Modestino Picariello
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Thohir: sceicco? Macchè, curatore fallimentare!

Per tutti coloro che speravano che finalmente, con Erick Thohir, gli sceicchi si fossero accorti del nostro paese... la storia del Closing dell'Inter

Thohir: sceicco? Macchè, curatore fallimentare!
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Per tutti coloro che speravano che finalmente, con Erick Thohir, gli sceicchi (che poi di quale paese siano non interessa, ai tifosi raramente è interessata la geografia) si fossero accorti del nostro paese… mi spiace, state per avere una brutta delusione

Thohir a Malpensa

Thohir a Malpensa

Ora è ufficiale: il magnate indonesiano Erick Thohir è diventato l’azionista di maggioranza dell’Inter. Per capirci meglio: Thohir è il nuovo Moratti, col vecchio presidente che paga a caro prezzo il suo protagonismo concedendosi comunque in mano un 30% della società nerazzurra. Quanto è costato il tutto al magnate indonesiano? Meno di un grande acquisto del Real, ovvero 75 milioni di euro, mentre il resto (circa 200 milioni) è operazione finanziaria tra banche creditrici e debitrici, tutta racchiusa in un nome: closing

CLOSING PER TUTTI – Tagliata con l’accetta: in pratica l’imprenditore miliardario (in euro) Thohir, per coronare l’impresa Inter ha chiesto ad alcune banche un finanziamento quinquennale, utile per coprire debiti con le banche e pagamenti ai fornitori derivati dalla precedente gestione. Solo che il finanziamento non va all’Inter Fc, ma all’Inter Media & Communications, società creata appositamente pochi mesi fa, con presidente Marco Fassone. Sapete invece cosa diventa l’Inter FC? Depurata dai debiti è, ora come ora, di fatto ipotecata dalle banche, che potranno farne ciò che vorranno in caso di mancato rientro di Thohir dal prestito concesso. Per dirla in altri termini, esattamente come col caso Alitalia, nell’Inter convivono una bad company (ovvero l’Inter FC, che non è neanche più proprietaria del suo marchio) dove andranno tutti i ricavi tradizionali (plusvalenze e marketing) ma dove saranno scaricati tutti i costi e una good company, quella di Fassone, dove andranno i diritti tv. Nel mentre il primo investimento di Thohir è stata una massiccia campagna di alleggerimento stipendi a squadra e dirigenti, tra mancati rinnovi e licenziamenti. La chiusura della trattativa è stata per molti la chiusura della loro esperienza all’Inter.

GIUDIZIO FINALE – In pratica il magnate si è dato cinque anni per arrivare a guadagnarci con l’Inter, senza mettere cifre enormi di tasca sua (altrimenti non avrebbe avuto problemi ad acquistare in toto la società), ma i primi 2-3 anni saranno dedicati al “progetto”(svecchiare, ecc.ecc.), quindi, per arrivare in alto, gliene restano due. Possibile? Proviamo a pensare male, solo per un attimo: il progetto di Thohir fallisce nei tempi e le banche richiedono indietro i soldi. Come si fa per evitare il tracollo? Beh, magari un vecchio presidente innamorato, (un nome a caso, Moratti) torna a farsi carico dell’Inter ma trovandola enormemente più leggera, grazie alla cura Thohir e in perfetto accordo col “potere centrale”. Perché qui è la chicca di tutta la procedura: una delle banche che hanno concesso il credito a Thohir è Unicredit: e provate ad indovinare di quale banca è dirigente Maurizio Beretta, attuale presidente della Lega Calcio?

In pratica tutto questo sembra il preludio dell’ennesima farloccata all’italiana, in cui Thohir è il papa nero che dovrà fare per conto di Moratti il gioco sporco e rognosissimo dei tagli perché il salvatore possa tornare sulla sella di una società sana e appetibile. Anche se c’è un però. Alla fine Moratti è stato costretto a cedere perché con la sua industria di raffineria petrolifera in crisi non poteva più pagare i debiti dell’Inter. Beh, le ultime notizie ci dicono che il settore della Saras va sempre peggio. E quindi? Beh, con l’avvento di Thohir, comunque vada, al futuro della squadra nerazzurra, di azzurro resta davvero ben poco..

Modestino Picariello

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