Ruggiero Daluiso
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Il Mondiale dei Mondiali…ma non troppo | L’editoriale

La ventesima edizione dei Mondiali di calcio regalerà gioie e colori, ma sono troppi i morti tra guerriglie e sicurezza stadi

Il Mondiale dei Mondiali…ma non troppo | L’editoriale
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Guerriglie, sangue e morti stanno caratterizzando questi Mondiali

Guerriglie, sangue e morti stanno caratterizzando questi Mondiali

E’ il Mondiale delle guerriglie, degli spari e dei tanti morti. “Brasile 2014” non si presenta proprio bene al mondo intero, troppi morti e troppo sangue per cominciare un Mondiale che, da fin troppi mesi, tutti definiscono “il Mondiale dei Mondiali”. L’enorme spreco di denaro pubblico, per sovvenzionare stadi (ne sono ben dodici) e trasporti, ha fatto sobbalzare (voglio essere buono) i cittadini verdeoro: c’è chi scommette che alla fine il Mondiale sarà sospeso a causa delle continue manifestazioni di protesta che ci saranno e c’è chi ballando sulla spiaggia di Copacabana col sorriso stampato in faccia farà passare in secondo piano questi problemi, sicuri della vittoria brasiliana nella propria terra.

I brasiliani riusciranno a vincere i Mondiali in casa propria?

I brasiliani riusciranno a vincere i Mondiali in casa propria?

Le solite grandi nazionali caratterizzeranno “il Mondiale dei Mondiali”, i soliti protagonisti daranno vita a vere e proprie battaglie (queste, però, solo nel rettangolo verde di gioco) per arrivare ad alzare la grande Coppa il 13 luglio nel leggendario stadio del Maracanàin quel di Rio de Janeiro. Ci sono proprio tutti, o quasi: da Neymar a Messi, da Cristiano Ronaldo a Mario Balotelli e tanti altri campioni che valgono fior di quattrini in questo ricco mondo del pallone. Molti gli assenti di lusso, chi per infortunio come Falcao, Ribery, Reus, Strootman fino ad arrivare al nostro Montolivo e chi, per scelte tecniche, come Pepito Rossi (giusto o no escluderlo?), Nasri e Kakà. Diverso, ma non così tanto, il caso di Ibrahimovic che, nello spareggio per accedere ai gironi, si è dovuto arrendere (da protagonista) al Portogallo di Cristiano Ronaldo (lui, però, ancor più protagonista dello svedese). Ma le grandi nazionali ci sono tutte: Brasile, Argentina, Spagna e Germania in prima fila.

Noi invece siamo sempre nel limbo tra le grandi e tra chi aspira a diventare tale, ma si sa che ai Mondiali siamo tutti commissari tecnici e partiamo con il solito pessimismo patriottico che pian piano si sgretola quando si arriva nelle fasi finali del torneo. Bisogna dimenticare il 2010 quando uscimmo in un girone a dir poco modesto e dobbiamo continuare ad esaltarci nelle difficoltà, perchè come sempre non abbiamo nulla da invidiare alle grandi nazionali con i quattro Mondiali vinti (mica un par de ciufoli). I tanti italiani in Brasile faranno valere l’orgoglio nazionale, quasi come in Germania quando nel 2006, tra gli scandali di Calciopoli, vincemmo un Mondiale insperato. Davvero insperato.

Veniamo ora agli aspetti positivi di questa ventesima Coppa del Mondo. Basterebbe dire la parola Brasile per descrivere tutto e niente. Un paese diviso tra l’apparenza di Copacabana e Ipanema e la povertà del quartiere con le case colorate, le favelas. Il Brasile si è preparato psicologicamente bene a questo Mondiale, d’altronde possono perderlo solo loro e caso mai dovesse ricapitare il Maracanazo del 1950 non oserei immaginare cosa potrebbe accadere: due rivolte, più che giustificate, sarebbero deleterie per l’intero paese e causerebbero ancor più morti di quelli contati finora. Sono tanti i turisti arrivati in Brasile da ogni parte del mondo per godersi l’evento dell’anno ma non solo, pronti ad invadere spiagge e locali alla moda delle grandi città per poter dire “si, io c’ero”.

Il Cristo Redentore che "protegge" il Maracanà

Il Cristo Redentore che “protegge” il Maracanà

Tra caipirinhe, churraschi e guaranà, il Brasile oggi è pronto a festeggiare la sua Coppa del Mondo proprio nel giorno di San Valentino, unico paese a festeggiarlo il 12 giugno a differenza di tutte le altre parti del mondo che lo festeggiano il 14 febbraio. Quindi aspettiamoci un Itaquerao pieno di mazzi di fiori e rose pronti a riempire uno stadio stracolmo fino all’inverosimile, per l’esordio dei loro beniamini in quel di San Paolo, la città più grande del Brasile con oltre 21 milioni di abitanti. Sarà pazzesco, una gioia di colori mai vista fino a questo momento. E il Brasile sarà, oggi più che mai, “a terra do amor, a terra do sol, a terra do futebol”.

Ricordiamo, però, per un minuto tutti i morti che il Brasile ha dispensato a causa  della mancata sicurezza degli stadi e per le tante guerriglie di protesta. Perchè questo sarà il Mondiale dei Mondiali…ma non troppo. Buona Coppa del Mondo a tutti.

Appuntamento a questa sera alle 20 con il live streaming della cerimonia d’apertura e di Brasile-Croazia. In più la radiocronaca del match con grandi novità. Solo su SportCafe24!

Ruggiero Daluiso

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