Enrico Steidler
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Italia-Costa Rica 0-1, i graniTicos e i pateTicos

Qual è la vera Italia? Quella ammirata contro gli inglesi o quella calpestata dai grintosi Ticos della Costa Rica? L’Uruguay ce lo dirà

Italia-Costa Rica 0-1, i graniTicos e i pateTicos
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De Rossi: “Siamo forti. Ora battiamo la Costa Rica. Balotelli: “Abbiamo visto dai video che la Costa Rica è forte, va rispettata dando il 200%, come in tutte le partite. Stasera studierò il portiere e i difensori che mi troverò di fronte, domani arriverò pronto. Già. Come si sono fatti trovare pronti Super Mario e compagni lo abbiamo visto tutti, ma non è il caso di infierire. Nel calcio, infatti, come negli altri sport, può capitare di cannare completamente una partita, e se questa è la seconda del girone eliminatorio dei mondiali le possibilità aumentano a dismisura. Sarà un caso, forse, ma questa è la quarta volta di fila (dopo il match contro la Nuova Zelanda nel 2010, gli Stati Uniti nel 2006 e la Croazia nel 2002) che gli azzurri steccano la “seconda” della manifestazione più importante, e consoliamoci pensando che in Germania il mezzo passo falso contro gli yankee non ci impedì di tornare a casa da trionfatori.

Cesare Prandelli con Mario Balotelli

Cesare Prandelli con Mario Balotelli

SPEZZEREMO LE RENI ALLA COSTA RICA – Al di là del mero dato statistico, però, emerge un aspetto inquietante. Quella vista contro la Costa Rica non è una squadra che ha giocato male, ma una che non ha giocato affatto: è un’Italia che è andata oltre, insomma, e il “salto di qualità” non induce all’ottimismo. Certo, le attenuanti ci sono, sia per i giocatori che per il ct, e tuttavia il non-gioco messo in mostra contro i Ticos (soprattutto nel secondo tempo) ha sorpreso anche i più accaniti detrattori della nazionale di Prandelli. Le ragioni di una simile débacle sono tante, ovviamente, e fra queste ha forse giocato un ruolo importante quella maledetta sottovalutazione degli avversari poco “prestigiosi” che da sempre accompagna e contraddistingue l’Italia del football. Al di là delle belle parole, infatti (“La Costa Rica è forte” ecc. ecc.), la sensazione che gli azzurri pensassero di avere i tre punti già in tasca è molto forte, e il fatto che Super Mario si fosse ripromesso di studiare gli avversari solo la sera prima degli esami la dice lunga al riguardo. “Adesso Mario sa chi siamo” ha detto il tecnico colombiano dei Ticos Jorge Luis Pinto dopo il match rimproverando bonariamente l’attaccante rossonero (che alla vigilia del match aveva confessato di non conoscere gli avversari dell’Italia), e la sua frecciata è vincente come il gol di Bryan Ruiz: 1 a 0 e palla al centro.

Va bè, dai. Forse conviene lasciar perdere le (numerose) cause della sconfitta e farsene sportivamente una ragione. Abbiamo fatto una figuraccia, capita. Tutti hanno la loro Corea del Nord, e ora noi abbiamo anche la Costa Rica. Ok, punto. Prendiamola così, e rallegriamoci pensando che è molto meglio sbagliare una gara nel girone eliminatorio piuttosto che dagli ottavi in su. Nulla è perduto, siamo ancora in corsa. Ora è sufficiente raccogliere almeno un punto con l’Uruguay per proseguire la nostra avventura mondiale, e sarà proprio la Celeste di Tabarez, in fondo, a dire se la vera Italia è la squadra combattiva e spietata che ha bastonato l’Inghilterra o la compagine di zombi presa ieri a pallate da Ruiz e compagni.

Chissà, martedì prossimo lo sapremo, ma il fatto che l’Uruguay sia un avversario di rango fa ben sperare sull’impegno dei nostri. Una cosa, però, è sicura: Balotelli e gli azzurri conoscono Suarez e Cavani, e certamente non aspetteranno lunedì sera per studiarseli. Incrociamo le dita.

Enrico Steidler

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