Enrico Steidler
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In morte di Ciro Esposito

Che Paese è quello che non riesce mai a dire basta?

In morte di Ciro Esposito
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Cosa faremo adesso? Cosa farà il Belpaese dell’inefficienza, della memoria corta e della perduta dignità? Dove troverà il coraggio che non ha mai avuto? Saprà dare un senso (l’unico che si può, che si deve trovare in una vicenda così dolorosamente insensata) alla morte di Ciro Esposito, o seguirà il feretro facendo il solito spreco di propositi ferrei come il burro e di parole di circostanza? Che dite voi? Ci riscatteremo, o erigeremo l’ennesimo altarino sul quale deporre ogni anno un bel mazzo di fiori di plastica come le nostre lacrime?

L’Italia non è mai riuscita a dire basta, questa è la verità, e ora è venuto il momento di farlo. Ora o mai più. Sappiamo tutti che se non esistessero gli ultrà – e quel sottobosco dove la delinquenza prospera insieme alla follia – Ciro Esposito sarebbe ancora vivo, e siamo perfettamente consapevoli che la piaga deve essere risanata prima che vada in cancrena. Ci siamo quasi, ormai, e ora vedremo se siamo un Paese o solo una lamentosa e violenta espressione geografica.

NON FIORI MA OPERE DI BENE – Il tempo dei Daspo e dei tarallucci è finito, oppure siamo finiti noi. Non c’è una terza via, quella che per anni abbiamo scioccamente creduto che esistesse e tentato di percorrere facendo lo slalom fra morti e feriti. Il male va affrontato, ora, e la terapia deve essere d’urto. Capi e capetti ultrà? Sappiamo chi sono e come vivono: occupiamocene. Società conniventi? Idem. Trasferte? Vietate nel modo più assoluto (per almeno tre anni) per tutte le tifoserie che sono state coinvolte in episodi di violenza o intollerabile imbecillità (cori, striscioni, ecc.). Le trasferte non sono un diritto per chi è abituato a infrangere la legge, e noi non ce le possiamo più permettere. In tutti i sensi. C’è un gap di civiltà, innanzitutto, e per colmarlo dobbiamo vietarle.

Abbiamo poche cose da fare, in fondo, ma dobbiamo farle con durezza e senza ulteriori indugi. O così, o morte.

Enrico Steidler

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