Enrico Steidler
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5 mazzate, 7 mesi: la squalifica a Lerda grida giustizia

Il calcio italiano ha poco futuro se il presente è fatto di calci e pugni quasi impuniti

5 mazzate, 7 mesi: la squalifica a Lerda grida giustizia
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Ultime notizie dal Paese dei tarallucci. Il giudice sportivo della Lega Pro ha squalificato per 7 mesi (fino al 31 dicembre 2014) il tecnico del Lecce Franco Lerda per la sua condotta violenta durante il concitato dopo-gara di Frosinone-Lecce 3-1 di sabato scorso. Al fischio finale del match, decisivo per la promozione in Serie B dei padroni di casa, l’allenatore dei salentini veniva provocato da un tesserato della squadra avversaria e quindi “si scagliava contro quest’ultimo e lo colpiva con un pugno; allontanato da alcuni addetti alla sicurezza e dai propri dirigenti – scrive il giudice Pasquale Marino – ne eludeva l’intervento e raggiunto un calciatore della squadra avversaria lo strattonava e lo colpiva con una manata al volto; dopo essersi apparentemente calmato raggiungeva la curva dove erano posizionati i sostenitori della propria squadra per salutarli unitamente ad alcuni calciatori; nel rientrare negli spogliatoi veniva raggiunto da insulti e provocazioni da parte di alcuni sostenitori locali che erano entrati sul terreno di gioco; in reazione a tali comportamenti si scagliava contro un giovane tifoso locale e dopo averlo colpito e mandato con un calcio per terra lo colpiva nuovamente con due pugni, dirigendosi poi di corsa verso gli spogliatoi”.

CAZZOTTI E ACQUA DI ROSE – Dunque, cerchiamo di capire il criterio. Qui si parla di una strattonata, una manata in faccia, tre pugni, un calcio, più un altro colpo non meglio specificato. Totale: 7 colpi proibiti, di cui almeno 5 proibitissimi. Se tutto ciò viene sanzionato con 7 mesi di squalifica, allora i casi sono due: o vale la regola “un colpo, un mese”, oppure le legnate vengono per così dire cumulate e considerate come se fossero una soltanto. Ad ogni modo, una cosa pare sicura: dalle nostre parti l’assenza di conseguenze “apprezzabili” (come, ad esempio, un labbro spaccato o un dente rotto) è troppo più importante del gesto in sé, e la condotta complessiva del reo – al di là dei colpi andati a segno – viene “scontata” all’origine.

UN PESO, UNA MISURA – C’è da dire, se non altro, che se al Lecce è andata bene (oltre ai 7 mesi per Lerda, due giornate a Diniz – testata a un avversario – una ciascuno per Bogliacino e Tufani e 2 mila euro di multa), anzi benissimo, al Frosinone non è andata peggio. A soli 15 mila euro, infatti, ammonta la multa che la società ciociara dovrà pagare “perché propri sostenitori introducevano e accendevano nei settori da loro occupati, numerosi fumogeni uno dei quali veniva lanciato sul terreno di gioco, nonché facevano esplodere sette petardi e lanciavano sul terreno di gioco alcune bottigliette di plastica semipiene, il tutto senza conseguenze; un numeroso gruppo di sostenitori al 14′ minuto del secondo tempo supplementare scavalcata la rete di recinzione entrava sul terreno di gioco costringendo l’arbitro a sospendere la gara per circa sei minuti per il loro allontanamento; al termine della gara un gruppo di tifosi ancora più numerosi scavalcava nuovamente la recinzione e si posizionava sotto la curva destinata ai tifosi ospiti assumendo verso gli stessi atteggiamento palesemente provocatorio; per indebita presenza sul terreno di gioco al termine della gara di persone non identificate ma riconducibili alla società una delle quali assumeva atteggiamento gravemente provocatorio verso tesserati della squadra avversaria”.

CHI RIESCE E CHI NO – Lo scorso mese di marzo, l’allenatore del Newcastle Alan Pardew fu squalificato per 7 giornate (di cui 3 con l’obbligo di stare alla larga dallo stadio) e a 60 mila sterline di multa (oltre alle 100 mila già pretese e incassate dal suo club) per aver letteralmente sfiorato con la sua fronte lo zigomo di un giocatore dell’Hull durante un vis-à-vis troppo ravvicinato a bordo campo. Notate delle differenze fra il caso di Lerda e quello del suo collega di Premier League? Detto per inciso, né Pardew né tantomeno il Newcastle si opposero alla decisione del giudice. E poi chiediamoci perché andiamo in malora.

Enrico Steidler

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