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La speranza di Ranieri è Guarin

La speranza di Ranieri è Guarin
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Fredy Guarin

MILANO, 22 MARZO – È da mesi l’oggetto misterioso, l’arcano irrisolvibile, il pezzo pregiato del mercato invernale nerazzurro del quale per adesso sappiamo solo nome e un po’ di storia passata. Stiamo parlando ovviamente di Fredy Guarin, il ragazzo designato per portare corsa, freschezza e dinamismo in un centrocampo, quello interista, che ha un disperato bisogno di queste qualità.
Ora il vaso di Pandora sta finalmente per schiudersi e al suo interno i tifosi interisti, più che i famosi “mali” del mito, sperano di trovarci la pietra angolare sulla quale costruire un futuro vincente ma anche l’uomo giusto per invertire il trend negativo degli ultimi mesi.

Guarin è pronto! In settimana si è allenato più volte con il gruppo e non vede l’ora di dare il contributo che tutti si aspettano da lui e di cominciare a porre le basi per un suo riscatto a giugno (il colombiano è infatti in prestito con diritto di riscatto fissato a 13,5 mln).
Un suo impiego nella trasferta a Torino di domenica sera appare però improbabile: difficile pensare che Ranieri voglia gettarlo subito nella mischia in una sfida difficile come quella contro i bianconeri; nonostante la partita ideale per il suo esordio sembra essere quella contro il Genoa della 30° giornata, il colombiano ha però in testa solo la Juve e sta lavorando solo per esserci.

Conosciamolo meglio però il gioiellino ex Porto corteggiato dalle grandi di tutta Europa.
Guarin, classe ’86, è approdato nell’Europa che conta a 20 anni nel Sant-Etienne, collezionando 36 presenze in due stagioni e mettendo a segno 1 gol. Nel 2008 la grande occasione nel Porto di Andrè Villas Boas, con l’ex tattico di Mourinho che ne fa uno dei capisaldi per costruire il fortissimo Porto del mini triplete della stagione 2010-2011 (Campionato, Coppa di Portogallo ed Europa League). Quella successiva è un’annata sfortunata, costellata di infortuni e caratterizzata dai profondi dissidi con il nuovo allenatore, ma che non fa altro che aumentare l’attenzione delle grandi d’Europa che fiutano l’affare cercando di sfruttare l’occasione per accaparrarsi il giocatore a prezzo scontato. Rifiutata la Juve, il colombiano accetta la corte di Moratti, che ha fortemente creduto in lui nonostante l’infortunio al polpaccio, accasandosi in corso Vittorio Emanuele nel gennaio scorso.
Come abbiamo già detto, Guarin fa della freschezza e del dinamismo le sue doti migliori, che, abbinate a un notevole tempismo negli inserimenti e a un QI calcistico molto sviluppato, ne fanno un pericolosissimo incursore d’aria. Esattamente quello che manca tra le maglie del centrocampo nerazzurro, nel quale l’assenza di movimenti senza palla è da tempo un fattore decisivo nelle recenti delusioni interiste e soprattutto un aspetto sottovalutato da tutti gli allenatori del post-Mourinho. Va da se quindi che alla pinetina tutti sperano di aver pescato un nuovo Boateng sulla sponda nerazzurra del naviglio.
In molti, però, vedono in Guarin anche un pezzo fondamentale con il quale la dirigenza nerazzurra può far leva per convincere Villas Boas a sedere sulla panchina di S.Siro. Lo Special Two, infatti, nonostante il recente fallimento al Chelsea, ha conservato ancora un certo fascino in quel di Milano

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La certezza è che Sneijder non sarà della partita domenica sera. L’olandese ha lavorato a parte tutta la settimana ed è certo che non scenderà in campo contro la formazione di Conte. Problemi anche per Stankovic, alle prese con un affaticamento muscolare, e per Chivu, problemi al ginocchio in fase di accertamento.

Cristiano Ciliberti

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