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Giù le mani da Balotelli

Perché sempre lui? Semplicemente perché fa notizia, semplicemente perché è l'unico giocatore (fatta eccezione del triangolo Buffon-Seredova-D'Amico) capace di far vendere copie ai cari amici della 'Gazza'

Giù le mani da Balotelli
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Perché sempre lui? Semplicemente perché fa notizia, semplicemente perché è l’unico giocatore (fatta eccezione del triangolo Buffon-Seredova-D’Amico) capace di far vendere copie ai cari amici della ‘Gazza’. Il giornale rosa ha fatto la scoperta dell’acqua calda, pubblicando a tempo debito la notizia sul conciliabolo tra Mario Balotelli e il blocco Prandelli-Senatori. Facile scagliarsi contro ad un ottimo giocatore, forse l’unico insieme a Verratti e Pirlo, capace di dare una svolta ad un organico iper-valutato. Parliamoci chiaro, la rosa dell’Uruguay era nettamente superiore a quella dell’Italia e il prezzo di mercato della coppia Suarez-Cavani vale quanto l’intera rosa azzurra.

Sono stato profetico qualche settimana fa dopo la vittoria dell’Italia contro l’Inghilterra di Hodgson, manca qualcosa alla nostra rosa e si è visto. Il blocco Juve ha fatto il massimo, ma il tanto esaltato centrocampo non è stato in grado di fornire un pallone giocabile alle punte. Non vorrei essere provocatorio, ma quando un giocatore di talento si trova a giocare con una squadra al di sotto delle sue qualità, finisce per annoiarsi e a isolarsi dal gruppo. Per Mario, un bambino viziato e permaloso, è stato proprio così, ma additarlo come capro espiatorio della disfatta azzurra è pura prostituzione intellettuale.

Con tutto il rispetto per i vari Immobile, Insigne, Darmian, Parolo e compagnia bella, l’Italia avrebbe dovuto doparsi come Armstrong prima della tappa di ascesa al Mont Ventoux. Le altre squadre viaggiano ad una velocità doppia rispetto agli ‘spompati’ della Serie A e il tasso tecnico delle altre nazionali è cresciuto in maniera vorticosa nell’ultimo decennio. Buffon avrebbe fatto bene a scuotere la squadra negli spogliatoi, idem per Daniele De Rossi: ai tempi dell’Inter di Mourinho volavano botte da orbi e i giovani (tra cui Mario) venivano scossi da un ambiente che avrebbe dato il c..o per la vittoria. Ribadisco infine quanto scritto nell’editoriale post Italia-Uruguay, il calcio nel sedere all’Italia è stato dato non solo dall’arbitro Moreno II e dalle direttive di ‘Sua Maestà’ Blatter ma anche da un gruppo sempre frazionato e da un allenatore ridicolo rispetto al Prandelli dell’ultimo europeo.

Giù le mani da Mario, sappiamo tutti che è un colored fuori dagli schemi, ma abbiate almeno la dignità di prendervi le vostre colpe. Lo sport è fatto di vincitori e di vinti, questa volta è toccato a noi fare le valigie per manifesta inferiorità.

@MassiRiverso

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