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Un’ Inghilterra senza corona: why always us?

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Chissà cosa ne penserebbe Giacomo Stuart, che nel 1670 portò in Europa il giocò con la palla; chissà che opinione avrebbero i rappresentanti dei primi undici club londinesi, che diedero vita alla Football Association. Chissà cosa proverebbero gli “inventori del calcio”, oggi lo sport più amato del mondo. Erano giovani e sognatori. Ma soprattutto, erano inglesi. Ed ebbero quest’idea tanto stupida quanto geniale: riunire 22 uomini e farli correre dietro a un pallone, con l’intento di prenderlo a calci. A dirla così somiglia più a un passatempo da scimmie. E invece…

UN SALTO NELLA STORIA Il gioco del calcio ha origini antichissime, risalenti addirittura al Medioevo e al calcio fiorentino. Ma, ufficiosamente ed ufficialmente, furono gli inglesi a dargli forma, il 26 Ottobre del 1863. A più di un secolo di distanza, gli inventori di questo movimento sportivo, sociale e culturale vivono una profonda crisi. Il campionato inglese è tra i più importanti e ricchi del mondo. Ma la Nazionale, la squadra più importante di tutte, nuota in acque torbide. Fresca fresca, infatti, è la matematica (o quasi) eliminazione dai Mondiali Brasile 2014. Tutti sul patibolo: dal tecnico Hodgson ai giocatori stessi. Ma la verità è un’altra, ed è amarissima: l’Inghilterra non ha fatto altro che rispettare la propria storia.

Vedere per credere. Ecco il palmarès dell’Inghilterra nelle partecipazioni a Mondiali di Calcio:

Palmarès Inghilterra Mondiali

Palmarès Inghilterra Mondiali

A parte la vittoria nel 1966, Mondiale giocato in casa e vittoria molto fortunosa e criticata (gol viziato da fallo di mano convalidato a Weber e espulsione dubbia per un tedesco), la storia british ai Mondiali è molto deludente: mai un’ altra Finale ma solo qualche piazzamento come terzo o quarto posto. L’analisi, dunque, è semplice: Hodgson non ha fatto niente di nuovo.

L’ANALISI Possibile che gli inventori del calcio moderno non sappiano giocarci? Beh, non è proprio così. Tanti allievi (tante nazionali in giro per il mondo) hanno superato i maestri britannici. Diverso, profondamente, il discorso per le squadre di club: grande storia, grande tradizione, soprattutto grandi investitori con enormi capitali esteri. Manchester United, Arsenal e Liverpool sono tre tra le squadre più blasonate e vincenti di sempre. Senza dimenticare le recenti Chelsea e Manchester City. I tanti “stranieri”, quindi, rendono l’Inghilterra una realtà strana: grande tra i club e provinciale tra le Federazioni.

I Mondiali di calcio sono il massimo per chiunque giochi al calcio. Ma sono una competizione unica, atipica, che esula da tutto. E la storia, la tradizione contano tantissimo. Il peso specifico della maglia finisce per schiacciare avversari non all’altezza, seppur bravissimi dal punto di vista tecnico. Quindi, non è facile sovvertire quest’andazzo. Nemmeno tecnici come Capello, Eriksson, Keegan ed Hodle ci sono riusciti. La delusione, di conseguenza, è tanta. E i tifosi iniziano a parafrasare il motto di un nostro giocatore, molto criticato nel Paese della pioggia e dei bus: Mario Balotelli e il suo “Why always me ?“. Le maglie sono pronte. E su un bel “Why always us ?

Antonio Fioretto (@FiorettAntonio)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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