Vincenzo Arnone
No Comments

Italia: la maledizione continua, l’azzurro si tinge di buio pesto

L'Italia si trova ad affrontare la sua notte più dura, con pochissime certezze, tantissimi dubbi e lo psicodramma collettivo di un intero movimento

Italia: la maledizione continua, l’azzurro si tinge di buio pesto
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page

Siamo al 93′, Pirlo è pronto dalla bandierina, cross in area, Thiago Motta la spizza di testa e prolunga sul secondo palo, irrompe Buffon che di ginocchio infila Muslera. E’ l’apoteosi, i tifosi azzurri sugli spalti dell’Arena das Dunas sono in delirio. Siamo agli ottavi, nonostante i fantasmi di Moreno e il morso di Suarez. Da qui riparte il nostro Mondiale, l’Italia non muore mai… e suona la sveglia a strapparci via l’ultimo sogno calcistico.

Balotelli delude Prandelli, che si dimette

Il brusco risveglio dell’Italia

UN BRUSCO RISVEGLIO – Stop, rewind. Sarebbe stato bello ma sarebbe stato ingiusto. Non perché l’Uruguay fosse uno squadrone e meritasse più di noi ma perché l’Italia non lo avrebbe meritato affatto. Seconda eliminazione consecutiva al primo turno, quel fondo toccato quattro anni fa siamo riusciti a raschiarlo ben bene, con una Nazionale senza anima né idee, troppo brutta per essere vera ma, ahinoi, verissima e quindi ancora più brutta. All’indomani della vittoria contro gli inglesi, l’entusiasmo era alle stelle. Titoli e titoli sulla bella prestazione degli azzurri (?), sulla altissima percentuale di passaggi riusciti. Già, i passaggi riusciti… quelli nell’arco di un metro, perché arrivati a due trovavamo sempre un inglese a portarcela via. Il buongiorno si era visto dal mattino, ma non abbiamo capito che era ancora notte fonda.

SOTTO IL SEGNO DELLA X – Dispiace che sia finita così, dispiace per Prandelli che ha perso la testa dopo l’infortunio di Montolivo ma ha ritrovato la faccia con le sue dimissioni, dispiace per Balotelli che si ostina a non voler crescere e merita di stare indietro in un mondo che intanto va avanti anche senza di lui, dispiace per Pirlo che forse saluta la Nazionale nel modo peggiore. Il caldo, l’umidità, gli arbitri non bastano a spiegare un fallimento a ogni livello, da quello tecnico a quello geopolitico (quella pallina rossa nel sorteggio dei gruppi era un cattivissimo presagio) del nostro calcio. La nostra ripartenza è sotto il segno della X, come quella del pareggio che ci avrebbe portato avanti immeritatamente, come quella sonora della bocciatura, come quella dell’incognita che si staglia davanti a tutto un movimento oggi più che mai allo sbando. Oggi siamo, per l’ennesima volta, tutti allenatori, con il partito dei “Tottisti” e dei “Tonisti” pronti a suonare la fanfara, mentre i “Balotellisti” e i “Cassanisti” si sono persi nel caldo torrido del Brasile. E la colpa è anche un po’ nostra: siamo un popolo di allenatori ma quando si tratta di giocare, al momento e chissà per quanto altro tempo, appare il vuoto cosmico. Tra due anni ci aspetta l’Europeo in casa dei cugini francesi (altro “affronto” geopolitico che reclama ancora vendetta). Ci qualificheremo e torneremo a sognare, nella speranza di non doverci svegliare bruscamente e troppo presto anche questa volta.

Vincenzo Arnone

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *