Antonio Fioretto
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Esclusiva – Massimo Tanzillo, direttore GT: “In Italia carenza di strutture; Ecuador sorpresa dei Mondiali” | INTERVISTA

Ai nostri microfoni, Massimo Tanzillo direttore di Generazioneditalenti.eu: "I settori giovanili italiani indietro rispetto all'Europa; Drmic e Kongolo giovani interessanti al Mondiale"

Esclusiva – Massimo Tanzillo, direttore GT: “In Italia carenza di strutture; Ecuador sorpresa dei Mondiali” | INTERVISTA
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Massimo Tanzillo, direttore di GT

Massimo Tanzillo, direttore di GTGenerazionedi

Massimo Tanzillo, direttore di GenerazionediTalenti.it ha rilasciato ai nostri microfoni un’intervista a tutto tondo. A partire dal progetto di GT, che non è solo una semplice redazione sportiva, passando per i settori giovanili italiani e finendo coi Mondiali in Brasile 2014. Ecco, di seguito, l’intervista completa.

Direttore, ci parli del progetto di GT. In cosa consiste? Non è una semplice redazione, non è così?

Innanzitutto, lei ha utilizzato il termine giusto: progetto. Noi siamo qualcosa di innovativo, poichè siamo una redazione virtuale, quindi dislocata un pò in tutta Italia, e tutto nasce dalla passione. Riguardo allo scouting e ai settori giovanili non riuscivo a soddisfare le mie esigenze. Quindi abbiamo aperto un forum, poi un blog, vari passaggi, fino poi al dominio di primo livello “.it” e il restyling grafico che ci sta facendo avere molto successo fino ad oggi. Tra le tante, ricordiamo alcune collaborazioni che ci rendono molto orgogliosi, quali quelle con la Gazzetta dello Sport e con Transfermrkt.it.

Poichè siete esperti di calcio giovanile, a che punto sono i settori giovanili in Italia e cosa si può fare per migliorarli?

Esperti è un parolone. La nostra è una redazione molto eterogenea: si trova il calciofilo, il semplice appassionato, colui che mangia pane e streaming, ma anche l’osservatore. In passato, alcuni che hanno scritto per noi e che ora sono diventate firme importanti, osservatori di club, agenti Fifa. Per quanto riguarda i settori giovanili in Italia, leggo commenti positivi in merito, di situazione nuova. In parte è vero, ma io non sarei così ottimista. Semplicemente perchè dobbiamo paragonarci a ciò che c’è intorno. Se guardiamo a realtà europee come Spagna, Germania, Belgio, non sarei ottimista. Cosa si può fare? Beh, è risaputo. Bisognerebbe innanzitutto iniziare ad agire sulle strutture, non solo stadi, ma proprio strutture a livello giovanile. Un esempio: questa è stata la prerogativa per cui Benitez è arrivato al Napoli ed ancora oggi si stanno facendo lavori sul settore giovanile del Napoli per avere sufficienti strutture all’avanguardia. Le strutture sono le basi sulle quali poggiare la nostra competenza e tradizione, che non sono da paragonare a nessun altro. In quello non siamo secondi a nessuno. 

Se dovessi fare qualche nome di giovanissimo talento che può diventare un campione del futuro, quale faresti?

In tema Mondiale, tra le realtà emergenti c’è la Svizzera. Tra i talenti principali uno di questi è Josip Drmic, che ha fatto così bene col Norimberga (http://www.generazioneditalenti.it/josip-drmic-1992-svizzera/). Oppure c’è Kongolo, un classe 1994 olandese convocato un pò a sorpresa (  http://www.generazioneditalenti.it/terence-kongolo-1994-olanda/). Anche se non troveranno molto spazio, sono nazionali che portano i giovani, gli fanno fare esperienza. Noi, invece, uno come Berardi che è un classe 1993 l’abbiamo lasciato a casa e stavamo ancora pensando se portare Totti, Toni o gente molto più datata. 

I Mondiali in Brasile: quali sono le possibilità dell’Italia?

L’Italia ha sempre buone possibilità, al di là dei valori tecnici del momento, per storia, tradizione e per l’essere duri nelle situazioni difficili. Sulla carta siamo nettamente al di sotto di alcune nazionali. Ma da questo punto di vista voglio ben sperare. Nonostante ciò, anche se è vero che il pallone è rotondo, dando un’occhiata ai dati tecnici non siamo messi come nel 2006, per dirne una. Però, sai, siamo sempre in palla con gente come Insigne, Immobile e Verratti. Se Prandelli riuscirà ad avere il coraggio di mettere da parte gente più compassata per gente più fresca e più in forma, allora abbiamo buone possibilità. Se invece faremo l’errore di affidarci a nomi importanti ma in parabola discendente, potremmo avere dei problemi. 

Una favorita e una possibile sorpresa per il Mondiale

La favorita, gioco forza, il Brasile. Perchè ha valori tecnici impressionanti, ed anche il fattore casa conterà. La storia dei Mondiali ce lo dice, soprattutto i Mondiali extraeuropei difficilmente vengono vinti da squadre europee. Un pò mi fa pensare che abbiano come punto di riferimento in attacco Fred, che non è nel suo massimo della forma. Di solito il Brasile punte molto più forti, ma ha una qualità nella trequarti che può sopperire. A me piace moltissimo la Germania, la trovo completissima quest’anno. Anche li, avendo solo Klose e Podolski, c’è qualcosa in meno in attacco. ma come per il Brasile, c’è una trequarti che anche senza l’infortunato Reus sembra essere di altissimo livello. Come sorprese, confermo i nomi di Belgio e Colombia. In effetti sono nazioni che faranno bene. Forse la Colombia ha perso senza Falcao e Muriel, ma ha altri ottimi calciatori. Una della quale si parla un pò troppo poco è l’Ecuador, che non è così squadra materasso come si presuppone. Per quanto riguarda l’uruguay, una squadra che può permettersi Suarez-Cavani non si può definire sorpresa. 

Si ringrazia Massimo Tanzillo e la redazione di GenerazionediTalenti.it per la totale disponibilità.

Antonio Fioretto (@FiorettAntonio)

 

 

 

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