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Seedorf lascia il Milan: non è un addio, ma un arrivederci

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VERONA – 21 GIUGNO Si chiude dopo 10 anni l’avventura al Milan di Clarence Seedor che ha ufficializzato questa mattina la sua volontà di non rimanere a vestire la maglia rossonera per un’altra stagione.

Ma il giocatore olandese ha spiegato di lasciare il Milan solo provvisoriamente, per continuare a giocare qualche anno ancora in campionati meno impegnativi, per poi tornare a San Siro magari in veste di altro ruolo.

“Lascio dopo 10 anni fantastici il Mila – spiega il giocatore – mi sono trovato benissimo, è inutile nascondere che mi dispiace lasciare, ma la prospettiva è di continuare a mantenere un rapporto professionale in futuro, se ci sarà la possibilità. Ho vissuto più tempo qui al Milan che con la mia famiglia negli ultimi dieci anni. Ora posso continuare la mia carriera altrove, scegliendo tra proposte competitive”.

Ora la maglia dell’olandese verrà lasciata a Ibrahimovic, il quale tornerà a vestire il numero 10. Clarence ha spiegato che il Milan ha bisogno di giocatori giovani e di grandi talenti, perchè è una squadra che resterà sempre ai vertici del campionato italiano ed europeo.

Così Galliani ha parlato nel momento dell’arrivederci a Seedorf:

“La prima volta che l’ho visto giocare, ho spiegato che non ci voleva un genio per capire quanto fosse forte; con la maglia dell’Ajax dove c’era anche Kluivert, mi innamorai di lui. Ora che è quasi agli sgoccioli della sua carriera penso proprio che potrà fare tutto perchè è una persona con molte qualità. Come ha saputo fare bene il giocatore saprà fare altrettanto bene l’allenatore o il dirigente quando smetterà di giocare a calcio. C’è da ricordare che Clarence ha vinto 4 Champions League: con l’Ajax, con il Real Madrid, due volte con noi. E fatalità quando giocava bene il Milan era perchè stava giocando alla grande Seedorf; devo dire che ci fu un corteggiamento lungo per farlo venire da noi e finalmente nel 2002 ci disse di sì. Cominciammo con il Liberec, quella sera stessa riportammo Costacurta in organico e acquistammo Nesta, creando un Milan che rimase al vertice del ranking europeo per cinque anni. Era un Milan meraviglioso”.

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