Twitter: ShadowYuk

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