Enrico Steidler
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Brasile, campione del mondo di tuffi

Dopo la vergognosa simulazione di Fred contro la Croazia ci prova anche Marcelo a tre minuti dalla fine del match contro il Messico, ma il turco Çakir non abbocca e nega la gioia del penalty al tuffatore di turno. Quando fair play e respect sono parole vuote e senza senso

Brasile, campione del mondo di tuffi
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Due partite, due “furbate”. Bilancio: 3 punti, 0 sanzioni. Nella vita il delitto non paga, si dice spesso, ma il discorso non è valido (a quanto pare e almeno per ora) se siete il Brasile e state disputando il mondiale di calcio in casa vostra. Male che vada, infatti, non si ottiene nulla, ma il tentativo di fregare tutti con l’inganno resta impunito e quindi non si paga dazio. Questo è l’unico neo di un arbitraggio, quello del turco Cuneyt Çakir, che altrimenti sarebbe da incorniciare, e tuttavia non è un errore da poco. Marcelo, reo di essere franato a terra in piena area dopo aver sentito il “contatto” della mano di Jimenez sulla sua spalla, doveva essere ammonito senza pietà: c’è modo e modo di simulare, infatti, e quello messo in scena ieri sera dal difensore verdeoro a 3 minuti dalla fine di un match inchiodato sullo 0-0 era troppo maldestro per non reclamare immediata ed esemplare giustizia. Anche farla passare liscia al colpevole è un aiutino, infatti, sia pure quasi impercettibile rispetto a quello concesso dal signor Nishimura nella gara d’esordio contro la Croazia, e incoraggia i furbastri a riprovarci alla prima occasione. Tanto non costa nulla.

"Il fallo c'era, sono stato trattenuto!”

“Il fallo c’era, sono stato trattenuto!”

FELIPAO MACHIAVELLAO – Ormai è chiaro. Se lo schema “palla a Neymar e incrociamo le dita” (pezzo forte – se non l’unico – del repertorio tattico messo in mostra dai padroni di casa in questo primo scorcio di torneo) non funziona, l’armata di Scolari non si perde d’animo e mette in pratica il Piano B: “tuffo in area e vediamo che succede”. Prima Fred, poi Marcelo. Chi sarà il prossimo? D’altra parte “questo è il mondiale del Brasile”, Felipão dixit, e qualsiasi mezzo va bene pur di raggiungere l’obiettivo. “Per me era rigore. L’ho visto già una decina di volte in tv e per me era rigore, Felipão ri-dixit commentando il nulla commesso da Lovren ai danni di Fred, e come se non bastasse nel dopo-gara di ieri sera ha avuto pure da ridire sull’episodio di Marcelo: “Adesso basta rigori per il Brasile?” ha ironizzato fuori dal vaso il ct verdeoro sostenendo la tesi del chiaro penalty negato dal bieco fischietto turco. Chiagni e fotti, insomma, che per ora sono 3 punti e 0 sanzioni. Però: mica male il Piano B.

FELIPAO MERAVIGLIAO“Ancora con questa storia dell’arbitro?” aveva sbottato Scolari in conferenza stampa prima della partita contro il Messico. “Io con loro non ho problemi…Il tecnico della Croazia ha detto che questo è un circo?” – aveva poi aggiunto il ct prima di lasciarsi sfuggire una battuta più infelice della simulazione di Marcelo – “Allora il Brasile ha avuto cinque circhi, visti i titoli mondiali che abbiamo vinto finora”. Che dire? Povero Felipão, in fondo c’è da capirlo. Provate a immaginare la terribile pressione cui è ora sottoposto il mister che ha dalla sua parte i tre quarti dei brasiliani, percentuale “bulgara” in un Paese da sempre molto critico e severo nei confronti dei ct. Roba da far tremare i polsi. Se dovesse fallire, il suo nome verrebbe associato a “tragedia” da qui all’eternità, e il fatto di aver già messo in bacheca un mondiale conterebbe poco o niente.

No, non sia mai. Questo è il mondiale del Brasile”, e se Parigi val bene una messa, il circo val bene un tuffo. Anzi, anche più di uno, se necessario. Quello che conta, alla fine, è che i circhi siano sei.

Enrico Steidler

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