Matteo Masum
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Francia boom: i transalpini terrorizzano il mondo

Otto gol in due partite, una condizione psico-fisico invidiabile. La Francia prova a giocare un ruolo da protagonista in questo Mondiale

Francia boom: i transalpini terrorizzano il mondo
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Didier Deschamps, CT della Francia

Didier Deschamps, CT della Francia

Ok, battere 3-0 l’Honduras non è una grande impresa. Discorso diverso se ad essere travolta dalla marea transalpina è la Svizzera, formazione di buon livello, composta da diversi giocatori che militano nelle migliori squadre dei campionati top d’Europa. Avvicinatasi al mondiale silenziosamente, folgorata dall’infortunio del suo leader, la Francia, in due partite, ha sconvolto le carte sul tavolo dei mondiali brasiliani, candidandosi come una delle squadre che, legittimamente, possono ambire al titolo.

IL GIOCO – Non un girone impossibile, certo. Ma questa Francia ha sorpreso tutti, in particolar modo grazie ad un gioco molto fluido, a tratti spumeggiante, senza dubbio solido ed efficace. Priva di grandi individualità, a parte Pogba e Benzema, la squadra di Deschamps ha trovato proprio nel collettivo il suo punto di forza, che esalta al meglio le caratteristiche di tutti i giocatori. L’assenza di Ribery ha, probabilmente, responsabilizzato gli altri componenti della squadra, in modo tale da rendere la Francia una formazione temibilissima.

LA SORPRESA? – E’ stato detto diverse volte, questo mondiale sembra non avere padroni. La Francia, dunque, potrebbe giocare un ruolo da assoluta protagonista, qualora riuscisse a mantenere questa condizione fisica e mentale clamorosa. Vincendo il girone, incontrerebbe, con ogni probabilità, la Bosnia agli ottavi. Un match, sulla carta, abbordabile, che proietterebbe i transalpini al turno successivo, dove, forse, la attenderà la Germania. Lì, potremmo capire le reali chance della squadra di Deschamps di vincere il titolo.

I LIMITI – Non sempre vincono i più forti. E senz’altro la Francia non è tra questi ultimi. Tuttavia, va detto, al di là dell’impressione hanno suscitato, ci sono almeno tre-quattro squadre superiori ai transalpini. Proprio questo può essere l’ostacolo più duro. Inoltre, l’assenza, come detto, di un leader come Frank Ribery, può essere un grosso gap per tutta la squadra, laddove, oltre al collettivo, dovesse servire la giocata del campione, e Benzema e Pogba non si dovessero rivelare all’altezza. Ed infine, attenzione alla tendenza all’autocompiacimento, che caratterizza i francesi da sempre. Una partenza così, rischierebbe, in tal caso, di rappresentare un boomerang.

Matteo Masum

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