Massimiliano Riverso
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Costa Rica, il miracolo sportivo di Jorge Luis Pinto

Una lezione di calcio impartita agli osannati azzurri del tiki-Italia, una lezione di calcio impartita sfruttando le doti di un maestro come Arrigo Sacchi.

Costa Rica, il miracolo sportivo di Jorge Luis Pinto
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Alle 20.00, sotto il caldo cocente di Recife, la Costa Rica scrive una delle pagine più belle del calcio moderno sconfiggendo i blasonatissimi quanto ‘pompatissimi’ vice-Campioni di Europa e approdando alla seconda fase del Mondiale in Brasile.

La ‘Ola’ a metà del secondo tempo è l’emblema dell’estasi di un popolo e il giusto tributo ad un allenatore, quel Jorge Luis Pinto che ha annichilito il nostro Cesare Prandelli. Bloccare Pirlo, unico direttore d’orchestra di una nazionale monocorde, è stata la mossa che ha dato il ‘la’ al trionfo costaricense, una regola elementare che solo quel tontolone di Hodgson non è riuscito ad applicare. Ibernata la fonte di gioco la Costa Rica ha dato vita ad un gioco spumeggiante fatto di corsa, qualità e maturità nel gestire il risultato. A suggellare il miracolo tecnico-sportivo l’applicazione pressoché perfetta del fuorigioco con Balotelli & Co. continuamente al di là della linea difensiva guidata magistralmente dai centrali costaricensi.

L’America agli americani. Dopo Cile e Colombia, anche la Costa Rica va ad occupare un posto al sole nelle 16 squadre più forti del mondo. Questa volta abbiamo fatto da spettatori ad un miracolo sportivo, ma gli spettri della Corea e della Nuova Zelanda riaffiorano prepotentemente.

@MassiRiverso

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