Redazione

Il killer di Tolosa muore mentre tenta di fuggire dalla finestra

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Teste di cuoio francesi in preparazione per l'irruzione

TOLOSA, 22 MARZO– Il killer della scuola ebraica, Mohammed Merah, è stato ucciso dai poliziotti mentre, continuando a sparare, tentava di fuggire dalla finestra del suo appartamento armato di kalashnikov e giubbotto antiproiettile.

LA RICOSTRUZIONE – Il ventiquattrenne di origine algerina, che si era definito un affiliato di Al Qaida, aveva tagliato ogni contatto con la polizia sin dalla tarda serata di ieri. Alle 10.30 di questa mattina, dopo circa 32 ore di assedio, quando ormai era chiaro che Merah non si sarebbe mai arreso, le teste di cuoio francesi hanno fatto scattare il blitz nell’appartamento dove questi era asserragliato, muniti di granate illuminanti e gas paralizzanti. Secondo fonti della polizia, al momento dell’irruzione Merah era nascosto in bagno ed avrebbe risposto al fuoco con estrema violenza. Subito dopo l’irruzione, difatti, si è sentita una lunga serie di raffiche di armi automatiche durata oltre tre minuti. Nel conflitto a fuoco sono rimasti feriti tre agenti, uno dei quali in modo grave. Didier Martinez, portavoce del sindacato dei poliziotti ha definito “impressionante” il momento in cui il killer Mohammed Merah si è lanciato dalla finestra del suo appartamento continuando a sparare. Ufficialmente non si sa ancora, dunque, se Merah sia stato ucciso dal salto nel vuoto o, come appare più verosimile, dai proiettili.

LE REAZIONI – Il Presidente Nicolas Sarkozy, che pure ieri aveva chiesto personalmente di catturarlo vivo, ha dichiarato in diretta tv dall’Eliseo che ‘’e’ stato fatto il possibile per consegnarlo vivo alla giustizia, ma non era concepibile esporre a rischi altre vite. C’erano stati troppi morti”.

Si conclude con un epilogo molto violento, una tragedia che ha scosso tutta l’Europa. E mentre imperversano le polemiche circa la strumentalizzazione politica dell’evento, il pensiero non può che andare alle quattro vittime innocenti.

Andrea Marini

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