Jacopo Gino
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Le 10 conferenze stampa più divertenti nella storia del calcio

Tra sfuriate e battute, traduzioni maccheroniche e polemiche con la classe arbitrale: andiamo a scoprire le 10 conferenze stampa più divertenti del mondo del pallone

Le 10 conferenze stampa più divertenti nella storia del calcio
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Antonio Conte, conferenze stampa

Antonio Conte, allenatore della Juventus: due sue celeberrime conferenze stampa entrano di diritto nella nostra classifica

 Ci siamo, la lista è finalmente pronta. Abbiamo preparato un’esilarante classifica delle conferenze stampa più divertenti del calcio, una Top 10 tutta da gustare. Battute, polemiche, comiche sfuriate e traduzioni approssimative: la crème de la crème, insomma, con protagonisti noti e citazioni che ormai sono diventate un “must” del web. Personaggi carismatici e un po’ pazzi, provocati dai giornalisti o “esplosi” per la troppa pressione. C’è chi si sente a suo agio davanti ai riflettori e quindi se la gode, dominando con il suo appeal la platea, ma anche chi viene trascinato nell’arena dall’esasperazione, regalando perle di rara bellezza e risultando comico anche se l’intenzione era quella di zittire la stampa. Precisiamo fin da subito, per evitare polemiche, che l’ironia che useremo nel corso dell’articolo è rivolta non ai contenuti delle conferenze, bensì al tono o al linguaggio usato nel loro svolgimento. Ma basta con le chiacchiere, la parola ai protagonisti!

POSIZIONE 10 – FRANCO GAGLIARDI – Partiamo con un nome forse poco noto al grande pubblico, ma che di sicuro non le manda a dire: si tratta di Franco Gagliardi, allenatore della Reggina. Autore di un grandissimo sfogo alla conferenza stampa pre Reggina-Varese, ha allietato la platea con una tirata ininterrotta di 5 minuti in un mix tra l’italiano e il dialetto. Tra le parti più salienti un epico “Ci giochiamo le mutande domani!” e un “Quanto costa u bighiettu? Toh vaffa*** vatti a comprare 50 euro di biglietto “, per poi sfogarsi con i giornalisti “E voi giornalisti a fare la formazione, ma vaffa*** la formazione!! Ah, a proposito, se veramente il mister si è giocato la biancheria gli è andata male, dal momento che il Varese ha segnato il gol vittoria al 93′ e la Reggina è pure retrocessa. Calcioscommesse de noialtri.

POSIZIONE 9 – CLAUDIO RANIERI – Alla nona posizione incontriamo un volto noto del panorama calcistico italiano. Si tratta di Claudio Ranieri, ex allenatore tra le altre di Valencia, Chelsea, Roma, Juve e Inter. Protagonista di tanti scontri con Mou ai tempi della Roma, è con una performance nelle vesti di allenatore del Monaco che il Claudione nazionale entra di diritto nella nostra speciale classifica. 3 Dicembre 2013, conferenza stampa post Monaco-Nizza: Ranieri cerca di spiegare ai giornalisti il misunderstanding con Raggi, sostituito perché ritenuto infortunato mentre in realtà era disposto a tornare in campo. Fin qui tutto normale, peccato che il tecnico romano si sia avventurato troppo a fondo nei meandri della lingua francese, scatenando l’ilarità dei presenti. Tra le perle più preziose “Con Raggi j’ai fait un poc de…”,prima di arrendersi e abbandonare la frase a metà e “L’italien… c’est très dur, l’italien” (picchiando con le nocche sul tavolo e riferendosi alla testardaggine di Raggi). Non a caso Mourinho di lui aveva detto “In Inghilterra ci ha messo 5 anni ad imparare good afternoon e good morning”. Poliglotta.

POSIZIONE 8 – ANTONIO CONTE – Non poteva mancare in questa classifica il tecnico della Juventus, un duro che di certo non le manda a dire. Lo troveremo anche più avanti in classifica, perché le sue conferenze non sono mai banali. Siamo ai tempi del Siena, nella conferenza pre partita contro il Modena: Conte è furioso, ce l’ha con i critici, con i tifosi che non sostengono la squadra. “Inizio a stufarmi di sentire delle stronzate in settimana da pseudo intenditori di calcio” è il duro inizio di sfuriata, poi 10 secondi di pausa (cronometrati) e la continuazione: “Abbiamo preso giocatori morti per il Siena, morti! Che praticamente non voleva nessuno” (alla faccia della stima nei propri uomini!). “E ringraziate il Signore che c’è Conte a Siena!” fino ad arrivare all’apice della miticità “Ma noi ci andiamo comunque in serie A. Poi che non salga nessuno su quel cazzo di carro eh!”. Messia.

POSIZIONE 7 – JURGEN KLOPP – Siamo in Germania, più precisamente a Dortmund. Il protagonista è ovviamente Jurgen Klopp, eccentrico allenatore del Borussia. Famoso per le sue sfuriate sul terreno di gioco e per la sua “pazzia” che a volte affiora, in questo caso lo ritroviamo nei panni del simpatico incontinente. Classica conferenza stampa pre match, interrotta però dal tecnico dopo pochi secondi: il motivo? “Mi scappa la pipì, papà!” e via di corsa in bagno! Pensarci prima?

