Luca Porfido
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Italia: il romanticismo, il suicidio e la smaterializzazione

La Nazionale dell'Italia non è altro che lo specchio del Paese. I talenti si contano sulla punta delle dita e l'indignazione è ovunque, tranne dove serve

Italia: il romanticismo, il suicidio e la smaterializzazione
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Quando l’Italia scende in campo, nell’animo del popolo della penisola scatta qualcosa: quella flebile fiamma che alimenta la rabbia, lo sconforto e la gioia e che si fonde nella venerazione del pallone, unico dio che ancora scatena qualche movimento morale ed etico negli italici. E quindi subito a celebrare il funerale sportivo della nostro calcio, alcuni proporrebbero anche un lutto nazionale.
Eppure in molti sostengono oggi che i romantici si trovano con rarità, anche nel Paese conosciuto da tutti per i suoi latin lover. E invece no, basta dare uno sguardo alle telecamere della Rai che, prontamente, ogni qualvolta l’Italia subisce una batosta, inquadrano miriadi di tifosi tricolormente truccati, affetti da uno sconforto assurdo, col volto della disperazione avvolto tra le lacrime.

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Mario Balotelli è il capro espiatorio dell’Italia

CUORE DI CUOIO – Se non fosse che il patriottismo in questo Paese non è forse mai esistito, tranne appunto quando assume la forma di un oggetto sferico, si potrebbe parlare di un Italia unita: peccato che alla stessa indignazione sportiva non ne sussegue un’altra simile quando si parla di altri problemi reali che rappresentano un marchio di fabbrica italiano. La nazionale in parole povere, non fa altro che descrivere, come la cornice marcia di un quadro in pessimo stato, quello che è il nostro Paese.
0 progetto giovani, tant’è che per mettere insieme un 11 titolare decente bisogna inventarsi i moduli più strani. 0 programmazione, come di chi vuole vivere di partita in partita, con una squadra che in 3 match di seguito non ha mai quasi tirato in porta, mai costruito un’azione da gol decente, mai imbastito una manovra, dimenticandosi che si vince anche con gli attaccanti, ma forse è meglio giocare con 7 centrocampisti.

NON C’E’ MALE ALL’INFUORI DELLA COLPAE qui poi il vittimismo italiano, proprio di chi le partite non le guarda mai in 4 anni, ma si sveglia per il mondiale: colpa dell’arbitro, espulsione ingiusta, Suarez cannibale, il clima di soli 24 gradi con umidità al 50% che pure secondo molti ci ha abbattuto ecc ecc. Insomma a nessuno piace prendersi le colpe, neanche al CT, che ha visto bene di buttare un po’ di responsabilità sul totem Balotelli, sempre lui, responsabile anche quando gli altri 10 fanno pietà. Classico caso di smaterializzazione: perdere il contatto dalla realtà, non affrontando il problema, che pure c’era stato nel 2010 e nelle partite del premondiale. D’altro canto siamo italiani, ci indigniamo per il pallone ma restiamo strafottenti e indifferenti a quello che succede nel Paese tutto, non accorgendoci che è lo stesso popolo quello che sta mettendo un cappio intorno all’Italia.
Ma parliamo di cose più serie, fra 2 anni ci sono gli Europei…

Luca Porfido

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