Patrizia Culmone
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Ai David di Donatello 2014 trionfa il Capitale umano

Ai David di Donatello Il capitale umano si aggiudica il premio come miglior film dell'anno oscurando la grande bellezza di Sorrentino.

Ai David di Donatello 2014 trionfa il Capitale umano
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Paolo Virzì e Fabrizio Gifuni sul set de "Il capitale umano"

Paolo Virzì e Fabrizio Gifuni sul set de “Il capitale umano”

Alla 58 esima edizione dei David di Donatello trionfa Il capitale umano di Paolo Virzì che, dopo un testa a testa con La Grande bellezza di Sorrentino, si aggiudica ben sei statuette ed il premio per il miglior film. Travolti da un’ intensa stagione cinematografica, che vede il cinema Italiano risplendere nello scenario internazionale dopo molti anni, ci è sfuggita una delle pellicole più interessanti del 2014, Il capitale umano, fiore all’occhiello tra le opere realizzate finora dal regista toscano.

IL CAPITALE UMANO – In un paesino della provincia brianzola, due famiglie di diversa estrazione sociale sono coinvolte nella morte di un cameriere della zona travolto da un pirata della strada. Gli eventi di quella notte, ricostruiti progressivamente attraverso i singoli punti di vista dei vari personaggi, portano la polizia ad indagare sul giovane Massimiliano, ricco rampollo di casa Bernaschi, considerato il principale responsabile dell’incidente. A scagionarlo la figlia di un immobiliarista locale, Serena, che nel tentativo di aiutare il ragazzo cercherà di proteggere un segreto.

IL TRACOLLO –L ’ultimo lavoro dell’autore livornese, liberamente ispirato al  thriller di Stephen Amidon, si distacca dalle tradizionali ambientazioni e dai personaggi dalla sua precedente produzione, per descrivere sogni e ambizioni dell’alta borghesia brianzola, il cui destino si incrocia con le sorti politiche ed economiche del Paese. Virzì si insinua nel mondo dell’alta finanza, centro decisionale italiano, per esaltarne il degrado e l’imperante cinismo rappresentati attraverso la storia di due capi famiglia: il primo un uomo in carriera senza morale disposto a rinnegare affetti, Patria e buon senso pur di accumulare ricchezza, il secondo un piccolo imprenditore che aspira ad arricchirsi sfruttando le amicizie della figlia. Entrambi sono il ritratto fedele e dissacrante di un mondo falso e spietato, quello impegnato a far soldi alle spalle del proprio Paese, quello che, per vincere la frustrazione di un rapporto asettico, sperpera il denaro del coniuge, pur sapendo da dove proviene, quello che contratta la fiducia dei propri familiari in una transazione economica, quello del “ciao cara”, “we Giova!”, finché mi conviene. In questo ambiente tutto ha un prezzo, anche la vita di un giovane cameriere stroncata da un SUV in piena notte.

La serata dei David di Donatello, tra gaffe televisive e gag mal riuscite, rende omaggio ad un lavoro eccellente ad un cast straordinario composto da Valeria Bruni Tedeschi, premiata come miglior attrice protagonista, Valeria Golino e Fabrizio Gifuni, rispettivamente miglior attrice e miglior attore non protagonista, Luigi Lo Cascio ed un eccezionale Fabrizio Bentivoglio.

Patrizia Cumone

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