POSIZIONE 6- GIANMARCO POZZECCO – Infiltrato! Ebbene sì, non siamo impazziti: sappiamo bene che Gianmarco Pozzecco non è un allenatore di calcio ma un coach di pallacanestro, eppure la sua epica conferenza non poteva non entrare in questa speciale classifica: una performance che val bene una wild card. Siamo nel post match di Ferendino-Orlandina, partita vinta dai padroni di casa. Pozzecco è il mister della squadra sconfitta e si presenta in conferenza abbattuto e pensieroso. Parte il monologo con toni mogi e tranquilli ma, quando meno te l’aspetti, inizia la carica! L’allenatore sembra impazzito, sbraita e batte i pugni sul tavolo, rosso in volto come un pomodoro. “So quanto cazzo dia fastidio perdere! E non permetto a nessuno di mancarmi di rispetto quando io perdo, perché mi girano i coglioni!”L’importante è saper perdere con stile

POSIZIONE 5 – JOSE’ MOURINHO – Stiamo arrivando nelle posizioni calde della classifica, al quinto posto troviamo il mitico Josè, che tanto ha fatto godere la stampa italiana nel periodo in cui ha allenato l‘Inter. Con lui niente conferenze e interviste banali, sempre lo scoop, la battuta, l’affermazione polemica per condire la situazione. Mai banale il Vate di Setubal, tanto che lo ritroveremo anche più avanti in classifica. In questa occasione siamo a marzo 2009, Mourinho attacca duramente prima la stampa “A me non piace prostituzione intellettuale” e poi le avversarie: “Non si è parlato di una Roma con grandissimi giocatori che finirà la stagione con zeru titoli, non si è parlato di un Milan che finirà la stagione con zeru titoli, non si è parlato di una Giuve che ha vinto tanti punti con favori arbitrali”.  The Polemic One

POSIZIONE 4 – GIOVANNI TRAPATTONI – Andiamo un po’ indietro nel tempo, per ritrovare un grande, grandissimo allenatore italiano che ha portato la nostra cultura calcistica nel mondo. Stiamo parlando ovviamente di Giovanni Trapattoni che, oltre alle esperienze nostrane con la Nazionale, Milan, Juve, Inter e Fiorentina, è stato allenatore anche di club esteri importanti come Benfica e Bayern Monaco. Proprio la Baviera è la scena in cui è andata in onda la perla firmata dal Trap, il celeberrimo attacco ai suoi giocatori, rei di essere troppo “molli” in campo. Rimarranno impresse nella storia del pallone le famose invettive contro un giocatore in particolare, il mitico “Strunz”! Senza dimenticare anche i proverbi tradotti in conferenza ai tempi dell’Irlanda, come ad esempio il celebre “Don’t say cat if the cat is not in the sac”. Star indiscussa

POSIZIONE 3 – ANTONIO CONTE – Arriviamo finalmente al podio e ritroviamo l’allenatore leccese, questa volta alla guida della sua squadra del cuore, la Juventus. L’occasione della conferenza è più che mai seria e importante: si parla della squalifica per il caso calcioscommesse. Conte non ci sta e parte l’invettiva celebre contro tutto e contro tutti. Parti salienti e indimenticabili “E’ agghiacciante quello che diconoo!”, “Il patteggiamento è un ricatto bello e buono, è una vergogna!”, “Sono antipatico perché vinco?”“Io ho pauraa”. Ovviamente non si ironizza su ciò che Conte ha detto, difendendosi legittimamente dalle accuse, bensì sul tono accorato e sulle parole ‘trascinate’. Agghiacciande

POSIZIONE 2 – JOSE’ MOURINHO – Torna anche lo Special One, che occupa la piazza d’onore con la perla forse più divertente della sua carriera nerazzurra. Siamo alla conferenza stampa di presentazione del portoghese, al primo approccio tra l’immenso carisma di Mou e la stampa italiana. Stufo delle continue domande sui giocatori del Chelsea, sua ex squadra, l’allenatore risponde sorprendendo tutti con un italiano già ottimo “Ma io non sono pirla”, scatenando l’ilarità dei presenti e l’amore dei tifosi per il nuovo coach. Chi ben comincia…

POSIZIONE 1 – ALBERTO MALESANI – Non poteva non essere lui il vincitore, Alberto Malesani e il suo proverbiale sfogo con il mondo greco. In quel momento infatti l’ex allenatore di Bologna e Sassuolo era alla guida del Panathinaikos e non stava attraversando un momento facile, con la critica scatenata. Arriva quindi la conferenza chiarificatrice, quella diventata ormai famosa su tutto il web: quella del “Sono qua 24 ore al giorno tutti i giorni cazo” e poi la perla epica: “Ma come dove siamo cazo, cosa è diventato il calcio? Una jungla, cazo?”

Ringraziamo questi momentanei eroi della comicità (volontaria o meno), che con i loro exploit hanno reso la noia delle conferenze stampa un’occasione per sbellicarsi dalle risate. Allenatori che si trasformano in showman per mezz’ora e poi tornano a fare il loro lavoro: guidare la squadra nella jungla del calcio, farla giocare, e spesso vincere. Perchè loro non sono dei pirla. Questo è poco ma sicuro.

Jacopo Gino

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